Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
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    Predefinito Unabomber: italia come Urss

    Certamente tutti sarete a conoscenza dello scandalo che ha coinvolto l'ingegnere pordenonese che, sospettato di essere il famigerato "bombarolo" del Nordest, è stato spiato per oltre 2 anni dalla polizia. Gli hanno applicato in casa delle cimici e radioline di ogni genere, nascoste, di cui l'interessato ha scoperto la presenza solo pochi giorni fa. Ovviamente, per prima si è mossa la trasmittente locale (TelePordenone) denunciando lo scandalo.
    E io mi domando: non sembra di essere in Unione Sovietica? Io giustifico senz'altro l'uso di metodi di spionaggio, ma solo se i sospetti sull'imputato sono validi e tangibili. La polizia friulana, invece, non ha fatto altro che agire in modo non meditato e non conforme alle norme costituzionali. Si và a contraddire addirittura la Costituzione, pensate!
    Fatti simili avvenivano in un altro solo Paese, una dittatura: l'URSS. Questa federazione, infatti, usava tali metodi per pedinare e cercare informazioni su presunti avversari o delinquenti, che magari si rivelavano innocenti, ma attraverso intercettazioni false venivano cmq mandati in Siberia. A quel tempo la cosa non faceva molto scandalo. Più che altro era risaputa in Unione Sovietica e sconosciuta (o quasi) nel resto del mondo, Europa compresa. Insomma, era la routine per affrontare i problemi dello Stato, era il modo di agire del Ministero della Difesa, e, ovviamente, il metodo più semplice per incontrare molte persone.
    Ad ogni modo, l'URSS è caduta. E' crollata. Si è smembrata. Senza discutere molto sull'ideologia comunista, passiamo allora a quello che voglio far intendere. E' un paragone. Molto semplice, molto sintetico:
    Italia oggi = URSS ieri
    Credo di aver espresso bene il concetto.Un concetto che secondo me è pericoloso.
    Ora, posso capire l'emergenza del terrorismo integralista islamico, e sicuramente comprendo il disagio delle forze politiche e militari davanti a situazioni come quelle di Unabomber, che da quasi un decennio colpisce indisturbato, ma chiedo di ragionare. Ragionale, dialogare con il sospetto, inomma. Compredno che l'ingegnere pordenonese era ed è tutt'ora il maggior sospettato per gli atti terroristici cha anche l'anno scorso sono avvenuti in Friuli e Veneto,ma spiare un individuo (peraltro installando cimici in ambienti intimi come bagno e camera da letto) non mi pare la soluzione ideale.
    Come Italia, siamo nati con un'idea ben precisa: la democrazia. E la libertà.
    Due idee senz'altro ugualmente importanti anche nella vita comune. Due principi che anche la "dichiarazione Universale dei diritti dell'uomo e del cittadino" sancisce come inalienabili. Due principi che vanno osservati. In ogni situazione, anche se il panico prevale. Bisogna cercare di tenerli sempre ben presenti.
    Ma quello che i poliziotti friulani hanno fatto, non è stato osservare i diritti di questa persona. Hanno sbagliato. Hanno commesso un'infrazione forse anche più grave di un controllo senza mandato. Io sono friulano, e provengo da una città molto vicina a Pordenone. E francamente, sono un po' amareggiato (prima di tutto come persona, ma anche come cittadino italiano) nel vedere tali azioni da parte di coloro che dovrebbero difenderci.
    Non so voi, ma un tale episodio mi riporta appunto alla mente l'Unione Sovietica. Molti affermano che quello che la polizia ha fatto è solo il suo dovere. Credono per l'appunto che spiare sia un dovere, per incastrare un assassino, o un ladro. Io non penso sia così. Prima di tutto perchè lo sancisce Costituzione e legge penale, che sono due testi molto autorevoli (direi) nel campo giuridico e legale. In secondo luogo perchè i sospetti che i poliziotti avevano verso quest'uomo erano praticamente nulli, come ha affermato un magistrato veneziano. E' dunque chiaro che hanno agito d'impulso e con l'intento non di provare l'innocenza, ma la colpevolezza del sospettato. Ripeto, come avveniva in Urss. Siamo in quelle condizioni. In queste condizioni. Siamo un Paese che per scovare i delinquenti non rinforza la sicurezza nazionale, ma interviene con metodi quasi totalitari, da regime. Io spero veramente che a provincia e la regione prendano provvedimenti a favore del danneggiato e contro una polizia che non rispetta più i diritti della persona.
    Mi auguro che questo sia il primo e ultimo episodio di "spionaggio", perchè per il bene del Paese, a libertà individuale non dev'essere toccata. Nemmeno quella morale

  2. #2
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    Predefinito

    Se spiando me anche quando vado al cesso fosse possibile salvare anche solo la mano di un bambino, non avrei nulla da obiettare. Io penso che le "garanzie" dovremo presto dimenticarcele, altrimenti per garantire Caino, tutti gli Abeli verranno massacrati.

  3. #3
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    Diciamo che....

