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  1. #1
    Bianca Zucchero
    Ospite

    Predefinito Ieri alla Festa di Rinascita a Roma è successo un casino con i lavoratori ATESIA!

    Ieri alla Festa di Rinascita dei comunisti italiani è successo un casino! Censurati dall'informazione, dai sindacati, dalla politica, ieri finalmente si sono visti i precari della ATESIA! Una rabbia a lungo trattenuta! Urla contro Damiano e Epifani ammutoliti e raggelati! Io che sedevo proprio nella fila esterna ho dovuto alzarmi e spostarmi altrimenti la pressione del gruppo foltissimo che premeva verso il palco mi avrebbe travolto! E, tranquilli, domani non ne parlerà NESSUNO!
    Damiano è un essetre ABIETTO! Pur di tacitare le proteste montanti s'è servito ad hoc delle morti sul lavoro e quando le contestazioni continuavano se n'è uscito strumentalizzando i morti e gridando "se neanche dei morti sul lavoro vi importa nulla!" D A V O M I T O ! Quell'essere mi ripugna coi suoi sorrisetti sardonici (anche ieri) da ignavo o da imbecille o da tutte e due le cose!

  2. #2
    Bianca Zucchero
    Ospite

    Predefinito

    Questo il messaggio di solidarietà che gli ho mandato (ai precari Atesia) e a ministri di questo governo e alcuni giornali tanto perché la cosa si sappia visto che la censureranno in tutti i mosi:

    Ho appeso, nella bacheca dei comunicati sindacali (ma non so quanto ce lo lasceranno) il vostro volantino consegnato ieri ai presenti al "dibattito" (ma da anni non fanno parlare più nessuno dalla platea e dal pubblico affidandosi soltanto a dei "porgitori di microfono" chiamati giornalisti, fedeli ed affidabili dai quali si fanno fare solo le domande che vogliono) alla Festa di Rinascita sui temi del lavoro presenti Epifani, Damiano e due parlamentari dei comunisti italiani. L'ho integrato con un mio commento circa quello che è accaduto che non faranno conoscere a nessuno essendo da tempo ormai questo un REGIME "a prescindere" da chi governi e dove l'informazione sulla realtà è totalmente CASSATA dalla nostra vita.
    > Ho illustrato la vostra sacrosanta veemente protesta che ovviamente condivido (nonostante la "pressione" del vostro folto gruppo fosse tale per poter accedere al palco, trattenuto a stento dai militanti, che mancasse poco fossi fatta cadere dalla sedia che era proprio quella in prima fila, nel varco d'accesso delle sedie. Anzi mi complimento perché è stata organizzata in modo eccellente! Mi stupivo semmai come fosse possibile che in questi anni da "invisibili" - come vi trattano i mezzi di informazione - non vi foste ancora fatti sentire e vedere con quello che è accaduto in Francia per molto meno dove un governo di destra ha dovuto ritirare provvedimenti sulla prcarietà infinitamente più blandi proprio grazie alla protesta dei giovani) ed il vergognoso comportamento del ministro del lavoro Cesare Damiano che invece che ricevere una vostra delegazione ha chiamato i carabinieri. E vergognoso perché ieri ha STRUMENTALMENTE E SCANDALOSAMENTE USATO LA QUESTIONE DEI MORTI PER INFORTUNIO LAVORATIVO (argomento previsto ma certo non da tirar fuori in quel momento visto che ha svolto il suo intervento proprio come se voi non foste proprio esistiti, a differenza di Epifani!) PER CONDIZIONARE E TACITARE LE VOSTRE PROTESTE! Un vero SCHIFO! Soprattutto perché a conferma che tale uso è stato strumentale se n'è uscito, quando le vostre proteste montavano, con un lapidario "Se non vi interessano e non avete rispetto neanche dei morti sul lavoro"! Ripeto una vergogna ASSOLUTA!
    > Ed il folto e nutrito pubblico (al quale in quanto a snobismo i "mitici" maglioncini di cachemere di Bertinotti fanno un baffo! Ahò pare che più si dirotta verso sinistra estrema - ed io faccio parte di una famiglia che fu comunista al cubo - più sale il censo, oggi!) se possibile ha fatto anche più vergogna!
    > Ovviamente appoggio la vostra lotta ben consapevole come si sia fatto strame dei DIRITTI nel mondo del lavoro!!
    > D'altronde quando Stefano Bianchi (CGIL), Fulvio Vento (CGIL), Mauro Moretti (ex capodelegazione CGIL alle ferrovie) diventano per scelta politica (Rutelli, Veltroni, Prodi) A.D. di società pubbliche e tra le più alte cariche dello stato ci siano guardacaso due "ex" sindacalisti, perché stupirsi se il "dazio" da pagare è che i vostri diritti e quelli di tanti altri lavoratori italiani vadano in malora?
    > Un caro saluto.

