Dato che è un tema anche qui ampiamente dibattuto e che spesso non viene trattato con la necessaria chiarezza riporto un interessante articolo di Gabriele Adinolfi tratto da NoReporter.
Contro l'Islam, anzi no. I comportamenti alterni del papa dovrebbero far aprire gli occhi anche a chi insiste a tenerli chiusi Qualcuno si è esaltato. Non soltanto qualche islamico che si è messo a bruciar chiese e a pugnalare suore ma anche molti occidentalisti, cattolici praticanti o meno, che hanno iniziato a sognare una Reconquista.
Gli uni e gli altri hanno ravvisato nelle parole del papa un attacco frontale all'Islam.
Lo era o no? Giudicate dal suo stesso discorso
Il discorso del papa sull'islam
"Nel settimo colloquio (διάλεξις – controversia) edito dal prof. Khoury, l'imperatore Michele Paleologo tocca il tema della Jihād, dellaguerra santa. Sicuramente l'imperatore sapeva che nella sura 2, 256 si legge: "Nessuna costrizione nelle cose di fede". (....). Senza soffermarsi sui particolari, come la differenza di trattamento tra coloro che possiedono il "Libro" e gli "increduli", egli, in modo sorprendentemente brusco che ci stupisce, si rivolge al suo interlocutore semplicemente con la domanda centrale sul rapporto tra religione e violenza in genere, dicendo: "Mostrami pure ciò che Maometto ha portato di nuovo, e vi troverai soltanto delle cose cattive e disumane, come la sua direttiva di diffondere per mezzo della spada la fede che egli predicava". L'imperatore, dopo essersi pronunciato in modo così pesante, spiega poi minuziosamente le ragioni per cui la diffusione della fede mediante la violenza è cosa irragionevole. La violenza è in contrasto con la natura di Dio e la natura dell'anima. "Dio non si compiace del sangue - egli dice -, non agire secondo ragione, „σὺν λόγω”, è contrario alla natura di Dio. La fede è frutto dell'anima, non del corpo. Chi quindi vuole condurre qualcuno alla fede ha bisogno della capacità di parlare bene e di ragionare correttamente, non invece della violenza e della minaccia… Per convincere un'anima ragionevole non è necessario disporre né del proprio braccio, né di strumenti per colpire né di qualunque altro mezzo con cui si possa minacciare una persona di morte…". (…)"
Gli islamici hanno colto questa citazione come un attacco frontale alla Jihad e allo stesso Maometto.
Difficile credere che il papa sia stato così ingenuo dal non prevederne sia l'interpretazione che le conseguenze, eppure parlando alla folla di Castelgandolfo solo cinque giorni più tardi ha preferito fare un ampio passo indietro.
Contrordine fedeli
"Non intendevo dire quello che ho detto, ho solo citato un brano che non condivido" è stata la straordinaria risposta del papa alla veemente reazione del mondo musulmano, fatto di ritiro di diplomatici e di assalti alle chiese nel Vicino Oriente. In Somalia è stata assassinata una suora ma non è dato sapere quanto l'evento sia da collegare con le parole del papa.
Fatto sta che, non appena si è semplicemente delineato un muro contro muro, con la necessità di fare quadrato, è prevalsa nel pontefice e nella curia una scelta sdruciola alla quale da tempo siamo abituati.
Chi s'attendeva un gesto forte dal papa si è invece visto servire le scuse agli islamici accompagnate da giri di parole giustificazioniste abbastanza stupefacenti. Come può una persona qualunque - figuriamoci un papa - citare in un discorso ufficiale un brano che non condivide? Va da sé che si tratta di una marcia indietro, peraltro applauditissima dai fedeli presenti che temono e sfuggono qualunque genere di tensione, come siamo abituati a fare in quest'occidente borghese e cloroformizzato oramai da troppi anni.
Dunque chi s'ostini a credere nello "scontro di civiltà" è servito. Da questa parte al massimo lo "scontro di civiltà" lo si subisce, la forza e l'energia per dichiararlo e sostenerlo manca. E il papa ce lo ha confermato in modo perentorio.
Scontri e civiltà
È poi giusto chiedersi che senso abbia questo scontro di civiltà che è scontro solo nella misura in cui viene suscitato da pochi burattinai con l'utilizzo di singole minoranze cieche e che in ogni caso non è di civiltà perché di civiltà né da una parte e dall'altra se ne vedono.
Nell'area del Vicino Oriente esso serve a travolgere i regimi socialnazionali che dialogano politicamente (e sul piano energetico) con l'Europa per sostituirli con regimi fondamentalisti che aiutano le Majors alzando i prezzi del petrolio e contribusicono a tracciare le rotte della droga dominate dalle multinazionali americane e dalle mafie.
L'attuale reazione esaltata alla frase del papa mette poi in seria difficoltà la neonata alleanza cristiano-musulmana in Libano e qui non è difficile capire che se ne avvantaggiano solo Usa e Israele. E mette in ulteriori difficoltà la Palestina; tanto che lo stesso Hamas, notoriamente estremista, ha condannato gli attacchi alle chiese come avventato e controproducente.
Quegli equivoci che ci fuorviano
In casa nostra si ha la riprovevole abitudine di confondere il revanscismo islamico con la causa dell'immigrazione di massa la quale non soltanto non è di matrice esclusivamente musulmana ma è il prodotto culturale, ed anche di un preciso piano di sviluppo, della civilizzazione occidentale, del sistema di sfruttamento delle nazionali, ovvero di quella stessa "civiltà" che si vorrebbe evocare per scontrarsi con l'Islam!
Per mettere freno all'immigrazione selvaggia - cosa della cui importanza non si è ancora colta appieno la portata - è necessario sconfiggere innanzitutto l'oligarchia dominante e la sua cultura e quindi modificare in toto la politica estera. Non è certo acclamando e sostenendo i mercanti di schiavi che si metterà fine allo schiavismo e, quindi, al multirazzismo e alla devastazione sociale e nazionale.
Puntare sui responsabili e beneficiari di questa piaga per curare la piaga è davvero assurdo.
Quanto sia insensato e aleatorio far leva su questo "scontro di civiltà" ci sembra palese. Vieppiù quando quello che dovrebbe essere il suo campione principale, ovvero il papa, sta dicendo a tutti che non ha alcuna voglia di battersi. Che in cinque giorni abbia verificato la sostanza di coloro con i quali s'iludeva di fare quadrato?
Pensiamo dunque a cose più serie e più concrete, ne guadagneremo in tempo e in salute.




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