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  1. #1
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    Predefinito Ahmadinejad: indagine su Olocausto

    Presidente iraniano, andrebbe condotta da parti imparziali
    Ahmadinejad: indagine su Olocausto(ANSA) - SHANGHAI, 16 giu - L'olocausto degli ebrei dovrebbe essere oggetto di una indagine condotta da 'parti imparziali'. Lo ha detto oggi Ahmadinejad. Il presidente iraniano si trova a Shanghai per partecipare al vertice regionale dell'Ocs. 'Se esso e' avvenuto, allora la questione non deve essere regolata in Palestina', ha continuato il presidente iraniano, aggiungendo che 'ebrei, cristiani e musulmani sono tutti rispettabili e hanno i loro diritti e la loro dignita''.© Ansa
    Giampaolo Cufino

  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da cornelio
    Presidente iraniano, andrebbe condotta da parti imparziali
    Ahmadinejad: indagine su Olocausto(ANSA) - SHANGHAI, 16 giu - L'olocausto degli ebrei dovrebbe essere oggetto di una indagine condotta da 'parti imparziali'. Lo ha detto oggi Ahmadinejad. Il presidente iraniano si trova a Shanghai per partecipare al vertice regionale dell'Ocs. 'Se esso e' avvenuto, allora la questione non deve essere regolata in Palestina', ha continuato il presidente iraniano, aggiungendo che 'ebrei, cristiani e musulmani sono tutti rispettabili e hanno i loro diritti e la loro dignita''.© Ansa
    Responsabili?
    non credo proprio.
    L' olocausto e' un problema dell Europa,
    e, l' Europa e' chiamata a far luce su quello che e' successo veramente.
    ciao

  3. #3
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    Contro l'Unione Europea prigione dei Popoli Per un'Europa di Nazioni libere, eguali e sovrane!
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    Vorrei sottolineare un punto importante: gli iraniani non sono europei.
    Gli europei hanno perseguitato gli ebrei per 2000 anni e poi hanno cercato, quasi con successo, di sterminarli tutti e dunque ora hanno un fortissimo senso di colpa.
    Gli iraniani no, nessuna persecuzione e nessun genocidio! Oggi la minoranza religiosa ebraica in iran è tutelata esattamente come le altre.
    Per cui se oggi lo stato di Israele usa l'Olocausto per giustificare le sue azioni, noi abbocchiamo mentre gli iraniani no.
    Io proporrei tre cose:
    1) noi europei dovremmo liberarci di questo complesso, ormai immotivato dopo più di 60 anni;
    2) lo stato di Israele dovrebbe lasciare in pace i morti e non strumentalizzarli più perché altrimenti li ammazza due volte;
    3) l'Iran dovrebbe evitare di mettere in dubbio eventi storici per motivi di geopolitica.

  4. #4
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    Condivido l'intervento di Sandokan, eccetto il punto 3. Non vedo perchè l'Iran, attraverso il proprio presidente, o altri Stati, organizzazioni o persone non possano richiedere una indagine e ricerca seria e imparziale sui differenti eventi storici, soprattutto su quelli che vengono utilizzati e strumentalizzati con conseguenze devastanti, dal momento che coloro che intraprendono tali ricerche e studi sono perseguitati, oggetto di minacce, attentati ed omicidi.

    L'Iran, da quando ha intrapreso la strada dell'indipendenza e della nobiltà, è sempre stato oggetto di una feroce campagna propagandistica che ha tra i propri privilegiati strumenti di aggressione e menzogna proprio quello della libertà di espressione: affrontando l'argomento del cosiddetto olocausto, e mettendo sulla bilancia il destino riservato nel libero e democratico Occidente agli storici non conformisti e la libertà di cui essi invece godono in Iran, si distrugge un altro mito delle plutocrazie.