    Ho tolto una parte sperando così che non venga chiusa pure questa discussione, stante il fatto che manco a sinistra estrema pare freghi granché dei lavoratori Atesia. L'ho notato dal loro volantino che non ha riferimenti IDEOLOGICI per cui veramente sono abbandonati al loro destino da TUTTI.
    Alla faccia della solidarietà tra lavoratori ieri la platea del pubblico dei comunisti italiani ha fatto VERGOGNA!

  3. #3
    Cometa Rossa
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    Che tipo di azienda è ATESIA? Quali sono le condizioni di lavoro dei suoi dipendenti?

  4. #4
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    Azienda di servizi (call center) in mano ad un membro della Margherita, contratti di lavoro assurdi (tra cui molte finte partite IVA), stipendi da fame, profitti stellari, sindacati confederali conniventi con la dirigenza anche se, dopo il rifiuto di un primo compromesso da parte dei lavoratori, un pò di settimane fa si era giunti ad una sorta di accordo che intimava alla dirigenza di assumere a tempo indeterminato le migliaia di precari. Accordo immagino non rispettato o che nascondeva insidie. Comunque Il Manifesto di ATESIA (e non solo di ATESIA) ne parla con regolarità da molti mesi, al posto di leggere Repubblica.......

  5. #5
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    solidarietà totale ai lavoratori della ATESIA, fino ad ora sono stati anche troppo calmi

  6. #6
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    Il governo è in carica da quattro mesi e ancora non si parla di revisione della legge Biagi. Ora sono finite anche le vacanze, mi pare proprio che sia ora.

  7. #7
    Bianca Zucchero
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    Questi sono due testi tratti dal sito: http://precariatesia.altervista.org.
    Altri siti e indirizzi mail indicati nel volantino:
    http://www.claronet.it,
    htpp://icc2006.oltreover.org
    precariatesia@yahoo.it
    tappabuchi@claronet.it
    iniziativecc2006@yahoo.it



    Per informazioni sull'assemblea del 9 settembre clicca qui >>

    Collettivo PrecariAtesia

    Il collettivo PrecariAtesia è una realtà, una delle tante e sempre più crescenti voci che nascono dal disagio lavorativo e di conseguenza sociale. E' semplicemente un gruppo di lavoratori precari uguale in tutto e per tutto agli altri lavoratori precari, ma con una cosa in più: l'autocoscienza e la convinzione che dopotutto "parole, idee e lotte possano cambiare il mondo". Dal momento in cui siamo nati ci stiamo battendo affinchè il nostro lavoro venga riconosciuto come tale, con tutti i diritti che esso implica e che finora, per un periodo di tempo non determinato ci sono e ci saranno negati. E' passato oltre un anno dalla prima assemblea e malgrado i tentativi dell'azienda di metterci a tacere, attraverso cinque licenziamenti, siamo ancora in piedi e ancora più motivati, soprattutto perchè ci siamo scontrati in prima persona con l'inadeguatezza e la cialtronaggine dei sindacati confederali e con la non volontà politica, da parte delle istituzioni di voler cambiare lo stato delle cose. La nostra esperienza è libera, condivisa e aperta a tutti coloro che cominciano a capire che qualcosa non quadra...

