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Prefazione

L'editore Arnold Cuillet della Christiana Verlag, a commento della prima edizione del libro di Maria Simma, aveva preposto le note seguenti che si ritiene utile riprodurre nell'interesse dei lettori e ad integra*zione di un documento ormai storico di notevole inte*resse per chi segue fenomeni che riconducono a consi*derare valori importanti della tradizione cattolica. Tanti hanno ascoltato i commenti della nonna sul purgatorio e sull’importanza del giusto suffragio ai defunti. Non è solo una devozione o un ricordo, o un rito di novembre. E’ parte integrante del grandioso progetto di Cristo del corpo mistico della Chiesa uni*versale. Il consumismo, con le sue idolatrie della materia, rischia di distruggere il patrimonio di pietà così tipico dei nostri territori transalpini, alpini e subalpini. Se così avvenisse, attorno ai nostri cimiteri non restereb*bero a conforto altro che i cipressi e gli annuali fiori novembrini. Invece ci vuole la pietà e l'amore che Cristo ci ha insegnato.



La credibilità di Maria Simma



Il libro di Maria Simma Le anime del purgatorio mi hanno detto... fu fortementc attaccato su alcuni giornali, e ciò mi costringe, come editore, alla seguente presa di posizione. Prima di decidere di far stampare il libro volli appurare ogni cosa con cura. Mi recai nel paese dove abita Maria Simma, a Sonntag, nel Gros*sen Walsertal, dove ebbi un lungo colloquio con il suo direttore spirituale, il parroco Alfonso Matt. Egli mi diede il diritto di stampare, in forma succinta, il suo rapporto, che aveva indirizzato al vescovo competente, su Maria Simma. Ci fu possibile far eseguire fotocopie (per il nostro archivio editoriale) della perizia di sei pagine con il test psicologico completo del dot*tor Ewalt Bò"hm, che fu eseguito per incarico di un professore di teologia di Innsbruck. E’ importante notare che in questa perizia su Ma*ria Simma non si parla affatto di isterismo e di psicopatia. Nel mio viaggio a Sonntag ebbi occa*sione anche di parlare con i compaesani della Simma e visitai la nuova cappella, meta di pelle*grinaggi. In breve, per me si tratta unicamente di una domanda: Maria Simma è una persona a cui bisogna prestar fede? Se i fatti descritti nel libro sono veri, allora io intravedo in essi, per così dire, delle "credenziali divine", ciò che rende il suo carisma qualcosa di soprannaturale (cioè qualcosa di più, per esempio, della telepa*tia) e di conseguenza rende le sue esperienze credibili.



I controlli confermano la veridicità



Nel rapporto del parroco Alfonso Matt si dice: "Esiste un certo controllo quando si prova la veridicità dei messaggi che Maria Simma deve dare ai parenti dei morti, per quanto riguarda le anime del purgatorio. Nella maggior parte dei casi ella non conosceva le persone che si rivolgevano a lei. [Nel rapporto al vescovo suf*fraganeo Tschann a Feldkirch, segue, secondo il suo desiderio, una lunga fila di nomi di morti]. Io ho inviato i messaggi, per la massima parte alle parrocchie, affinché fossero esaminati, con la preghiera di trasmettere l'incarico nel caso che i dati fossero esatti. Nei casi sottolineati ebbi la risposta che i dati erano esatti". Già adesso prego gli eventuali critici di astener*si da tutte le speculazioni e motti pubblicitari e di limitarsi anzitutto alla prova di autenticità o di non autenticità; e ciò in base ai fatti descritti nel libro. Tutto il resto si rivela da sé. Già oggi dichiaro apertamente che ritirerei su*bito il libro dal commercio se fosse validamente provato che Maria Simma ed il suo direttore spirituale ci hanno ingannati e che i fatti de*scritti nel libro sono solo finzione. In dozzine di villaggi ci sono centinaia di testimoni. Dall'inizio abbiamo coscientemente scoperto tutte le carte, abbiamo presentato Maria Simma con nomi, luogo di residenza, cenni biografici e fotografie, in modo che tutti coloro che vogliono provare il caso con intenzioni oneste abbiano la possibilità di ricerca (esattamente come a Lour*des, nell'ufficio internazionale medico, dove o*gnuno si può orientare sui miracoli non spie*gabili scientificamente). La casa editrice è pure disposta, nel limite del possibile, a dare ai criti*ci seri anche altri dati e documenti. Il libro di Maria Simma non fu scritto per sod*disfare curiosità sensazionali, ma come un libro di devozione, per mettere a contatto il lettore con la realtà di un luogo di purificazione, e per ricordargli che egli è in obbligo di pregare per i morti.



Il Concilio e le rivelazioni private



Quando Dio concede un carisma, non lo fa per un piacere privato. Un fratel Nicolao non pensò certamente che le sue visioni sulla Santissima Trinità gli fossero concesse solo a titolo di edifi*cazione personale, e una Giovanna d'Arco di Lothringen non sentì le "voci" per divertimento personale, ma per la salvezza di tutto il paese. Nessun cattolico è tenuto a credere alle rivela*zioni private, ma si deve ammettere che nella Chiesa ci furono e ci sono delle rivelazioni private. Dal tempo di san Francesco ci furono, attraverso la letteratura, più di trecento casi di stigmatizzazione. Molte cose nella nostra Chiesa risalgono alle rivelazioni private: la processione del Corpus Domini, la venerazione del Cuore di Gesù, il Rosario, Lourdes, eccetera. Non è ne*cessario che ce ne vergognamo. Perché oggidì Dio non può distribuire generosamente i doni carismatici di cui parla dettagliatamente san Paolo? Il Concilio Vaticano Il dice a proposito di questi doni: "Tali doni della Grazia devono essere accettati con riconoscenza e consolazione, in modo che si confacciano specialmente ai biso*gni della Chiesa e le siano utili. Ma non si deve aspirare alla leggera a doni fuori del comune. Non si devono pure aspettare da loro dei frutti presuntuosi per l'attività apostolica. Il giudizio sulla loro autenticità ed il loro buon uso sta a quelli che sono alla direzione della Chiesa, ed a loro, in special modo, spetta l'obbligo di non spegnere lo spirito, ma di provar tutto e di rite*nere solo ciò che è buono" (Costituzione sulla Chiesa - 12). Alfonso Matt scrive: "Ciò che Maria Simma ha saputo riguardo alle anime del purgatorio, sui bisogni, i pericoli ed i mezzi del tempo presente, ciò che ha sperimentato nelle ore più dolorose e ciò che ha visto come consolazione, è pienamente concorde all'insegnamento della fede sul*la giustizia e misericordia di Dio, all'insegna*mento sul purgatorio ed alle nozioni ed espe*rienze dell'autorità ecclesiastica". Perché allora questa suscettibilità, dato che i fenomeni delle apparizioni delle anime non sono nuovi alla Chiesa? A questo proposito e e una ricca letteratura anche ai nostri giorni. Anche san Giovanni Bosco di Torino (1815-1888) spe*rimentò con altri venti seminaristi l'apparizione di un amico morto che produsse in tutti loro un impressione spaventosa ed incancellabile. (V. L. von Matt, Don Bosco, S.64-65, "NZN" casa editrice, Zurigo). Anche la famosa santa Margherita Maria Ala*coque descrive nella sua autobiografia (edizione 1920, pag. 98) un'apparizione di un monaco be*nedettino morto. Il fatto che le anime dei morti possano apparire ai viventi è categoricamente affermato nel Nuo*vo Testamento: Matteo (27, 52-54) descrive co*me dopo la resurrezione di Cristo le anime dei morti apparvero a molti uomini.