  5. #5
    Omia Patria si bella e perduta
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    Citazione Originariamente Scritto da Basiji
    Condivido l'intervento di Sandokan, eccetto il punto 3. Non vedo perchè l'Iran, attraverso il proprio presidente, o altri Stati, organizzazioni o persone non possano richiedere una indagine e ricerca seria e imparziale sui differenti eventi storici, soprattutto su quelli che vengono utilizzati e strumentalizzati con conseguenze devastanti, dal momento che coloro che intraprendono tali ricerche e studi sono perseguitati, oggetto di minacce, attentati ed omicidi.
    Non capisco a cosa ti riferisci. C'é un dibattito storico sul nazismo e su quel che ha fatto in europa che va avanti da 60 anni. In questo periodo sono state proposte diverse interpretazioni storiografiche, sono stati studiati milioni di documenti di vario tipo ecc... Insomma gli storici fanno il loro lavoro. Non mi risulta che ci siano stati omicidi, attentati o minacce! Spiegati meglio.
    Ribadisco quel che ho già detto: perché Ahmadinejad dovrebbe richiedere una commissione di inchiesta su fatti storici accaduti 60 anni fa e che non riguardarono direttamente il suo paese? Che gli importa? Noi forse chiediamo una commissione di inchiesta imparziale sulla presa del potere dei comunisti cinesi nel '49?
    Secondo me lo fa solo per motivi geopolitici, questo indipendentemente dalle sue idee personali. Perché Israele usa l'Olocausto per legittimarsi e l'Iran, essendo un oppositore strategico, vuole tagliargli l'erba sotto i piedi. Tutto questo non c'entra nulla con Hitler, il nazismo e lo sterminio della minoranza ebraica in Europa. Entrambi i paesi stanno facendo delle strumentalizzazioni, che io condanno perché ostacolano la ricerca storica e uccidono due volte chi è stato deportato ed è morto nei campi di concentramento.

  6. #6
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    "Non capisco a cosa ti riferisci. C'é un dibattito storico sul nazismo e su quel che ha fatto in europa che va avanti da 60 anni. In questo periodo sono state proposte diverse interpretazioni storiografiche, sono stati studiati milioni di documenti di vario tipo ecc... Insomma gli storici fanno il loro lavoro. Non mi risulta che ci siano stati omicidi, attentati o minacce!"

    Il problema è proprio questo. Seppur sono state proposte diverse interpretazioni degli eventi storici avvenuti durante la II° Guerra Mondiale, ne è stata imposta un'unica versione, non con documenti, ragionamenti logici e prove dimostrative, ma con leggi che condannano al carcere ed a pesanti multe questi storici che esprimano opinioni differenti. Ce ne da un breve resoconto il prof. Faurisson, in una lettera scritta ad un suo collega iraniano:

    "Prendiamo il drammatico caso di Ernst Zündel. Sposato con un’Americana e residente pacificamente nello stato del Tennessee, egli è stato arrestato davanti al proprio domicilio il 5 febbraio 2003 e gettato in prigione con un pretesto menzognero. Poi, è stato consegnato al Canada dove, per più di due anni è marcito in un carcere di massima sicurezza in condizioni degradanti. Infine, è stato consegnato dal Canada alla Germania dove è oggi in carcere a Mannheim, in attesa di un processo per revisionismo. In Canada, come in Germania, i revisionisti sono privati del diritto di difendersi. In quei paesi, quando un uomo è accusato di revisionismo e si ritrova davanti ad un tribunale, il giudice inizia, secondo la prassi, facendogli prestare giuramento di dire la verità. Ma se, nel minuto che segue, l’accusato dice per esempio: “Io affermo che le pretese camere a gas naziste non sono esistite perché la verità – che io mi faccio forte di dimostrare – è che non sono potute esistere”, il giudice lo interrompe immediatamente. Il giudice canadese gli dirà: “Davanti a questo tribunale speciale [battezzato ‘Tribunale canadese dei diritti della persona’] l’argomentazione verità non è un mezzo di difesa” (‘Truth is no defence’). Quanto al giudice tedesco, egli gli dirà: “Lei non ha il diritto di contestare ciò che è di ‘notorietà pubblica' (‘offenkundig’)”. Così né il revisionista in questione né i suoi avvocati potranno presentare una difesa nel merito. In Canada, il giudice Pierre Blais, che presiedeva da solo, senza giuria e senza possibilità di appello, questo tribunale speciale è arrivato ad interrogare, a carico di Ernst Zündel, dei testimoni anonimi a porte chiuse. Poi a Mannheim, il presidente del tribunale ha ricusato successivamente i quattro avvocati che Ernst Zündel si era scelto, e ciò perché li sospettava di revisionismo.

