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Discussione: La Destra Sociale

  1. #1
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    La Destra Sociale

    La rivista della destra francese, "Èlements", ha elencato più di una decina di modi differenti di "stare a destra". Questo a dimostrazione di come nella militanza si sovrappongano percorsi individuali e comunitari. Da qui, la difficoltà che spesso abbiamo trovato nel definire questa particolare famiglia politica a cui apparteniamo: la Destra Sociale.
    «Quando fate gli amministratori, la vostra mente deve essere imparziale, il vostro comportamento armonioso, le vostre parole corrette. L’imparzialità non dovrebbe essere arrogante, l’armonia non dovrebbe essere discontinua, la correttezza non dovrebbe essere offensiva.», Thomas Cleary, "Tuono nel cielo", Mondadori 1998
    Il flusso della vita e della politica non si lasciano imbrigliare in rigide categorie di pensiero.
    La destra sociale ha una dimensione comunitaria
    La "destra sociale" esprime una cultura politica e una visione del mondo di orientamento comunitario, che cerca di fondere e valorizzare nella sua azione politica l’unità nazionale, il senso dello Stato, i valori della famiglia, dei corpi intermedi (come associazioni, gruppi politici, ordini professionali) e delle comunità locali. Partendo da questa caratterizzazione "comunitaria", la destra sociale ritiene che per dare un progetto storico alla nostra comunità nazionale sia necessario sviluppare una politica economica e sociale basata sui principi della partecipazione e della solidarietà. La cultura comunitaria è la base comune, la sensibilità che lega la cultura nazionale, che porta al riconoscimento e alla valorizzazione dei propri specifici interessi nazionali, la dottrina sociale della Chiesa, la cultura comunitaria ed infine, la cultura della partecipazione che valorizza il ruolo della mobilitazione e del coinvolgimento, appunto, dei gruppi intermedi e delle categorie sociali nella dinamiche e nelle scelte della politica.
    Proprio su questo terreno si gioca la differenza tra l’identità di una destra di orientamento "sociale" e quella di una destra "liberale" o, meglio, individualista. La destra sociale non nega il valore dell’individuo, ma ritiene che esso si formi e si realizzi compiutamente nell’ambito delle relazioni, in particolare in quelle non utilitariste - prima fra tutte la politica - che riesce a intrecciare nei diversi ambiti in cui dispiega la sua esistenza. La cultura comunitaria pensa ad un individuo che trovi il massimo della sua valorizzazione e realizzazione come "persona umana", come "essere che vive con e per gli altri", nel contesto della cultura del suo popolo e della sua comunità locale e nazionale.
    Se così non fosse avremmo un qualcosa di "monco", privato cioè del proprio senso di appartenenza e di quelle radici che - come hanno ci ricordano i sociologi comunitaristi - vanno intese a cerchi concentrici, dal microcosmo familiare ad insiemi comunitari più vasti. Questo complesso insieme di relazioni non nega l’individuo in quanto persona, ma lo sostiene, lo forma, gli dà uno scopo e una visione del mondo, un destino, lo polarizza attorno ad un centro di gravità e lo integra.
    Marcello Veneziani ha esemplificato tutto questo affermando che il comunitarismo: «È il senso del radicamento in un orizzonte sociale e culturale avvertito come orizzonte comune, plurale e significativo. Comunitario è chi assegna valore all’identità, alla provenienza, dunque all’origine; e alle vie che conducono alle radici, come le tradizioni. Comunitario è chi assegna valore al legame sociale, religioso, familiare, nazionale, che non vive come vincolo ma come risorsa […] comunitario è chi ritiene che ogni Io abbia un luogo originario o eletto, che avverte come patria […] il comunitario infine è colui che assegna importanza al comune sentire, ai riti, le usanze e i costumi di un popolo».
    Destra Sociale e globalizzazione
    La destra sociale è profondamente convinta che le comunità nazionali, unità di lingua, cultura, storia, abbiano un proprio ruolo anche nell’epoca della globalizzazione. Anche in questo ambito il pensiero liberale spesso dimentica che l’uomo è situato: storicamente, culturalmente, geograficamente. Non tener conto di questo, come spesso fa il cosmopolitismo soft, che fa da ideologia portante di questa globalizzazione, crea l’illusione di un individuo astratto dotato di falsa libertà assoluta e di diritti universalmente validi: utopia che sempre più spesso naufraga scontrandosi con la realtà.
