Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
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    Predefinito Prodi sconfitto...andra' in Senato!

    PRODI INTERVERRA' AL SENATO SULLA VICENDA TELECOM


    Ansa

    ROMA - Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, interverra' al Senato sulla vicenda Telecom. Lo rende noto un comunicato del ministro per i Rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti, che definisce 'sconcertante' la 'strumentalita'' della CdL sulla vicenda.

    La data dell'intervento e' ancora da definire: sara' decisa in base agli impegni del premier.

    SCHIFANI, ORA INUTILE GENTILONI AL SENATO

    'E' del tutto superfluo il dibattito con il ministro Gentiloni. Lo ritenevamo stamattina e a maggior ragione lo riteniamo oggi di fronte alla disponibilita' di Prodi di venire a palazzo Madama'.

    E' quanto ha detto ai giornalisti il capogruppo dei senatori di Forza Italia, che ha espresso l'auspicio che Prodi venga 'in una data ragionevole dopo il suo intervento alla Camera il 28 settembre'. Schifani sostiene che Prodi ha dovuto predere atto che l'opposizione aveva ragione: 'La sua disponibilita' dimostra che non c'e' nessun matto in Parlamento'. La capigruppo del Senato si riunira' alle 15,30 per decidere.

    CDL ALL'ATTACCO CONTRO PRODI

    Tutta la Cdl all'attacco in Senato contro il no alla presenza del presidente del Consiglio Romano Prodi in Aula sulla vicenda Telecom. Dopo la lettera di ieri del presidente Marini, che rispondeva all'opposizione sulla richiesta al capo del governo di intervenire in Assemblea, sulla base del voto di martedi', oggi tutti i capigruppo del centrodestra hanno protestato duramente in Aula.

    'Il no di ieri - ha detto il capogruppo Fi Renato Schifani - ancora ci fa male; preferiamo dimenticare, come preferiamo dimenticare le espressioni di chi ha pensato e ha accusato l'opposizione di voler trasformare quest'aula in un pantano'. Un riferimento alla capogruppo dell'Ulivo Anna Finocchiaro, che ieri aveva usato questa espressionella facolta' di non rispondere. 'Noi ci appelleremo al capo dello Stato, ma lo faccia anche Marini. A Prodi non e' concesso di avvalersi, secondo le norme costituzionali, della facolta' di non rispondere al Parlamento. Lasci ai comuni cittadini questo diritto. Cosi' disattende e offende una intera istituzione, che con un voto ha chiesto di riferire sul caso Telecom che appare sempre piu' intrecciato e inquietante anche alla luce degli arresti effettuati ieri nell'ambito delle intercettazioni'.

    'Lancio ancora un appello - ha aggiunto Matteoli - che questo strappo che Prodi pare voglia compiere venga evitato. Altrimenti saremo costretti a rivolgerci al capo dello Stato perche' il voto del Senato non puo'essere considerato di serie B se a vincere e' l'opposizione. Ma credo che al capo dello Stato dovrebbe ricorrere anche il presidente Marini, quale massimo rappresentante del Senato, offeso da un comportamento inaudito di Prodi'.

    Tutti gli interventi dei rappresentanti della Cdl - e in particolare quelli di Schifani e Francesco D'Onofrio (Udc) - hanno segnalato una novita', e cioe' quella di una richiesta 'aperta' a Prodi senza alcuna indicazione di data o di ora. In particolare, Schifani ha anche parlato di una 'caduta di stile' perche' Prodi ha dichiarato di non poter venire in Senato dato che il presidente del Consiglio 'non va mai nei due rami del Parlamento a riferire'. Il capogruppo di Fi, per contestare questa affermazione, ha citato sette doppi interventi di Berlusconi e uno anche di Prodi 'che credo sia lo stesso presidente del Consiglio di oggi, quindi il presidente del Consiglio dovrebbe ritrattare le sue dichiarazioni perche' non solo non sono convincenti ma sono offensive nei confronti della realta' storica della vita parlamentare'.

    Schifani ha chiesto a Marini di intraprendere una nuova mediazione per ottenere una risposta diversa cioe' quella 'di prendere atto di questa volonta' del Parlamento di avere Prodi in aula, indicando eventualmente un orario e un giorno diversi nella logica delle intese'. Schifani ha citato in particolare l'articolo 64 della Costituzione. 'Abbiamo registrato invece finora - ha detto - toni piccati, a dir poco stizziti, che offendono la democrazia parlamentare, la politica italiana e il nostro Paese'.