    La nostra piattaforma di rivendicazioni:

    1) Contratti a tempo indeterminato, full o part-time per tutti i lavoratori che lo richiedano
    2) Reintegro immediato dei cinque licenziati
    3) Rimodulazione dei compensi che preveda buste paga non al di sotto del limite di povertà
    4) Miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie dell'ambiente lavorativo ai sensi della legge 626
    5) Riconoscimento della dignità del collaboratore inteso come persona e non solo come risorsa

    COS è Atesia

    La società Atesia nasce nel 1989 ed è oggi il più grande call center del paese. Dal 1993 rappresenta il mercato italiano nelle classifiche internazionali di settore, (rapporto Data bank 2003). Dispone di oltre 5.000 operatori, 1422 postazioni, gestisce 300.000 contatti telefonici al giorno.
    In 15 anni di presenza sul mercato ha registrato una crescita costante per dimensione e fatturato, mantenendo costantemente la leadership nel suo settore.
    Solo nel 2004 Atesia ha prodotto un giro d'affari per 4.300 milioni di euro.
    Lo scorso anno la società è stata ceduta per l'80% da Telecom alla subentrante Cos ma, a parte le promesse, le condizioni dei lavoratori rimangono immutate e sicuramente peggioreranno.
    Chi sono i lavoratori Atesia e più in generale i “collaboratori telefonici”?
    In Italia (dati 2004) sono oltre 192.000 le persone impiegate nei Call Center. L'età media degli operatori è di 28 anni, sono distribuiti in prevalenza nel Lazio e in Lombardia, sono formati per il 60% da donne e un 30% di loro è laureato. Sono lavoratori a ''cottimo'' o per dirla secondo contratto ''a contatto utile''. (In Atesia per esempio le retribuzioni per i singoli contatti utile continuano a scendere: da una retribuzione massima di 90 centesimi di euro si può arrivare a 20 centesimi.)
    Nello specifico, i 5.000 lavoratori dell'Atesia sono vincolati all'azienda da diverse tipologie di contratto: dagli attuali co.co.pro. si passerà a contratti di apprendistato e a contratti di inserimento. Una condizione che di fatto ''spezzetta'' i lavoratori del più grande call center d'Italia, rendendo ancora più disperata la loro condizione di precarietà e di ricattabilità.
    Precari è sinonimo di co.co.pro.: rinnovabili a volontà, a perenne rischio di non rinnovo.«Collaboratori» pur avendo un unico committente,una postazione e dei capi.
    I contratti a progetto non sono altro che un'evoluzione dei co.co.co.: compenso libero e non legato ad alcun contratto nazionale, contributi inferiori al 20% della retribuzione, pagati in parte dal netto del lavoratore, e nessuna garanzia su ferie, maternità, malattia.«Regolari» sarebbero in pochi, e in realtà ben lontani dalle garanzie dei subordinati classici: sapendo che la legge 30 ha prolungato l'apprendistato fino all'incredibile durata di 6 anni, non si capisce di che tipo di apprendistato abbiano bisogno operatori di call center, per giunta già in Atesia, in molti casi, dal 1989. Sono soltanto un grande risparmio per l'azienda, dato che il loro compenso è inferiore del 40% rispetto a un subordinato e i contributi previdenziali sono risibili, pari a una manciata di euro al mese. Oltretutto nessuno assicura che verranno assunti a tempo indeterminato, così come non si garantisce nulla ai somministrati a tempo determinato e ai contratti di inserimento, che se non altro sono messi meglio dal punto di vista retributivo.
    E' vero che l'apprendistato e l'inserimento prevedono delle quote obbligatorie di assunzioni se l'azienda vuole continuare a fare ricorso a questi rapporti, ma qui casca l'asino: quale azienda? Infatti è ormai possibile, grazie anche alla legge 30, vendere pezzi di azienda e dipendenti ad altri soggetti con piani industriali «sfuggenti» e ultraflessibili. In questo caso, Telecom vende Atesia e 3 mila operatori a un'altra società, tenendo solo il 20% della proprietà e assicurando che fornirà future commesse. Ma fino a quando? Arrivarci a 6 anni di lavoro nello stesso gruppo!
    Quanto detto è quello che si prospetta ai “dipendenti” Atesia.

  8. #8
    Bianca Zucchero
    Ospite

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    Alberto Tripi, proprietario del call center, è molto vicino a Prodi e ad alcuni ministri. E col nuovo governo ha forse fiutato l’opportunità di aggiudicarsi buoni appalti

    Atesia, quando la precarietà diventa merce di scambio

    Emanuele Bonaccorsi


    Liberazione 1 giugno 2006


    Ad un primo sguardo sembra solo una vertenza sindacale, che oppone i precari a un’azienda che mira a risparmiare dal costo del lavoro. In realtà dietro la vicenda Atesia si nasconde una contesa più ampia: la spartizione di una ricca torta di commesse pubbliche riguardanti l’e-government, i sistemi informatici e di comunicazione della pubblica amministrazione. In questo gioco non si vince solo sul mercato, ma anche intrecciando rapporti con politici e amministratori pubblici. In mezzo, naturalmente, i lavoratori, le loro condizioni di lavoro, la precarietà.