    Il singolo cittadino può sperare di affrontare le sfide della globalizzazione solo partendo dal valore della sua identità nazionale. Solo la politica può dare un ruolo, una missione e una prospettiva a ogni singolo popolo, ad essa spetta la necessità di difendere, nel libero gioco delle relazioni internazionali, lo specifico interesse nazionale di ogni singolo popolo. Dunque, l’elemento fondamentale nella nostra azione politica è il governo della globalizzazione.
    In questo senso, dobbiamo sviluppare un’idea d’Europa compatibile con il nostro interesse nazionale. Quindi, paradossalmente, per difendere gli interessi nazionali in Europa, e quindi in seno al processo di globalizzazione occorre andare oltre l’interesse nazionale stesso e porlo in termini compiutamente propositivi. Risulta dunque fondamentale produrre finalmente un’idea di Europa che abbia nel bacino del Meditteraneo la sua centralità.
    Destra Sociale e governo
    La destra sociale deve riuscire, nell’ambito della compagine di governo, a costruire una strategia di azione politica che sia in grado di fare quattro cose: innanzitutto, governare secondo un vero principio di sussidiarietà la riforma regionalista e le tante differenze locali che esistono all’interno del nostro territorio; secondo, rivendicare un equilibrio dell’interesse nazionale in Europa; terzo produrre una idea italiana dell’Europa, incrociando questa idea con l’interesse nazionale e con la proiezione mediterranea dell’Europa. Quarto e ultimo punto, riuscire a controllare, governare e sfruttare le opportunità offerte dalla globalizzazione.
    La destra sociale è, una destra che è in grado di dispiegare nell’azione di governo il proprio principio di coesione sociale secondo il meccanismo/valore della partecipazione, declinando a sua volta la partecipazione secondo il principio della sussidiarietà, un grande principio che ci deriva dalla dottrina sociale della Chiesa.
    Il momento della partecipazione è dunque il momento centrale della sua azione politica perché quando si parla di sussidiarietà si parla di quella che più volte abbiamo definito "società civile organizzata". L’autonomia dei corpi intermedi è dunque il punto di equilibrio per non cadere né nel laissez-faire né nel dirigismo, ha bisogno di una forte spinta partecipativa: vale a dire della capacità da parte della società civile organizzata non soltanto di gestire e risolvere i problemi, ma di esprimere anche una capacità di gestione e risoluzione di questi problemi non rinchiudendosi solo nella propria sfera di attività, ma agendo in direzione del bene comune e dell’interesse generale.
    Tra l’altro, la partecipazione racchiude in sé un altro aspetto molto importante: la partecipazione che sta alla base della realizzazione della sussidiarietà allarga lo spazio a disposizione delle "minoranze attive" dentro un sistema democratico, spazio che non si limita ai soli partiti - e più in generale alla sola partecipazione politica - ma si espande nell’intero sistema sociale. Da questo punto di vista, la partecipazione non può e non deve essere considerata come una partecipazione necessariamente di massa, rigida, ma come una grande e vitale spinta del singolo e della sua comunità di appartenenza che lascia spazio, mediante la delega, al quelle "minoranze attive" che rappresentano il dato associativo.

  2. #2

  3. #3
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    La Destra Sociale In An Non Esiste Ne' Politicamente Ne' Umanamente
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  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da alternativo Visualizza Messaggio
    La Destra Sociale In An Non Esiste Ne' Politicamente Ne' Umanamente
    Puoi argomentare con una tesi seria e documentata? Se no stai zitto ed evita di rompere i coglioni in un forum dove sei ospite con ste cazzate. Rivoluzionario da tastiera.

  5. #5
    Cuore Nero
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    Citazione Originariamente Scritto da benelos Visualizza Messaggio
    Puoi argomentare con una tesi seria e documentata? Se no stai zitto ed evita di rompere i coglioni in un forum dove sei ospite con ste cazzate. Rivoluzionario da tastiera.

    niente da aggiungere. rompicoglioni raus.

 

 

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