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kalashnikov47
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Il Mount Sinai Medical Center dice in un recentissimo rapporto che sette su dieci dei lavoratori - ben quarantamila, fra operai e pompieri, poliziotti, sanitari e volontari - che hanno prestato la loro opera a Ground Zero hanno i polmoni deteriorati. E che le infermità «sono persistenti o permanenti in un'alta proporzione delle persone esaminate», con «gravi e durevoli problemi di salute».
Ma la ricerca del Mount Sinai si limita alle affezioni respiratorie. La FEMA invece parla, anonimamente, anche di gravi danni al sistema immunitario.
Wayne Madsen avanza l'ipotesi che la demolizione controllata di quel giorno, spettacolare come effetto visivo, sia stata ottenuta da micro-cariche nucleari.
Gli informatori della FEMA rivelano oggi che parecchie auto parcheggiate nella zona occidentale del World Trade Center apparivano «fuse» nel lato che dava verso le Torri: il calore avrebbe saldato le portiere al corpo della carrozzeria.
E sul tetto del Woolword Building, che si trova a tre blocchi di distanza del WTC, si sono sviluppati incendi spontanei.
Che cosa ha prodotto una simile esplosione di così intenso calore?
Non occorre scomodare l'atomica.
Grandi quantità di termite, la sostanza che secondo il fisico Steven Jones può essere stata usata dai «demolitori» delle Torri, possono spiegare i fenomeni piroclastici.
La termite, mescola fine di ossido di ferro e alluminio, quando innescata dà inizio ad una reazione chimica irreversibile (impossibile spegnerla, persino con azoto liquido) che raggiunge i 2.800 gradi di temperatura.
Ora, la termite viene usata nelle testate anticarro appunto perché è in grado di fondere lamiere spesse di metallo.
Ma in questi casi, ne bastano pochi chili.
Nella demolizione delle Towers, se è vera l'ipotesi di Jones, devono esserne state piazzate tonnellate: specie attorno ai 47 pilastri centrali, strutture scatolari d'acciaio larghe 30 centimetri, e con spessori dell'acciaio sui 10 centimetri.
L'esplosione di tonnellate di termite sarebbe senza precedenti, e i suoi effetti - enorme liberazione puntuale di energia termica - possono essere stati proprio quelli descritti: una nube piroclastica, le lamiere delle auto vicine fuse, e soprattutto le «pozze di metallo fuso» che i pompieri di New York hanno segnalato ancora una-due settimane dopo sotto le macerie di ground zero, al punto che le potenti benne di scavo dovevano essere raffreddate con getti d'acqua.