    Sempre negli Stati Uniti, vicino Chicago, il Tedesco Germar Rudolf è stato rapito con lo stesso stile, strappato alla moglie americana ed al loro bambino e consegnato alla Germania; egli è in carcere a Stoccarda.

    Il Belga Siegfried Verbeke è stato arrestato all’aeroporto di Amsterdam e consegnato dall’Olanda alla Germania; egli è in carcere a Heidelberg.

    Lo storico britannico David Irving è stato arrestato mentre era in trasferta in Austria ed ora è in carcere a Vienna.

    Queste quattro persone incorrono in una pena di svariati anni di carcere salvo forse David Irving se, come fa capire il suo avvocato, ritratta, esprime il suo pentimento e si appella all’indulgenza del tribunale.

    Altri revisionisti sono in carcere in Germania o in Austria, in particolare l’avvocato Manfred Roeder, l’ex-preside Ernst G. Kögel ed il chimico Wolfgang Fröhlich.

    La Germania è diventata la “Guantanamo” d’Israele per il tramite di una sorta di mafia giuridico-poliziesca che, negli Stati Uniti e in Canada, se la prende con i revisionisti (e con certi arabo-musulmani) nel quadro, assai comodo, della “lotta contro il terrorismo”.

    In Svizzera sono recentemente usciti di prigione, ma potrebbero ritornarci, i revisionisti Gaston-Armand Amaudruz (84 anni) e René-Louis Berclaz.

    Importanti revisionisti vivono in esilio ed in condizioni difficili. Mi asterrei dal rivelare i loro nomi nonché i nomi dei paesi in cui essi hanno trovato rifugio.

    Resta il caso dei revisionisti che non sono né in carcere né in esilio. La loro esistenza non è davvero più invidiabile. La polizia non dà loro tregua, i tribunali li condannano. Per limitarsi alla Francia, Jean Plantin (perseguito a Lione), Vincent Reynouard (perseguito a Limoges) e Georges Theil (perseguito a Grenoble, a Limoges ed a Lione) sono incorsi o incorrono in varie condanne, ivi comprese pene detentive definitive. Il deputato europeo Bruno Gollnisch comparirà davanti al tribunale di Lione semplicemente per aver detto di auspicare che gli storici possano esprimersi liberamente sul problema dell’esistenza delle camere a gas naziste! Io stesso, dovrò comparire il 20 giugno 2006 davanti alla XVII sezione del tribunale penale di Parigi per aver concesso al canale televisivo iraniano “Sahar” un’intervista telefonica dal contenuto revisionista; la querela è stata sporta a Parigi dal signor Dominique Baudis, presidente del Consiglio superiore degli audiovisivi.

    Fredrick Töben, cittadino australiano di origine tedesca, svolgeva la sua attività revisionista in Australia e su Internet. Di passaggio in Germania, volendo investigare alla fonte sulla repressione giudiziaria del revisionismo in quel paese, si è ritrovato in prigione. Di ritorno in Australia, egli si è visto infliggere un “gag order”, vale a dire che è in linea di principio ridotto al silenzio pena una condanna d’ufficio.

    In Polonia, nella Repubblica Ceca ed in altri paesi d’Europa, dei revisionisti sono parimenti perseguiti e condannati.

    In Svezia, Ahmed Rami conduce con indomito coraggio una lotta per l’Islam ed al contempo per il revisionismo, che gli è valsa di fargli conoscere il carcere.

    In Germania, il numero delle pubblicazioni bruciate dalla polizia per revisionismo non è ufficialmente noto ma dovrebbe essere considerevole. Lo stesso accade in Canada.

