PRODI INTERVERRA' AL SENATO SULLA VICENDA TELECOM
Ansa
ROMA - Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, interverra' al Senato sulla vicenda Telecom. Lo rende noto un comunicato del ministro per i Rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti, che definisce 'sconcertante' la 'strumentalita'' della CdL sulla vicenda.
La data dell'intervento e' ancora da definire: sara' decisa in base agli impegni del premier.
SCHIFANI, ORA INUTILE GENTILONI AL SENATO
'E' del tutto superfluo il dibattito con il ministro Gentiloni. Lo ritenevamo stamattina e a maggior ragione lo riteniamo oggi di fronte alla disponibilita' di Prodi di venire a palazzo Madama'.
E' quanto ha detto ai giornalisti il capogruppo dei senatori di Forza Italia, che ha espresso l'auspicio che Prodi venga 'in una data ragionevole dopo il suo intervento alla Camera il 28 settembre'. Schifani sostiene che Prodi ha dovuto predere atto che l'opposizione aveva ragione: 'La sua disponibilita' dimostra che non c'e' nessun matto in Parlamento'. La capigruppo del Senato si riunira' alle 15,30 per decidere.
CDL ALL'ATTACCO CONTRO PRODI
Tutta la Cdl all'attacco in Senato contro il no alla presenza del presidente del Consiglio Romano Prodi in Aula sulla vicenda Telecom. Dopo la lettera di ieri del presidente Marini, che rispondeva all'opposizione sulla richiesta al capo del governo di intervenire in Assemblea, sulla base del voto di martedi', oggi tutti i capigruppo del centrodestra hanno protestato duramente in Aula.
'Il no di ieri - ha detto il capogruppo Fi Renato Schifani - ancora ci fa male; preferiamo dimenticare, come preferiamo dimenticare le espressioni di chi ha pensato e ha accusato l'opposizione di voler trasformare quest'aula in un pantano'. Un riferimento alla capogruppo dell'Ulivo Anna Finocchiaro, che ieri aveva usato questa espressionella facolta' di non rispondere. 'Noi ci appelleremo al capo dello Stato, ma lo faccia anche Marini. A Prodi non e' concesso di avvalersi, secondo le norme costituzionali, della facolta' di non rispondere al Parlamento. Lasci ai comuni cittadini questo diritto. Cosi' disattende e offende una intera istituzione, che con un voto ha chiesto di riferire sul caso Telecom che appare sempre piu' intrecciato e inquietante anche alla luce degli arresti effettuati ieri nell'ambito delle intercettazioni'.
'Lancio ancora un appello - ha aggiunto Matteoli - che questo strappo che Prodi pare voglia compiere venga evitato. Altrimenti saremo costretti a rivolgerci al capo dello Stato perche' il voto del Senato non puo'essere considerato di serie B se a vincere e' l'opposizione. Ma credo che al capo dello Stato dovrebbe ricorrere anche il presidente Marini, quale massimo rappresentante del Senato, offeso da un comportamento inaudito di Prodi'.
Tutti gli interventi dei rappresentanti della Cdl - e in particolare quelli di Schifani e Francesco D'Onofrio (Udc) - hanno segnalato una novita', e cioe' quella di una richiesta 'aperta' a Prodi senza alcuna indicazione di data o di ora. In particolare, Schifani ha anche parlato di una 'caduta di stile' perche' Prodi ha dichiarato di non poter venire in Senato dato che il presidente del Consiglio 'non va mai nei due rami del Parlamento a riferire'. Il capogruppo di Fi, per contestare questa affermazione, ha citato sette doppi interventi di Berlusconi e uno anche di Prodi 'che credo sia lo stesso presidente del Consiglio di oggi, quindi il presidente del Consiglio dovrebbe ritrattare le sue dichiarazioni perche' non solo non sono convincenti ma sono offensive nei confronti della realta' storica della vita parlamentare'.
Schifani ha chiesto a Marini di intraprendere una nuova mediazione per ottenere una risposta diversa cioe' quella 'di prendere atto di questa volonta' del Parlamento di avere Prodi in aula, indicando eventualmente un orario e un giorno diversi nella logica delle intese'. Schifani ha citato in particolare l'articolo 64 della Costituzione. 'Abbiamo registrato invece finora - ha detto - toni piccati, a dir poco stizziti, che offendono la democrazia parlamentare, la politica italiana e il nostro Paese'.
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