Un cultore della Romanità puo' aderire ad una religione come il Buddhismo?
Che ne pensate?


Un cultore della Romanità puo' aderire ad una religione come il Buddhismo?
Che ne pensate?


Ave Mamertino!
specificando, cosa intendi per 'cultore della Romanità'?
Saluti,
Frumentarivs
Frumentarius
"Punctim et Caesim ferire"


Può una persona che considera tutto illusorio .godere di un piatto di pastasciuttà?
Certo..se considera anche questo godimento illusorio...non dotato cioè di realtà assoluta..
Il problema che poni..è quello della relazione tra Buddismo e Scintoismo in Giappone..oppure tra l'Advaita Vedanda..e le varie Divinità indù..
La soluzione è adorare ogni cosa al suo livello..in chè non implica nessun giudizio morale..e quindi adorare il relativo sapendo che lo è..e lo è in confronto all'Infinito o Brahman..da cui provengono tutte le cose..Quindi ..adorare una Divinità..Romana o Giapponese..significa in fondo..adorare un aspetto di Brahman o dell'Assoluto..
Naturalmente aspirare al Nirvana..e nel medesimo tempo adorare un aspetto della Manifestazione..è possibile solo in una dimensione iniziatica..in cui consideriamo il Nirvana il fine..e le Divinità il mezzo..che altrimenti..si crea conflitto di interessi.....![]()
Il problema poi..fondamentalmente non si pone..perchè chi adora le Divinità..non si preoccupa certamente del Nirvana..e chi si preoccupa del Nirvana..poco si interessa delle Divinità..ma..dal momento che gli uomini vivono tutti assieme..sono necessarie anche un po' di buone maniere..per chi considera le Divinità altrui..poco interessanti..anche .se...per fortuna..non diaboliche..![]()
Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
(la via diretta non è la più breve)
Non ritengo si possa accettare integralmente il Buddhismo e contemporaneamente seguire una via tradizionale, il Buddhismo rappresenta comunque una certa "rottura" (a mio parere non radicale comunque) con la tradizione (nello specifico indiana, ma tale considerazione per esempio vale come da lei sottolineato anche per lo Shinto). Si possono accettare alcune dottrine buddhiste ma non il Buddhismo integralmente. Mi lascia perplesso la sua ultima affermazione circa la (da lei) presunta dicotomia tra L'Advaita Vedanta e le Divinità Hindu... quindi per lei anche il Neoplatonismo è incompatibile col Politeismo?...
Se invece si riferisce al tema dell'illusione (tema che, molto modestamente nel mio piccolo, ho sempre contestato al pensiero orientale), alcune correnti di pensiero anche (ma non solo) del Vedanta ritengono le Divinità illusorie, aspetti illusori, "travestimenti" del Brahman (dottrina a forte puzzo monoteista), ma non è, a quel che ne so, nè l'impostazione unica (naturalmente, non potrebbe essere altimenti...), nè tantomeno la corrente principale del Vedanta.
Questo, giustamente, sarebbe l'unico atteggiamento congruente per chi volesse cercare di conciliare il Buddhismo (e ho già espresso le mie riserve su questo procedimento, non sull'analisi da lei fatta, che è esatta) con una via tradizionale (o per essere più chiari con un politeismo), al prezzo però di considerare le divinità illusorie o inutili secondo l'ottica buddhista, adorare il relativo sapendo che lo è..e lo è in confronto all'Infinito o Brahman..da cui provengono tutte le cose non implica per forza considerare gli esseri individuali come illusioni..., l'ho spiegato meglio in altri (ormai numerosi) post, mantenere la propria individualità e contemporaneamente essere parte del Tutto è perfettamente logico, non sono logiche invece (sono infatti paradossali) le varie dottrine dell'illusione o del raggiungimento dello stato del Non-Essere, o meglio del riappropriarsi dello stato del Non-essere perchè l'Essere è un'Illusione... stesso discorso per quanto riguarda adorare una Divinità..Romana o Giapponese..significa in fondo..adorare un aspetto di Brahman o dell'Assoluto, certo, se però per "aspetto" non si intende un "travestimento" del Brahman, un'Illusione...
Concordo.
E già![]()
I suoi interventi sono sempre stimolanti testadiprazzo, molti deii miei rilievi sono (forse) un pò a margine del suo discorso, condivido la sua analisi, a parte quello che ho rilevato nei miei commenti, e come ho già detto, non sono d'accordo sulla possibile compatibilità del Buddhismo tutto con altre vie, ma solo alcune doittrine possono essere integrate.
Saluti




