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Perchè Ducario?
Perchè Ducario è il solo nome di un nostro antenato celta, che non fosse un re o un condottiero, che ci è pervenuto grazie a un suo atto di eroismo in battaglia. Era un cavaliere insubre, un guerriero qualsiasi, che alla battaglia del Trasimeno aveva riconosciuto nel console romano Caio Flaminio Nepote uno dei capi di quelli che avevano pochi anni prima massacrato la sua gente, depredato la sua comunità e distrutto il suo villaggio. Non abbiamo altre notizie di lui, non sappiamo che fine abbia fatto, se abbia in seguito combattuto a Canne o in altre battaglie. Sappiamo solo che era un giovane combattente insubre, che aveva un cavallo, che si è comportato con coraggio e che ha combattuto per liberare la propria terra e vendicare i propri connazionali massacrati.
Era un giorno del mese di giugno del 217 a.C., quando l’esercito comandato da Annibale e composto in buona parte da suoi alleati celti cisalpini si è scontrato sulle rive del lago Trasimeno con le legioni romane. Così descrive l’episodio Tito Livio (XXII, 6, 1-5):
“Si combatté per quasi tre ore e dovunque ferocemente; tuttavia, la battaglia fu più violenta e minacciosa intorno al console. Lo seguiva il fiore dei soldati, mentre egli stesso era attivo nel soccorrere i suoi in qualunque punto li scorgesse oppressi ed in grave disagio. I nemici si scagliavano con grande violenza contro di lui, che si distingueva per l’armatura, mentre i suoi concittadini lo proteggevano, finché un cavaliere insubre, che si chiamava Ducario, riconoscendo il console anche dal volto, rivolto ai suoi connazionali: “Ecco – disse - è proprio costui che fece strage delle nostre legioni e saccheggiò i nostri campi e la nostra città! Io consacrerò questa vittima come un’offerta alle anime dei concittadini indegnamente uccisi”. Cacciati gli sproni nel ventre del cavallo, si gettò impetuosamente in mezzo alla foltissima schiera dei nemici ed abbattuto prima lo scudiero che si era lanciato incontro a lui che avanzava minaccioso, trafisse il console con l’asta; i triari, opponendo gli scudi, tennero lontano l’assalitore che bramava di spogliarne il corpo. Cominciò allora la fuga di gran parte dell’esercito ed ormai nè il lago nè i monti si opponevano più allo sgomento; i Romani tentavano di fuggire come ciechi per ogni luogo su per dirupi e precipizi, mentre le armi e gli uomini precipitavano gli uni sugli altri”.
Oggi ci piace ricordare quel nostro antenato perchè non era un capo, forse non era neppure un uomo importante nella sua comunità, era una persona qualsiasi. Quando però si devono difendere libertà e ideali sono proprio le persone qualsiasi che si devono alzare in piedi e fare sentire le loro ragioni. Ducario è il simbolo del cittadino comune che vuole difendere la propria libertà, la propria gente, le sue proprietà e i suoi diritti. Oggi, che le nostre libertà e identità sono calpestate dai nemici ma anche da finti amici, ciascuno di noi deve diventare come Ducario. Ognuno di noi è Ducario. Ognuno deve poter dire: “Ducario sono io”.
Presentazione
Da più di quattro anni non viene convocato alcun Congresso della Lega Nord. In questo tempo sono successe molte cose, alcune delle quali realmente drammatiche per il Movimento, come la malattia di Bossi, il crack della CrediEuroNord, la connessa difesa di Fazio e le ultime sconfitte elettorali.
Ci sembra estremamente necessario che la base del Movimento – che ne costituisce l’essenza vitale – debba confrontarsi per chiarire quali siano i futuri indirizzi politici e come debba essere gestita la struttura. Oggi il Segretario Federale non è palesemente più in grado di sopportare tutto il carico di impegni e il ruolo che lui stesso aveva impostato e attorno al quale girava l’intera macchina leghista. È piuttosto evidente che gli debba essere affiancato un nucleo operativo di grande efficienza e che goda della fiducia della militanza. Oggi un certo numero di persone parla a suo nome senza averne alcuna legittimità statutaria: non può bastare nè il comprensibile affetto che il Segretario dimostra per le persone che gli stanno attorno nè l’assiduità con cui alcune di esse ne interpretano il pensiero a sostituire un mandato di delega democraticamente espressa.
Il momento politico è estremamente delicato, la rappresentanza parlamentare del partito è ridotta di numero e di capacità operative, l’imminenza di un referendum cruciale e lo sbandamento della Base richiedono misure drastiche per riportare il Movimento nella rotta indicata dalla sua storia e dall’idealità delle donne e degli uomini che lo compongono.
Per questo diventa urgente la convocazione di un Congresso assolutamente straordinario per le modalità del confronto e per i problemi che vanno affrontati e risolti.
La raccolta di firme che viene iniziata non ha riscontro nella prassi statutaria ma è la risposta più efficace e generosa alla gravità del momento.
Si richiede che il Congresso nomini un gruppo di persone gradite alla Base che affianchi il Segretario nel difficile compito di eseguire una serie di operazioni di risanamento che vengono elencate nella richiesta e sulle quali vale la pena di soffermarsi.