  2. #2
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    Ottimo...Ottimo.

    ps. mantide hai un pvt
    ...cercatemi , se volete e potete , come RoccoFerraro

  3. #3
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    Gaffes su Gaffes...oramai è un uomo solo che sta rendendosi conto che non sara' La Propaganda a salvarlo ma che sara' ogni giorno piu' difficile...

  4. #4
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    Roma, 21 set. (Adnkronos)

    ''No, credo di no''. Ha risposto cosi' il presidente dei senatori dell'Ulivo, Anna Finocchiaro, ai giornalisti che, prima della conferenza dei capigruppo di palazzo Madama, le hanno domandato se, dopo la disponibilita' del premier a riferire davanti ai senatori sul caso Telecom, ritenesse confermata la presenza del ministro Paolo Gentiloni in aula al Senato per il dibattito previsto per il pomeriggio.

    Ma adesso è una Epidemia!!!
    Tutti nell'Unione a dire "No,Non so,Credo di no...boh..."...povero Gentiloni,altro sacrificato all'altare del Prodismo,costretto prima a dire che Lui era il Ministro competente e Lui era autorizzato a riferire per poi essere smentito dal Frodi...

  5. #5
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    Telecom, Prodi riferirà in Senato

    Ancora da definire la data

    Prodi, dunque, dopo il famoso "Ma siamo matti?" in risposta a chi gli chiedeva di riferire immediatamente in Parlamento sul caso Telecom, ha ceduto alle richieste dell'opposizione e ha accettato di discutere della vicenda Telecom anche al Senato. Il premier riferirà a Palazzo Madama in una data da stabilirsi, comunque dopo il 28 settembre, giornata in cui era stata fissata l'informativa a Montecitorio.

    L'auspicio dell'azzurro Schifani è che non sia troppo lontana la data in cui Prodi riferirà in Senato: "Prendiamo atto della sua mutata opinione, in ordine alla sua presenza in Senato, attendiamo di conoscere la data e ci auguriamo che sia una data tempestiva e non tale da lasciar presumere che si voglia dire un sì, lontano nel tempo".

    dal TGCom

  6. #6
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    dobbiamo essere contenti tutti.è una vittoria del Parlamento su un uomo falsamente bonario e vendicativo,convinto di aver sempre ragione.

  7. #7
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    PRODI INTERVERRA' ANCHE AL SENATO SULLA VICENDA TELECOM, DOPO IL 28


    Ansa

    ROMA - Il premier Romano Prodi cambia idea e andrà anche al Senato, nella prima settimana di ottobre, a riferire sul caso Telecom dopo l'informativa del 21 settembre alla Camera. La decisione, che ha annullato l'intervento a Palazzo Madama del ministro Gentiloni, è stata presa dal Professore, al rientro nella capitale, dopo che la Cdl, pur continuando a dare battaglia, aveva fatto cadere il diktat dell'ora e giorno dell'intervento in Aula del premier e dopo una mediazione del presidente del Senato Franco Marini.

    La strada parlamentare sarà quindi la prima che Prodi attraverserà per il confronto sul caso Telecom, preludio probabilmente ad un vertice di maggioranza, da più parti auspicato ma non ancora fissato, per un chiarimento rispetto ad una gestione della vicenda che ha generato imbarazzi e anche preoccupazioni sulla tenuta del governo. Ma già lunedì si incontrerà con i senatori dell'Ulivo, e sarà un'occasione per anticipare la linea che seguirà nelle prossime settimane.

    L'atteggiamento con cui il Professore si presenterà alle Camere ma anche agli alleati è sì di massima disponibilità al dialogo, "purché si voli alto , si discuta del futuro di un'azienda fondamentale come Telecom e del sistema delle telecomunicazioni". Sul dossier Rovati, ribadisce il premier, "non c'é nulla da discutere" perché la vicenda è già stata chiarita e si è chiusa con le dimissioni del consigliere economico del Professore.