Bè..il Buddismo è una Via eminentemente pratica e non speculativa..e l'identificazione tra Brahman e Nirvana..non è che sia sbagliata..per cui posti i Principi giusti..anche il Buddismo è una Via Tradizionale..
L'Illusione poi..non è ciò che non esiste..ma ciò che non è Assoluto..essendo l'Assoluto ciò che non ha limiti e per questo Infinito..Qualsiasi Divinità..quindi non può essere mai Assoluta..ma dipendente appunto da un Principio..il Brahman..di cui è un aspetto..
L'accettazione ..teorica..del Brahman..quindi..non significa sminuire le Divinità..ma metterle al Loro posto..posto importante ma non Assoluto..
in quanto appunto relativo al Brahman da cui provengono come un Sogno..
Naturalmente la mia impostazione è l'Advaita Vedanda..appunto perchè risolve tutti i problemi logici che altre filosofie ..a mio parere..non fanno..
Non si possono accettare due Assoluti..in quanto nessuno dei due sarebbe Infinito..essendo limitato dall'altro..
Ma adesso..incombenze pratiche mi chiamano..e sono costretto a interrompere le considerazioni...che mi riprometto di continuare..
Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
(la via diretta non è la più breve)


Sì, magari ad un Buddhismo "romanizzato": un Buddhismo stoico.
Del resto se il Buddhismo è stato accettato dai Giapponesi, allora può anche entrare nel patrimonio spirituale di chi si sente romano.
"Due autori ti raccomando: Buddha e Zarathustra:
Buddha perchè insegna a liberare la mente, Zaratthustra
perchè insegna ad amare la Terra".
Pio Filippani-Ronconi
Il Buddhismo pratica una rottura con la "sua tradizione d'origine" - quella vedica - che poi successivamente sia stato reintegrato (in parte) nella tradizione brahmanica e poi induista, che alcune sue dottrine abbiano dei paralleli, e secondo molti studiosi derivano, dalle filosofie upanishadiche e che infine il Buddhismo, giustamente, sia diventato una Tradizione ed una Via legittima, questo nessuno lo mette in dubbio, non sono certo "anti-buddhista", ci mancherebbe... ho solo espresso dei dubbi a riguardo che il Buddhismo nella sua interezza possa conciliarsi con L'Induismo, la Religio Romana, Ellenica etc. secondo me lo può solo in parte, essere 100% Buddhisti e pretendere di essere anche un Gentile Romano mi sembra grottesco... visto che per il Buddhismo, tra altre dottrine a mio avviso incompatibili, gli Dèi non sono importanti e necessari per ottenere la Liberazione. Che il Buddhismo sia una Via legittima, e degna di rispetto ed ammirazione nessuno lo mette in dubbio, ma questo è un altro discorso.
La parte sottolineata, come ho detto anche in precedenza, la condivido, nessuno nega il fatto che gli Dèi siano parte dell'Assoluto, mi hanno sempre lasciato perplesso (non solo me a dire il vero), ma non solo da parte sua, l'uso di termini come "Illusione" o "Sogno", che pur potendo essere usati in modo "figurato" per porre l'accento sul Brahman (come credo fa lei) sono, a mio avviso, fuorvianti, e molto spesso invece sono intesi letteralmente da chi ne fa uso come alcune correnti filosofiche che asseriscono che le Divinità siano davvero Illusorie e sussista solo Brahman, e non usano "Illusione" solo in senso figurato.
Non posso che concordare, anch'io ho come punto di riferimento (non sempre integralmente e dipende dai maestri, filosofi, e correnti) l'Advaita Vedanta ed il Neoplatonismo, purtroppo anch'io devo scappare, riprenderemo la discussione.
Cordiali Saluti![]()
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Secondo me starebbe tutto nel distingure il Bhuddismo come pratica 'esoterica' (di autocontrollo, meditazione etc.) dalla religio romana come pratica votiva 'essoterica'. Chiaramente, Bhuddismo 'devozionale' e ritualita' romana non sarebbero facilmente integrabili. Sul Bhuddismo come mezzo per la realizzazione (come 'tecnica' piu' che 'religione') ovviamente c'è l'ottimo La Dottrina del Risveglio del cultore della romanita' J. Evola (che tra l'altro costituisce una difesa a spada tratta del Bhuddismo Pali come 'via tradizionale' dalla lettura contraria data da Guenon...)