    Oggi i precari dell’Atesia incroceranno nuovamente le braccia. I lavoratori protestano contro l’applicazione unilaterale dell’accordo dello scorso 11 Aprile (firmato e poi sconfessato dai sindacati) e contro 400 licenziamenti, che colpiranno non solo i giovani attivisti del collettivo, ma anche precari ormai "stabili", che lavoravano nell’azienda da molti anni. Ma non è possibile comprendere la vicenda dell’Atesia, divenuta ormai un simbolo della precarietà, senza parlare del suo proprietario Alberto Tripi, padrone del gruppo Almaviva, holding che racchiude la Cos (decine di call-center in tutto il paese) e Finsiel, ex monopolista pubblico del settore dell’Information Technology.

    Alberto Tripi è un selfmademan, un uomo che si è fatto da solo. Ex manager Ibm, è tra i primi ad investire nei call-center che si diffondono in tutto il paese a partire dagli anni ’90, dove proliferano i contratti parasubordinati. Nel 2004 l’imprenditore romano acquisisce dalla Telecom la Finsiel, ed entra nel mercato delle commesse pubbliche dell’e-government. Vince contratti miliardari: i sistemi informatici di Ferrovie dello Stato, la ricca commessa per la Carta Nazionale dei Servizi (50 milioni di euro), la gestione dei sistemi informativi del Tesoro per il bilancio dello Stato e quella del milione e mezzo di dipendenti di 30 amministrazioni centrali (18 milioni di euro) e poi un contratto di ricerca col Cnr, a cui si aggiungono agli appalti vinti dai centri telefonici (call-center Alitalia, Fiat, Sky, Wind, Telecom) e la nuovissima acquisizione di Actalia, azienda leader nel settore delle certificazioni digitali.

    Gare che l’imprenditore romano riesce a vincere anche grazie ad un accorto processo di lobbyng e ai suoi stretti contatti politici. I rapporti col vecchio governo, in particolare con l’ex ministro dell’innovazione Stanca, sono più che cordiali: Tripi e Stanca sono due ex-Ibm. Nel consiglio d’amministrazione di Finsiel, inoltre, il "re dei call-center", mette figure di primo piano: Andrea Monorchio, ex ragioniere generale dello Stato (che già conosce Finsiel per averle assegnato la commessa del sistema informatico del proprio ufficio); Sandro Bicocchi, ex direttore generale della Compagnia delle Opere; Alessandro Ovi, ex Iri; e l’ingegnere Paolo Vigevano, ex consigliere politico del ministro Stanca. Ma le "affinità" politiche di Tripi sono rivolte a sinistra: l’imprenditore è molto vicino a Prodi (nel ’96 fu proprio lui ad ospitare l’Ulivo nell’attuale sede dell’Unione di Piazza Ss. Apostoli) e in particolare nutre una simpatia verso l’onorevole Linda Lanzillotta, Ministro degli affari regionali, della Margherita. Tripi è anche un pezzo grosso di Confindustria, dove somma la presidenza della Federcomin (aziende di comunicazione) a quella di Fita (terziario avanzato), oltre a ricoprire la carica di responsabile della Confindustria Servizi. La vittoria dell’Unione alle scorse elezioni è per l’imprenditore romano una grande opportunità: dall’alto della sua posizione politica all’interno dell’associazione degli imprenditori Tripi chiede precise misure al governo. Si scaglia contro le gare al ribasso, che «sfavoriscono le imprese che utilizzano personale dipendente» costringendo le aziende che vogliono essere competitive a utilizzare contratti precari. «E’ semplicemente scandaloso - aggiunge Tripi nell’assemblea di Confindustria - che oggi enti e aziende a totale controllo pubblico partecipino alle gare con loro società erodendo lo spazio alle imprese private con uno stravolgimento totale delle regole del mercato». La critica a quello che anche Montezemolo, nell’ultima assemblea di Confindustria, ha spregiativamente chiamato "neostatalismo municipale", nel pensiero di Tripi fa il paio con la richiesta di un mercato controllato, una riforma delle gare su base qualitativa, con particolare attenzione alle condizioni di lavoro. Ma come mai l’imprenditore dei call-center che mai ha avuto scrupoli ad utilizzare ogni forma di contratto precario, oggi preferisce presentarsi come un difensore dei lavoratori, un paterno padrone d’altri tempi. Cosa è accaduto?

