La scuola italiana non si fa con 98 nuove cattedre, ne' con 998.
Si fa mettendo l'italianita' alla base di ogni insegnamento.


La scuola italiana non si fa con 98 nuove cattedre, ne' con 998.
Si fa mettendo l'italianita' alla base di ogni insegnamento.


Contro questo "tempo" di un avvenierismo impotente, poiche' incapace di affondar le radici nel nostro suolo; il tempo del tradizionalismo di marca peggiore, poiche' riflettente le tradizioni altrui e ben poco delle nostre.


Ho assistito, ed ho preso parte, in questi ultimi anni, ai vari convegni tenuti da questo "nostro mondo". E sempre ho sentito risuonare sotto forme diverse, la stessa domanda: "puo' una rivoluzione politica sostanziare di se' una nuova cultura?"; o, piu' pressantemente e precisamente: "Avra' il nostro essere la sua cultura? e quando e come l'avra'?"
Erano giovani che si ponevano, in perfetta buona fede, queste domande. Erano giovani che avevan tutta l'aria di attender la risposta da un oracolo divino, poiche' dai banchi delle "commissioni" - in quanto "commissioni" e in quanto formate da uomini necessariamente lontani da questi problemi, che soltanto la giovane generazione sente con drammatica evidenza - una risposta soddisfacente non poteva davvero venire.
Erano giovani che discutevano, e nella discussione esaurivano la loro ansia di sapere; e non si accorgevano che quel discutere era gia' qualche cosa, era talvolta molto, per la vittoria della causa da essi propugnata; non si accorgevano, parlando di guerra e di rivoluzione come astratte entita', che la guerra erano loro, che la rivoluzione erano loro, che da loro in quanto sanamente e sinceramente italiani, doveva nascere la nostra scuola, la nostra cultura.
Queste cose, in parte, furon gia' dette: e a taluno forse sapranno d'imparaticcio. Ma furon dette assai male. Non si disse: i giovani hanno il dovere di creare la nostra nuova cultura; la cultura di chi noi siamo, da dove veniamo, dove vogliamo andare, scopi e ragioni, nascera' dai giovani.
Ora, non si tratta di una generazione spontanea, e neppure di faticosissimo parto; poiche' il parto presuppone un ben maturo e ben formato embrione. Si tratta di riconoscer noi stessi, di ricostruire noi stessi; dico noi, tutti, vecchi e giovani, poiche' la giovinezza degli anni non si identifica con la giovinezza dello spirito e della mente; e i nati-vecchi pullulano, purtroppo, ovunque; e anche in casa nostra.
FARE QUADRATO !


E' veramente assurdo sospettare che un movimento inteso a dare agli italiani una coscienza di Popolo- cioe' qualche cosa come un nazionalismo potenziato del cinquecento per cento - possa condurre ad un asservimento ad ideologie straniere.


[SILVIA]Homo ad intellegendum et agendum natus est[/SILVIA]
L’uomo è nato per comprendere e per agire.
La gioia non è che una pausa nella battaglia. Il mondo non è ancora guarito. La giovinezza sta nell'accettare e nel violare il destino. Gioventù italiana ! Sii degna del tuo passato e del tuo avvenire. I libri siano l'arma della tua intelligenza, non il veleno che la uccide.
[SILVIA]Salus populi, suprema lex est[/SILVIA]
La salvezza del popolo è la suprema legge