Niente pensioni in Finanziaria
Lo dice il segretario Cgil Epifani
Niente pensioni in Finanziaria. Alla fine sembra proprio che il governo stia cedendo alle pressioni dei sindacati. Nell'incontro svoltosi a Palazzo Chigi con le parti sociali, infatti, l'argomento "previdenza" non sarebbe stato neppure toccato. E' quanto ha affermato il segretario della Cgil Epifani, che ha definito il vertice "generico ma non negativo". C'è "uno spirito corretto", ha detto, “ma adesso bisogna passare dalle parole ai fatti".
Il governo quindi va avanti sulla strada della concertazione e prima dell’approvazione della Finanziaria (il Cdm è stato fissato per il 29 settembre), intende riunire ancora tre tavoli con le parti sociali, tra cui quella per il taglio del cuneo. Si tratta di una riunione sulle politiche dello sviluppo, già fissata per il 19 settembre, e di altri due tavoli, ancora da fissare sul welfare e sul taglio del cuneo fiscale e contributivo.
ANGELETTI, DOVRA' ESSERE COERENTE CON NUOVA POLITICA REDDITI
"La Finanziaria dovrà essere coerente con quello che si intenderà fare poi con il nuovo Patto della politica dei redditi". "Se poi nella manovra si farà tutto il contrario ci sarà una battuta d'arresto". Così invece il segretario generale della Uil Luigi Angeletti ha commentato l’incontro.
"Noi -dice Angeletti- siamo favorevoli sia alla riscrittura del Patto della politica dei redditi sia alla necessità di fare una politica dei redditi che abbia come obiettivo la crescita dei redditi". L'importante, aggiunge il segretario, "è convenire che i problemi sono bassi salari e bassa produttività e quindi una politica economica che voglia puntare ad una crescita economica deve sapere che deve aumentare la produttività ed i salari".
UGL: SERVE POLITICA ORGANICA A SOSTEGNO FAMIGLIA
"È indubbio che il percorso di confronto avviato oggi con il tavolo sulla politica dei redditi sarà influenzato dalle scelte che si faranno con la manovra finanziaria", ha detto Renata Polverini, segretario generale dell'Ugl.
"Abbiamo sottolineato - ha aggiunto in una nota - la necessità di una politica organica di sostegno alla famiglia che non può essere ignorata quando si affronta un tema complesso come la politica dei redditi e abbiamo avanzato l'opportunità che ai prossimi incontri sia presente anche il ministro per le politiche della famiglia. Contrariamente a quanto è stato sostenuto in questi giorni, riteniamo che si debba approfondire la proposta sul quoziente familiare".
"Per quanto riguarda il cuneo fiscale, - ha proseguito - che pare ad oggi l'unico impegno concreto al quale il governo sta lavorando, occorre trovare strumenti di selettività che premino le aziende che investono nella sicurezza sul lavoro e ci aspettiamo che la metà delle risorse che saranno disponibili siano indirizzate realmente al Mezzogiorno".
"Altro nodo fondamentale - ha sottolineato ancora Polverini - resta il pubblico impiego: dei 6 milioni di lavoratori ancora senza contratti, infatti, una buona parte appartiene proprio al pubblico impiego. Il Governo dovrebbe dare per primo un segnale importante onorando l'impegno con i dipendenti pubblici e creando le condizioni necessarie per il rinnovo anche degli altri contratti scaduti. La discussione sulla politica dei redditi potrà dare l'occasione per un ragionamento sui contratti di secondo livello ai quali indirizzare gli eventuali aumenti di produttività aziendale".
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