    Io non evocherò qui le interdizioni professionali d’ogni sorta in vari paesi nonché i drammi familiari ed i suicidi provocati dalla repressione. In Germania, a Monaco, il 25 aprile 1995, il revisionista Reinhold Elstner si è immolato dandosi fuoco per protestare, aveva scritto, contro “il Niagara di menzogne” riversato sul suo popolo. La grande stampa tedesca ha passato sotto silenzio il suo atto eroico e la polizia tedesca ha, eseguendo degli ordini, confiscato i mazzi di fiori deposti sul luogo del sacrificio e proceduto al fermo di coloro che, con quel gesto di compassione, testimoniavano la propria sofferenza. In Francia, gruppi armati ebraici praticano impunemente la violenza anche all’interno del Palazzo di Giustizia di Parigi. Personalmente dal 1978 al 1993 ho subito dieci aggressioni fisiche da parte di ebrei che non sono, per questo, mai stati giudicati."

    Quindi agli storici non viene lasciato "fare il loro lavoro", anzi.

    Quanto agli attentati, alle minacce ed agli omicidi, basterà leggere cosa è capitato allo stesso professor Faurisson.

    Il professor Faurisson è stato vittima di dieci aggressioni fisiche tra il 20 novembre 1978 e il 31 maggio 1993 (due a Lione, due a Vichy, due a Stoccolma e quattro a Parigi). Sette di queste aggressioni sono dovute ad organizzazioni o a milizie ebraiche francesi (due a Lione, una a Vichy, una a Stoccolma da parte di ebrei francesi venuti in aereo da Parigi ed unitisi a ebrei svedesi, una alla Sorbona ed una al Palazzo di giustizia di Parigi).

    La prima di queste sette aggressioni ha avuto luogo il 20 novembre 1978: è stata annunciata su Libération-Lyon dal giornalista ebreo Bernard Schalscha, che ha indicato il giorno, il luogo e l'ora del corso tenuto dal professore. Membri dell'Unione degli studenti ebrei venuti in treno da Parigi, in prima classe, attaccano il professore all'Università; il dottor Marc Aron, cardiologo, presidente del comitato di coordinamento delle istituzioni e delle organizzazioni ebraiche di Lione, è presente sulla scena.

    La seconda aggressione ha avuto luogo quando il professore, qualche settimana più tardi, ha tentato di riprendere i suoi corsi; quel giorno il dottor Marc Aron era di nuovo presente all'università.

    Il 12 settembre 1987, alla Sorbona, membri di una milizia ebraica hanno attaccato Henry Chauveau (ferito gravemente), Michel Sergent, Pierre Guillaume e Freddy Storer (belga), nonché il professor Faurisson, ferendo tutti. Le guardie della Sorbona hanno arrestato uno degli aggressori, ma un responsabile della polizia, in borghese, ha fatto rilasciare l'aggressore ed ha espulso con violenza il professore dall'aula dell'università. Ricordiamo che R. aveva insegnato alla Sorbona.

    Il 16 settembre 1989, R.è stato vittima di un'imboscata vicino a casa sua, in un parco di Vichy, da un gruppo di tre giovani: senza l'intervento di un passante, sarebbe stato finito a calci in testa. Ferito, ha dovuto subire una lunga operazione chirurgica; l'inchiesta della polizia giudiziaria confermerà che l'aggressione era imputabile a «giovani attivisti ebraici parigini». La sera dell'aggressione, R.aveva notato con sorpresa la presenza, in prossimità del parco, di un certo Nicolas Ullman (nato nel 1963); il 12 giugno 1987, quest'ultimo aveva violentemente colpito il professore allo Sporting-Club di Vichy. Alla polizia giudiziaria, N.-Ullman, interrogato sulle ragioni della sua presenza nei luoghi sopraddetti, forniva risposte vaghe e contraddittorie; inoltre, pretendeva di aver partecipato, lo stesso giorno dell'aggressione, ad un «ballo mascherato» che avrebbe avuto luogo a Parigi -- di qui l'evidente impossibilità per chiunque, se non per il suo amico e ospite, di confermarne per quel giorno la presenza a Parigi. Si deve notare che il giudice istruttore di Cusset (vicino Vichy), Jocelyne Rubantel, non ha mai convocato il professore per ascoltarlo: lo ha ricevuto nel suo ufficio come un criminale, solo per informarlo che avrebbe chiesto un non luogo a procedere, che infatti ha finito per ottenere. Non c'è stata alcuna perquisizione alla sede del Betar-Tagar a Parigi. Una tale perquisizione avrebbe provocato troppa «collera» nella comunità ebraica.

