Mentre il golf “sbanca “ in Sardegna,
Veneto e Sicilia bloccano i green di… Rutelli e Miccichè!
Mentre in Sardegna le ruspe sbancano le colline a Villasimius e analogamente si apprestano a fare anche a Lunamatrona, dal Veneto e dalla Sicilia arrivano due clamorosi stop, per altrettanti progetti di campi da golf con annesse strutture ricettive.
Il primo riguarda il golf a Cortina d’Ampezzo, in località Miramonti. Dopo il "tiepido" e contraddittorio parere della Commissione Via provinciale di Belluno, che aveva espresso un giudizio favorevole di compatibilità ambientale accompagnato da ben 23 prescrizioni e 3 raccomandazioni, è arrivato il 25 agosto scorso il parere articolato e approfondito della Soprintendenza a firma del Sopraintendente l'Architetto Guglielmo Monti. Parole chiare senza ombra di dubbio stavolta: "l'area prescelta non è idonea per la realizzazione di un campo da golf", in quanto "altera i tratti caratteristici della località protetta" vincolata dalla normativa ambientale. Le ricadute negative per il patrimonio ambientale tutelato sarebbero molte e sono descritte precisamente nel parere. L'eventuale autorizzazione dell'impianto da golf determinerebbe inoltre una modifica del provvedimento di vincolo paesaggistico posto con D.M. 10.06.52, violando l'art. 157 D.Lgs n.42/2004 (Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio).”
Nel mirino di Monti, club house, parcheggi, pista 5 «di notevole impatto visivo e che attraversa pure il sentiero Cai 220» (sterrato), oltre a un aumento di oltre 4mila metri cubi di area da disboscare.
La Sovrintendenza sostiene che le «modificazioni planoaltimetriche, rispetto al precedente progetto, aumentano: l'eccedenza del materiale di sterro è di «ben 10.650 metri cubi». Non è l'unico aumento: le aree da disboscare «passano dagli 80.127 metri quadrati del precedente progetto agli 84.685 metri quadrati di quello attuale con conseguente aumento dell'impatto paesaggistico
globale». Nel nuovo progetto la club house. viene spostata sulla sommità dell' ex buca 8, vicino alla Buca dell'Orso. Il «notevole sbancamento per la realizzazione dei locali interrati e la realizzazione dei posteggi» «comporta un danno irreversibile» ai valori ambientali della zona. Le buche 2 e 3 e la 8 e la 9 interferiscono con biotopi esistenti a macchia di leopardo. Biotopi che rischiano di non essere più alimentati dalla rete idrica superficiale per effetto di riporti e drenaggio dei campi di gioco. » Se non bastasse, Monti conferma pure le 10 prescrizioni enunciate col primo parere negativo (settembre 2005), convinto che le strutture caratterizzanti i campi da golf (green, bunker e compagnia) contribuiscono
a «snaturalizzare e banalizzare l'intera area». Insomma, l'area non è proprio adatta al progetto.
La stessa conclusione alla quale era arrivato il locale Comitato Emergenza Terra di Marina Lecis, insieme al GAM Global Antigolf Movement (www.antigolf.org http://it.groups.yahoo.com/group/antigolf ) che avevano presentato sin dal 2004 le loro osservazioni critiche al progetto. E il parere della Soprintendenza che evidenzia come la scelta del golf in località Miramonti a Cortina sia sbagliata, fa più notizia in quanto arriva mentre il Ministro dei beni culturali in persona e vicepresidente del consiglio” (nonché golfista) Francesco Rutelli aveva cercato (invano) di lanciare, pubblicamente e con la benedizione del governatore forzista del Veneto, Galan, una ciambella di salvataggio al progetto. E se è la Sovrintendenza ad intervenire in Veneto a Sciacca (Agrigento) in Sicilia ci ha pensato direttamente la magistratura che anche in questo caso si scontra con la Regione.
In ballo 113 milioni di euro : un maxialbergo con 40 suites e 500 posti letto, tre campi da golf, un centro benessere e un centro congressi. Poi, dietro l'angolo, il solito piano di lottizzazione per centinaia di villette. Tutto, benedetto sia dal governatore della Regione Totò Cuffaro che dal presidente del Parlamento dell'Isola Gianfranco Miccichè, già viceministro nel governo Berlusconi.Ma anche qui quest'estate il tutto si è inceppato per un piccolo sassolino lanciato dai soliti ambientalisti. Un sassolino che in poco tempo, sotto la regia del vicepresidente siciliano di Legambiente Angelo Dimarca, aiutato dal responsabile del Cai Gianni Mento, si è trasformato in una valanga che ha finito con lo scoperchiare ogni cosa. Ed è saltato fuori che il meraviglioso golf resort di Sciacca che sta realizzando la Sir Rocco Forte appare fuorilegge: niente permessi, niente Via (Valutazione impatto ambientale) e nemmeno Valutazione d'incidenza - obbligatoria per i siti d'interesse comunitario - e, manco a dirlo, il territorio in questione è un Sic (Sito d'interesse comunitario). Così si è bloccato tutto. Una faccenda iniziata tre anni addietro, quando Micciché presentò, assieme all'amministratore delegato di Sviluppo Italia (società a totale partecipazione del ministero dell'Economia, il programma per lo sviluppo turistico nel Mezzogiorno). Una torta da 770 milioni di euro da dividere fra Puglia, Calabria e Sicilia. Alla Sicilia toccò una fetta da 236 milioni per due investimenti previsti: uno è proprio quello del resort di Sciacca in appalto al gruppo Sir Rocco Forte, che alla fine sarebbe risultato il più grande investimento disposto da Sviluppo Italia nel Mezzogiorno. Un investimento cui non ha mancato di partecipare la Regione Siciliana, che con una mano ha prontamente sganciato15milioni di euro e con l'altra ha spinto sull'acceleratore per superare ogni ostacolo, con una lettera di Cuffaro al Parlamanto: «Si allegano gli atti e si rappresenta l'urgenza».
"Ma che turismo possono portare i campi da golf? Solo un turismo di elite che purtroppo abbiamo già purtroppo con tutti questi vip miserabili che vengono nei nostri villaggi per "scroccare" la vacanza gratis. Noi abbiamo bisogno di altre tipologie di turismo"
P.S. Ma chi è quel pirla che gioca a golf nella neve di Cortina...
...Briatore...?




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