Fini invoca una "seconda Fiuggi" per AN, a sinistra DS e MArgherita parlano della costituzione di un Partito democratico, presso gli ex-democristiani si ricomincia a parlare di "nuovo centro", le ale estreme degli opposti schieramenti (PRC e Lega) rivedono in senso moderato la loro linea con la conseguente fuoriuscita delle frange radicali che formano nuovi movimenti, la destra radicale vede il suo peso politico drasticamente ridotto. Stiamo insomma assistendo ad una "convergenza al centro" di tutte le forze politiche, per traghettare il paese in una certa direzione in un periodo di scelte difficili,come traspare dai continui inviti al dialogo ed alla collaborazione che arrivano da entrambi gli schieramenti, complice la difficile situazione delineatasi al Senato con il le ultime votazioni. Di fronte a questo riposizionamento generale all'interno dello scacchiere politico italiano, quale deve essere il ruolo della destra radicale, anch'essa ormai costretta a rivedere la sua linea per non scomparire? Si deve cercare di andare ad occupare le posizioni lasciate libere da altri partiti, collocandoci "a destra di AN" all'interno della Cdl ed attuando così anche noi la nostra convergenza al centro, o ci si deve porre in aperta rottura con il sistema bipolare centrosinistra - centro destra? Qualora si scelga quest'ultima opzione, cosa proporre come "alternativa al sistema"?




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