    Il premier non offrirà il fianco a strumentalizzazioni e polveroni, anche se è difficile pensare che la Cdl, dopo aver invocato la Costituzione per chiamare il premier in Aula, non tenterà di crocifiggerlo proprio sullo studio inviato da Rovati all'ex presidente di Telecom Tronchetti Provera. E qualche richiesta di spiegazione è difficile che non sarà chiesta anche dagli alleati, non tanto sul dossier in sé quanto sulla gestione della vicenda e sull'atteggiamento rispetto ai passaggi parlamentari, che la presidente dei senatori dell'Ulivo Anna Finocchiaro oggi ammette essere stato "spesso incerto e contraddittorio". Preoccupazione che si affianca ad una richiesta della maggioranza, Ds e Dl in testa, di una maggiore collegialità nelle decisioni strategiche.

    Prodi, è il ragionamento che si fa in ambienti vicini al vicepremier Massimo D'Alema, "non può essere l'uomo solo al comando", soprattutto quando sono in gioco interessi cruciali per il paese. Ma a chi riferisce che in Transatlantico ci si diverte ad immaginare un nuovo "film del '98'' e di trattative con Fi per un governo tecnico, gli uomini del vicepremier respingono con fastidio il sospetto che si stia solo ipotizzando cambi di maggioranza. La decisione del premier di riferire anche al Senato deriva da un mutato atteggiamento dell'opposizione. Infatti, anche se dalla prima mattinata i senatori della Cdl minacciavano di fare appello al Capo dello Stato Giorgio Napolitano e di disertare l'aula all'arrivo del ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, la linea era più morbida rispetto ai giorni scorsi, con la disponibilità a ricevere il premier nei tempi da lui scelti. E così, quando il presidente di Palazzo Madama si fa ambasciatore ottiene il suo via libera per una data nella prima settimana di ottobre. "Ha vinto il buonsenso e la democrazia", gioisce il capogruppo Fi al Senato Renato Schifani e anche il leader di An Gianfranco Fini plaude "alla vittoria del Parlamento".

    Annuncia opposizione dura il leader azzurro Silvio Berlusconi, più preoccupato però a smentire un interesse di Mediaset verso il colosso telefonico. Ma poco fiducioso sul confronto in Parlamento è il leader Ds Piero Fassino. "Vogliono imbastire una canea contro Prodi. Sarà un dibattito dove si sprecheranno volgarità e meschinità". E conclude amareggiato: "Siamo nati per soffrire e soffriremo".

  8. #8
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    Nel caso non si fosse capito

    Alle ore 16 di giovedì 21 settembre Romano Prodi era a palazzo Chigi, tornato da New York. A quell'ora era prevista la presenza del rappresentante del governo, il ministro Paolo Gentiloni, dinanzi al Senato, per riferire sulla vicenda Telecom. I tempi tecnici per essere presente in aula, dunque, Prodi li avrebbe avuti. Era lì, a duecento metri da palazzo Madama, barricato nel suo ufficio. Se non lo ha fatto è solo perché è mancata la volontà politica.

    Prodi riferirà alla Camera il 28 settembre. Al Senato nei giorni successivi. Perché? Certo, perché spera che, di qui ad allora, si sia attutito il clamore suscitato dal caso Rovati (il suo collaboratore che nel tempo libero, senza averne titolo, scriveva piani di riassetto del gruppo Telecom su carta intestata di palazzo Chigi e li affidava a un corriere delle forze dell'ordine affinché li consegnasse a Marco Tronchetti Provera). Ma non solo. Da qui ad allora, infatti, è convinzione comune che venga ufficializzato l'arrivo di un nuovo, clamoroso avviso di garanzia ai piani alti di Telecom (l'arrivo alla testa del gruppo di Guido Rossi, assai ben visto dalle procure, va letto infatti anche come un gesto di appeasement nei confronti dei magistrati). Prodi potrà così entrare a Montecitorio prima e a Palazzo Madama poi come colui che si è opposto ai progetti di un vertice aziendale su cui la magistratura, poco dopo, ha deciso di indagare. Uno che aveva capito tutto sin dall'inizio, insomma.

    C'è di più. Venerdì 29 settembre, il giorno dopo il D-day di Prodi alla Camera, il consiglio dei ministri si riunirà per varare la Finanziaria. In altre parole, il ruolo di Prodi nella vicenda Rovati e nel pasticcio Telecom dovrebbe occupare il titolo principale delle prime pagine dei quotidiani e dei notiziari solo per un giorno. Dal momento del varo della Finanziaria, infatti, l'attenzione del circo Barnum dei media si concentrerà soprattutto sulla manovra per il 2007, mettendo - è l'auspicio del premier - le magagne di Prodi in secondo piano.

    da A Conservative Mind

 

 

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