dal giornale La Sberla pubblicato oggi 14/09/2006 a pagina 4
«A sorpresa spunta il nome dell’onorevole Filippi tra i proprietari dell’area Cis».![]()
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«Come mai in cinque anni il centro intermodale di Montebello, Il Cis è rimasto solo sulla carta? La società Rizzi Pellami si era affrettata ad accaparrarsi i terrei destinati al Cis non appena informata della volontà di realizzare l’interporto. Il tutto con un chiaro intento speculativo». Queste le parole del consigliere comunale verde Ciro Asproso pubblicate da Il Gazzettino il 27 novembre 2004, poi finite in una interrogazione.
«Stiamo cercando di chiudere gli accordi entro la settimana». È qianto replicava con baldanza Antonio Mondardo, presidente del Cis in quota al Carroccio il giorno 30 novembre 2004. Dichiarazioni riprese il giorno dopo da Il Giornale di Vicenza.
Passano due anni. Del Cis non c’è traccia. Si sa solo che i soci della compagnia (Camera di Commercio, provincia, comune di Vicenza, Autostrada Serenissima in primis) tergiversano. Si sa solo che la Rizzi Pellami ha ceduto ad una nuova compagnia la sua parte di terreni, un 44% dei 500.000 metri quadri utili agli enti per realizzare uno snodo utile per dirottare i cargo dalla ferrovia ai camion e viceversa. Obiettivo dichiarato e agognato limitare il traffico su gomma e invece nulla.
Ma veniamo ai giorni nostri. Leggiamo Il Giornale di Vicenza del 29 agosto 2006: «A Montebello possono stare tranquilli, il Cis si farà. È categorico Galdino Zanchetta, vicepresidente della Provincia e dallo scorso ottobre presidente della società Cis: giudica infondate le perplessità sollevate al comune di Montebello circa l'avanzamento del progetto per il centro interscambio merci e servizi. Dubbi che erano aumentati dopo le voci sull'interessamento di alcuni intermediari per costruire un outlet (alias centro commerciale, Ndr) dedicato all'abbigliamento, proprio al posto del centro».
Insomma sei anni di nulla, nonostante le certezze del forzista Zanchetta, subentrato al leghista Mondardo.
Spulciando tra le carte però abbiamo scoperto una cosa. La Uniholding spa, la compagnia subentrata al Gruppo Rizzi non è di un privato qualsiasi. Appartiene alla famiglia dell’onorevole leghista Alberto Filippi. In soldoni, leghista la presidente della provincia, maggiore azionista del Cis (Manuela Dal Lago). Leghista la controparte, quella che deve spremere il più possibile il Cis stesso qualora voglia massimizzare i profitti in caso di vendita. Ed ecco il dettaglio della proprietà: Alberto Filippi, che presiede pure il cda detiene il 38,5%. Il fratello Franco detiene la stessa quota. Il babbo Carlo detiene il 17,5%; il resto delle azioni sono di Unichimica, una controllata del gruppo. Domanda: che interesse ha un grossista di prodotti chimici ad acquistare un’area del genere? A che prezzo l’ha acquisita? La rivenderà al consorzio pubblico? Con qualche maggiorazione? Perché in questi anni il Cis non ha espropriato i terreni che gli servono per realizzare la struttura? I destini del Cis si decideranno a casa Filippi, ad Arcugnano, nel direttivo provinciale del Carroccio o nella sede deputata, ovvero la Camera di Commercio? Dal 2000 ad oggi quanti milioni di euro sono stati spesi per i gettoni di presenza dei membri del cda del Cis? Che cosa ha prodotto in questi anni questo consiglio di amministrazione? Quanto è costato? Ed in questi anni che cosa ha fatto la presidente della provincia Manuela Dal Lago (Lega)? Che cosa ha fatto il sindaco di Vicenza Enrico Hüllweck? Finora i diretti interessati non hanno mai voluto rispondere. Perché?"
e poi per ingannare i militanti fingono di farsi la guerra.
ps. filippi si è dato molto da fare per espellere la equizi




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