
Originariamente Scritto da
Malik
Lunedì, 11 Settembre 2006 20:28:10
LISBONA - Si ricomincia anche in Champions League. L'Europa dell'Inter riparte da Lisbona, il terzo esordio stagionale esterno per Roberto Mancini dopo le partite di Basilea e Donetsk. L'avversario di domani sera è uno Sporting che "conosciamo perché abbiamo affrontato in amichevole poche settimane fa, ma quello era un test estivo. Questa è una gara di coppa con tutte le insidie che porta con sè la massima competizione europea. Non credo quindi che ci sia una squadra favorita in partenza, né domani sera né in assoluto nel nostro girone che è molto impegnativo e che si annuncia equilibrato".
Alle spalle, nell'Europa dell'Inter, c'è Villarreal, l'amarissima eliminazione nella passata edizione dell'Uefa Champions League. "Anche l'anno scorso - commenta Mancini - eravamo attrezzati per fare bene. Lo siamo, ovviamente, anche quest'anno, ma bisogna sempre stare attenti, non sottovalutare nessun avversario, le cose facili nel calcio non esistono ormai da molto tempo. La notte di Villarreal è una delusione, soprattutto per quanto riguarda il risultato, figlio di una prestazione negativa, ma se uno ci ripensa, non può dimenticare che poteva finire diversamente malgrado tutto. Sembrava troppo facile, invece è arrivata una delusione che vogliamo cancellare facendo bene quest'anno".
Mancini rimanda a domani le scelte di formazione (" Materazzi sta meglio, Grosso è decisamente meno stanco, ma le valutazioni finali le faremo solo a poche ore dalla gara") e sottolinea "purtroppo, tra Firenze e l'allenamento di domenica mattina, abbiamo perso due giocatori importanti come Cambiasso e Cruz, è questo il dispiacere, anche se il gruppo che ho a disposizione mi offre tante soluzioni importanti". Il tecnico, più che gli uomini, pensa al'atteggiamento che la squadra dovrà avere contro un avversario che si annuncia molto competitivo "Sì, le due gare ufficiali, con la Roma e la Fiorentina, ci hanno insegnato che dobbiamo sempre restare attenti, concentrati, e non perdere mai di vista l'obiettivo che è quello di vincere. Non sono preoccupato per i gol subiti. Nella Supercoppa Italiana, nella prima mez'ora, abbiamo affrontato una Roma scatenata, alla quale abbiamo lasciato troppi spazi, mentre a Firenze c'è stato un calo dopo il terzo gol, forse pensavamo che la partita fosse già finita":
Mancini vorrebbe vedere sempre "l'Inter dei primi sessanta minuti di Firenze", ovvero una squadra capace di attaccare e di difendere con grande continuità e profitto. Ma in occasione della conferenza stampa della vigilia della gara contro lo Sporting deve anche spiegare, ai giornalisti portoghesi, perché l'Inter non si è allenata oggi a Lisbona, bensì ad Appiano Gentile: "Abbiamo preso questa decisione perché siamo rientrati molto tardi da Firenze e quindi volevamo concedere più ore di riposo possibile ai calciatori": nessun mistero, dunque, il regolamento di Champions lo consente e molti club (per esempio l'Arsenal) da anni hanno adottato questa soluzione logistica in occasione delle gare in trasferta.
Ufficio Stampa
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