    Per capirlo conviene ricordare gli ultimi passaggi della vicenda dell’Atesia. L’11 aprile i sindacati firmano un accordo che prevede 1100 contratti di apprendistato e solo 170 assunzioni a tempo indeterminato. Si alza il coro delle critiche, i lavoratori del collettivo precari dichiarano lo sciopero, la regione Lazio fa intendere che mancano i soldi per finanziare un numero così elevato di apprendisti. Il 16 Maggio, per una strana coincidenza, arrivano ai giornali due lettere contemporaneamente: la prima, firmata dal segretario generale della Slc-Cgil Emilio Miceli in cui, a causa della presenza degli ispettori del lavoro nell’azienda, si intima di non applicare l’accordo appena firmato, e si chiede la convocazione di un tavolo al neo ministro del lavoro Cesare Damiano. A brevissima distanza giunge la lettera di Gianni Camisa, amministratore delegato di Atesia. Il quale, dopo aver affermato che Almaviva è «la società del settore col più alto rapporto tra lavoratori a tempo indeterminato e lavoratori atipici», rilancia la proposta del sindacato, chiedendo al Ministero regole certe sugli appalti. Una proposta che pochi giorni dopo, il 25 maggio, sarà ripresa dall’intera Assocontact, l’associazione dei proprietari di call-center in outsorcing. Come mai la vicenda Atesia arriva immediatamente tra le carte del nuovo ministro? In primis molti dubbi provengono dall’inchiesta dell’ispettorato al lavoro nel grande call-center di Cinecittà. E’ molto probabile un rapporto finale che non riconosca il carattere autonomo dei contratti a progetto, e dunque costringa l’azienda a pagare salate multe all’Inps e a risarcire i lavoratori (proprio per questo ai nuovi assunti viene chiesto di firmare una liberatoria con l’impegno a non chiedere risarcimenti all’azienda). In quel caso Atesia rischierebbe la chiusura, e su questo pericolo è prevedibile un coinvolgimento del governo. Ma c’è un altro livello, quello che riguarda milioni di euro di commesse pubbliche. Tripi va in cerca di un aiuto dalla maggioranza che ha sempre sostenuto - fin da quando affidò gratuitamente a Prodi, nel lontano 1996, i principeschi uffici di Piazza SS Apostoli: lo scambio sarebbe fra migliori condizioni contrattuali ai lavoratori e la garanzia di appalti. Il re dei call-center del precariato sa che il suo futuro potrebbe dipendere da buoni rapporti col nuovo governo, e usa la precarietà come strumento di contrattazione. Ora, col nuovo accordo e i licenziamenti, la posta in gioco si alza. La dirigenza di Atesia fa un grosso passo in avanti, applica un accordo da tutti rigettato, mette sulla strada 400 lavoratori. E nel frattempo chiede un incontro al governo. La prima risposta, a firma del ministro Damiano e del sottosegretario Rosa Rinaldi, è l’invito a «effettuare le assunzioni previste e a rinnovare i contratti in scadenza, al fine di creare un clima di maggiore serenità all’interno delle sedi di lavoro». Appuntamento alla prossima puntata.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Bianca Zucchero Visualizza Messaggio
    Damiano è un essetre ABIETTO! Pur di tacitare le proteste montanti s'è servito ad hoc delle morti sul lavoro e quando le contestazioni continuavano se n'è uscito strumentalizzando i morti e gridando "se neanche dei morti sul lavoro vi importa nulla!" D A V O M I T O ! Quell'essere mi ripugna coi suoi sorrisetti sardonici (anche ieri) da ignavo o da imbecille o da tutte e due le cose!
    certa gente aspira al seggio parlamentare unicamente per ostentare i gemelli d'oro ai polsini della camicia di seta e fare il gradasso con la Lancia Thesis blu in mezzo al traffico.

    Siamo tornati alla classe dirigente papalina tanto giustamente dileggiata dal Belli.

  10. #10
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    Solidarietà ai lavoratori dell'Atesia

 

 
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