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    a.k.a. tolomeo
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    Predefinito Sinistra sinistra ridicola

    Salvate il compagno Bertinotti dall’ira “antifascista” del Pdci

    Roma. Un po’ sudicia, la polemica contro
    Fausto Bertinotti. Polemica tutta a sinistra,
    s’intende, precisamente a sinistra della sinistra
    del presidente di Montecitorio. Insomma,
    la solita bega col compagno più puro
    che ti epura, ecc. ecc. Ma una roba come
    la pantomima messa in scena per la sua partecipazione
    a un dibattito, domani mattina,
    con Gianfranco Fini alla festa dei giovani di
    An, è difficile da rintracciare. La proclamazione,
    da parte del Pdci, nelle stesse ore,
    nientemeno di una “giornata europea antifascista”,
    al grido di “Ora e sempre Resistenza”,
    suona insieme stentorea e comica.
    Ha voglia Bertinotti di spiegare che, siccome
    è presidente di Montecitorio, in qualche modo
    è tenuto a parlare con tutti (e infatti l’anno
    scorso, raccontano, lo stesso invito il segretario
    del Prc lo rifiutò). Magari avrebbe
    fatto bene ad accettarlo già allora, ma stavolta
    ha fatto benissimo. Nessuno, del resto,
    “SE VA ALLA FESTA DI AZIONE GIOVANI METTE A RISCHIO LA DEMOCRAZIA”
    ha avuto molto da ridire. Se non, ed eccoci
    nella tradizione, a sinistra del presunto traditore.
    Se bastano un paio di domande di pischelli
    finiani per mettere a rischio i valori
    dell’antifascismo, magari vuol dire che questi
    valori proprio bene non se la passano.
    Sono settimane che si spandono grossolani
    veleni. E nella guerra tra i due partiti comunisti
    (quello rifondatore e quello degli italiani)
    se ne sono sentite di tutti i colori. Persino
    il capogruppo del Prc, Gennaro Migliore,
    sempre misuratissimo, ha accusato i compagni
    dilibertiani – “sono comunisti dal buco
    della serratura” – di aver spinto le cose fino
    al punto che, dai oggi dai domani, “ti girano
    anche un po’ i coglioni”. Ma si capisce
    che qui la questione non è la vera e propria
    antipatia, che sfocia a volte quasi nell’odio
    politico, tra bertinottiani e dilibertiani. Quella
    è faccenda di opportunità, di occasione e
    di senso della misura. Dal punto di vista del
    mercato politico, semplice concorrenza. Ma
    batti e ribatti, indignate prese di posizione,
    richiamo ai valori supremi, dubbi cavillosi
    d’intellettuali, proclami alla vigilanza antifascista
    perché Fausto “il decomunistizzatore”
    incontra Gianfranco “il neoantifascista”
    presso i giovani di An, tutto si è fatto insopportabile.
    Oltre il buonsenso, dalle parti della
    paranoia politica. Perché, al nocciolo, l’accusa
    si è man mano derubricata da intelligenza
    con il nemico a inopportunità del luogo
    del confronto. Così Marco Rizzo, che più
    di tutti ha tenuto alta la polemica con Bertinotti
    – pur presente in tv in diversi confronti
    con La Russa e Gasparri – ha scritto una precisazione
    al Corriere dove appunto si sottolineava
    come la ritrovata democrazia non corre
    alcun pericolo dibattendo davanti alle telecamere,
    mentre la sua purezza, sotto un
    tendone alla festa del nemico, “azzera il valore
    fondante della nostra identità: l’antifa-
    scismo”. Non che l’obiezione si capisca molto,
    fatto sta che il tira e molla non finisce più,
    intervento di Asor Rosa (“non sarei mai andato”),
    perplessità di alcuni giovani di Rifondazione
    che hanno fermato Bertinotti alla festa
    di Roma (“perché vuoi andare?”), prese
    di posizione di Pierluigi Battista sul Corriere
    e sull’Espresso di Giampaolo Pansa (che
    con Bertinotti, il Parolaio Rosso, non c’è mai
    andato leggero), “avanti popolo! sbranatevi,
    compagni”. E Rina Gagliardi, Sandro Curzi,
    il partigiano Gianni Alasia che certifica:
    “Condivido l’incontro di Bertinotti”, mentre
    l’Anpi romana è perplessa. Alla festa i virgulti
    di An hanno applaudito il nome del ragazzo
    di sinistra ucciso giorni fa davanti a
    una discoteca. “Buon segno”, per Bertinotti.
    Ieri alla festa è andato il direttore di Liberazione,
    Piero Sansonetti. Rizzo è tornato all’attacco
    a modo suo. In campana, compagni:
    domattina all’Eur democrazia a rischio.


    .

    A fool and his money can throw one hell of a party.

  2. #2
    Forumista assiduo
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    Predefinito

    Abbiamo pure a sinistra le nostre corna.
    Se si volesse evitare di tenere le estreme sfasciste di ebtrambi i poli fuori dai governi basterebbe fare una seria legge elettorale

 

 

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