    Ma vedi, secondo me, il ragionamento che fai è sbagliato per un motivo molto semplice: trattando nella stessa maniera dell’ingegnere pordenonese tutti coloro che sono sospettati di qualcosa, pian piano, ho già detto, l’Italia diventerebbe una dittatura. Un po’ come l’Urss. Il principio della libertà personale deve essere sempre tenuto a mente, in una Democrazia. Altrimenti sarebbe la dittatura. Posso capire la tua rabbia (credimi, sono anch’io incazzato per quello che è successo anche l’anno scorso) verso chi si diverte ferendo a volte in modo grave persone innocenti. Io però voglio arrivare più in là. Nel senso che non mi limito a protestare contro (chiunque sia mette le bombe)ma cerco di essere anche razionale e democratico. E’ difficile esserlo, fidati di me, quando si vede una bambina che viene ferita e che rimane per sempre senza una mano, ma dobbiamo sforzarci. Bisogna cercare di capire CHI è questo bombarolo, ma senza accusare persone senza prove tangibili. Anche la storia del filo, tagliato con la stessa forbice….può stare benissimo in piedi da sola, senza ricorrere allo spionaggio (lasciamolo ai servizi segreti). C’è una prova? Bene, presentarla in tribunale, a un magistrato. Non basta? Se ne cercano altre, se ne trovano altre, affinché il sospetto sia tangibile.
    E soprattutto: di sospettati ce ne sono una decina. Concentrarsi solo su uno è qualcosa di illogico. Può essere lui, come possono essere gli altri nove. Io ora sto praticamente criticando la polizia friulana, ma con logica. E’ questo l’importante. E con prove (le microspie). Non sto dicendo che la polizia ha sbagliato e basta. Sto motivando.
    La stessa cosa con il sospetto. Perché è stato lui? Dove sono le concrete prove che certificano la sua consapevolezza?
    Spiarlo è stata un’azione vile. Vile e senza senso. Non hanno scoperto niente. In sintesi, hanno solo potuto ascoltare le conversazioni di un lavoratore che torna a casa la sera, di una moglie con le amiche, di una bambina che gioca. Mentre il vero una bomber è ancora in libertà.
    Tu dici che ti lasceresti volentieri spiare pur di salvare una vita. Ma è successa un’altra cosa, al povero ingegnere. Dico povero e motivo: egli è stato per due anni tormentato da investigatori, polizia, carabinieri, giornalisti…che chiedevano sempre se aveva un alibi, qualcosa che provasse la sua innocenza. Comunque alla fine non gli hanno dato molta retta (classico nei mass-media) e per questi 2 anni è stato spiato nella sua vita privata. Ed era innocente. Posso capire tutto, ma ti faresti spiare anche se non hanno le prove per farlo? Anche se non hanno mandati? Se dici di sì, evidentemente non condividi i principi di libertà della Costituzione. Dell’Italia. Ti riconosci come cittadino di uno stato che attualmente può essere comparato a una nazione totalitaria. Forse Cina? Spiare una persona è un atto incivile, proprio perché contro ogni premessa democratica della nostra civiltà, della nostra società,
    Almeno, è un mio punto di vista.

  4. #4
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    Sul caso in questione penso che hai ragione: sarebbe davvero triste se per 2 anni avessero spiato solo una persona. Ma credo che i giornali, che vogliono sempre la sensazione, hanno taciuto (o ignorano) moltissime altre cose. Io posso fare una colpa alla polizia, se si sono concentrati sull' ingegnere e lasciato in pace tutti gli altri (posto sempre che l' ingegnere non sia Unabomber), ma no se ne hanno spiati in 50 e sui giornali c'è arrivato solo uno. Quella è colpa del giornalista cretino o nemico personale dell' ingegnere.

    Sui principi generali del garantismo io invece ho molte perplessità. Siamo in un paese, e non è l' unico, in cui esiste una vastissima criminalità sommersa, un esempio per tutti ne è la mafia. Di fronte all' emergenza sicurezza, penso che la privacy del singolo non abbia la precedenza sulla sicurezza degli abitanti. Immagina se in Germania (e prima in Inghilterra) non avessero spiato quei tizi che stavano per far esplodere 12 aerei!

  5. #5
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    Certo. Ma quello che hanno fatto và contro dei principi democratici internazionali.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da AlbyS
    Certo. Ma quello che hanno fatto và contro dei principi democratici internazionali.
    * Non lo discuto. Circa 1.000 persone sono ancora vive grazie alla violazione di quei principi.

    Credi che ci possiamo ancora permettere certi lussi?

  7. #7
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    Non si tratta di permetterci dei lussi. Ma di rispettare la legge italiana e internazionale. Lo so che è molto più semplice “azzannare” di brutto una persona, andando contro la Costituzione, che non fare accurate analisi ed esami come previsto dai codici penali. Evidentemente lo è. Senz’altro lo è. Probabilmente è uno dei metodi più efficaci per trovare una soluzione a tutto.
    Ma non è moralmente e giuridicamente corretto. La legge deve essere rispettata, non bisogna cercare la via più semplice, ma quella più giusta.

  8. #8
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    Compromesso: cambiamo democraticamente certe leggi. In fondo, chi non ha nulla da nascondere non ci perde niente e ci guadagnamo tutti in sicurezza.

 

 

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