    Il 16 ottobre 1989, giusto un mese dopo l'attentato di Vichy, una bomba esplode, devastandoli, davanti ai locali del periodico Le Choc du mois di Parigi. L'attentato è rivendicato dall'OJC e da gruppi di estrema sinistra. Eric Letty, che aveva dedicato un articolo al caso del professor Faurisson, sarebbe stato ucciso dalla bomba se non avesse, per miracolo, scoperto in tempo l'imminenza dell'esplosione.

    Ci manca lo spazio per elencare qui tutte le altre aggressioni di cui il professore è stato bersaglio.


    "Ribadisco quel che ho già detto: perché Ahmadinejad dovrebbe richiedere una commissione di inchiesta su fatti storici accaduti 60 anni fa e che non riguardarono direttamente il suo paese? Che gli importa? Noi forse chiediamo una commissione di inchiesta imparziale sulla presa del potere dei comunisti cinesi nel '49?"

    Ahmadinejad ha chiesto una commissione d'inchiesta perchè il preteso sterminio dei giudei durante la seconda guerra mondiale - a cui bisogna comunque anche affiancare i 9 milioni di tedeschi e 17 milioni di russi deceduti, mai ricordati - è l'unica giustificazione che viene fornita dai difensori di Israele per legittimare la creazione di questo tumore. E come dice il presidente iraniano: "La domanda è la seguente: se gli europei dicono la verità quando affermano che nella II° Guerra Mondiale furono uccisi 6 milioni di giudei nei forni crematori, insistono su questo ed arrestano chi dice il contrario, allora, se hanno perpretato simile crimine, perchè è la nazione palestinese a pagarne il prezzo? Perchè sono venuti nel cuore del mondo islamico e nell'amata Palestina con le loro bombe, i loro lanciagranate, i loro missili, le loro sanzioni ed i loro crimini?"

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da cornelio
    Presidente iraniano, andrebbe condotta da parti imparziali
    Ahmadinejad: indagine su Olocausto(ANSA) - SHANGHAI, 16 giu - L'olocausto degli ebrei dovrebbe essere oggetto di una indagine condotta da 'parti imparziali'. Lo ha detto oggi Ahmadinejad. Il presidente iraniano si trova a Shanghai per partecipare al vertice regionale dell'Ocs. 'Se esso e' avvenuto, allora la questione non deve essere regolata in Palestina', ha continuato il presidente iraniano, aggiungendo che 'ebrei, cristiani e musulmani sono tutti rispettabili e hanno i loro diritti e la loro dignita''.© Ansa
    Iran campione del mondo dei crimini contro l'umanità.

    Si impiccano ancora i bambini da quelle parti? a me risulta di si.

  8. #8
    Markus_Wolf
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    Citazione Originariamente Scritto da Davide Nurra
    Iran campione del mondo dei crimini contro l'umanità.

    Si impiccano ancora i bambini da quelle parti? a me risulta di si.
    Detto da uno che sostiene quel lager a cielo aperto chiamato Israele...

  9. #9
    alfredoibba
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    Auguri per l' iniziativa. E' sacrosanta.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Davide Nurra
    Iran campione del mondo dei crimini contro l'umanità.

    Si impiccano ancora i bambini da quelle parti? a me risulta di si.
    Come ti risulta? Spiegacelo...

 

 
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