Sono anni che la militanza sempre più disorientata assiste alla diffusione di notizie di stampa sull’assegnazione di incarichi di vario tipo a uomini designati dalla Lega. Molti di questi incarichi sono prestigiosi e molto ben retribuiti, e spesso vengono assegnati a gente estranea alla vita del Movimento, oppure a nomi che ricorrono con inquietante frequenza. Le notizie che circolano tentano di mettere la Lega sullo stesso piano degli altri partiti dediti alle peggiori politiche spartitorie e clientelari. Proprio per evitare questa calunnia, per dimostrare la nostra diversità e per rassicurare la Base è opportuno, per rispettare il principio di trasparenza, che tutti gli incarichi vengano resi pubblici e che si faccia sapere a chi rispondono del loro operato gli incaricati, chi li coordina e valuta, e anche se e quanto l’operazione aiuta in termini economici il Movimento, fermo restando che in futuro la Lega Nord non dovrà più interferire nell’assegnazione di incarichi operativi in aziende ed enti. Le selezioni dovranno essere fatte da “cacciatori di teste” sulla base delle qualifiche professionali necessarie e indipendentemente dalle simpatie politiche dei candidati.
La vicenda della nostra banca è veramente dolorosa e anche in questo caso la Base è costretta ad apprendere le notizie da organi di comunicazione che non ci sono amici. È pertanto improcrastinabile che vengano rivelati tutti i retroscena della storia, che si dica chi ha preso i soldi, chi li ha sprecati e chi è responsabile della cattiva gestione. Tutto questo deve avvenire prima che se ne occupi la magistratura italiana o – peggio – che tutto finisca sotto silenzio. Se qualcuno ha sbagliato è giusto che paghi, indipendentemente dalla sua posizione nell’organigramma del partito. Soprattutto si deve pensare di risarcire fino all’ultimo centesimo tutti i militanti che sono stati defraudati: non importa se questo debba rendere necessario ricorrere agli stipendi dei parlamentari e degli incaricati, ai rimborsi elettorali o alla vendita del patrimonio immobiliare. Di fronte a una azione decisa, è certo che anche la Base saprà fare la sua parte per aiutare i fratelli danneggiati.
Occorre che i bilanci del Movimento e di tutte le sue emanazioni vengano resi pubblici e trasparenti. Il bilancio ufficiale, predisposto nel rispetto della legge, non è sufficiente: è necessario sia redatto e reso pubblico il bilancio consolidato, nel quale siano incluse tutte le attività e tutte le passività riconducibili al Movimento e da esso controllate, direttamente, indirettamente o per interposta persona, sia in Italia che in ogni altra parte del mondo. La Base vuole conoscere quanti soldi sono stati incassati e come sono stati spesi. In questa operazione di trasparenza rientra la necessità di fare conoscere la situazione delle varie società collegate e, in particolare, della Pontidafin comunicandone l’assetto azionario. La nostra gente ha il diritto di sapere a chi appartengono gli immobili del partito (a cominciare da Via Bellerio), quale sia la vera situazione del Prato di Pontida e che destino abbia avuto il Palazzo del Governo di Venezia o i soldi ricavati dalla sua vendita.
Da troppo tempo si assiste alla formazione di movimenti politici che si rifanno all’autonomismo regionalista o padanista, e spesso si tratta di parti che si staccano dalla Lega per ragioni che poco hanno a che vedere con idealità profonde, ma molto con contrapposizioni personali. Si tratta in ogni caso di gruppi che perseguono in tutto o in parte i nostri stessi obiettivi e con i quali bisogna cominciare a convivere. In tutti gli altri paesi in cerca di autonomia esistono numerosi partiti che si fanno concorrenza ma che – quando serve – si possono anche alleare contro il comune nemico. È venuto il momento che la Lega cerchi un dialogo con tutti i fratelli separati che non siano pregiudizialmente ostili, per studiare comuni azioni che sono rese necessarie anche dalle attuali leggi elettorali. Se alle ultime elezioni la Lega avesse trovato un accordo con i più importanti di questi gruppi, oggi avrebbe una ventina di parlamentari padani in più e la Casa delle Libertà sarebbe al governo. Lo stesso spirito di collaborazione va ricercato con tutti i movimenti autonomisti europei con i quali i rapporti sono invece piuttosto difficili a causa di certe posizioni poco autonomiste assunte dalla Lega in varie occasioni.
Da anni il Movimento ha rinunciato alla forza delle immagini identitarie limitandosi a sostenere lucidate baggianate come Miss Padania o tenendo in vita numerose associazioni, alcune delle quali in realtà sono solo scatole vuote. Si è rinunciato a puntare con fermezza sulla necessità di cultura, discussioni, idee e anche di linguaggi in grado di caratterizzare i nostri obiettivi di autonomia, di federalismo e di libertà. Invece si sono trasformati i nostri organi di informazione in patetici bollettini parrocchiali. I migliori giornalisti e collaboratori sono stati cacciati, il quotidiano è ridotto al ruolo di “Pravdania” (così ormai lo chiama la Base) senza il necessario dibattito nè spirito critico. Il risultato sono alcuni baracconi che sopravvivono con i contributi dello Stato e che ormai solo in pochi guardano, leggono o ascoltano. É necessario dare una radicale ripulita tagliando – se necessario – gli organi inutili. I mezzi di informazione devono tornare a essere diffusori di idee e di cultura, e fucine di dibattito e confronto di idee all’interno del mondo autonomista, federalista, liberista e identitario.
Il Parlamento di Chignolo e il Governo Provvisorio non avevano solamente una forte e intelligente valenza simbolica. Infatti essi avevano anche – prima che il loro ruolo fosse svilito e svuotato – una insostituibile funzione di fabbrica di idee e di dibattito democratico. Sarebbe estremamente indicativo oggi riconvocarli ritrovando l’unità di intenti e la concordia fra le varie componenti geografiche, identitarie e ideologiche che vi erano rappresentate. Sia il Parlamento che il Governo avrebbero potuto e dovuto essere il luogo più adatto alla formazione e alla selezione della classe dirigente leghista e delle candidature ai ruoli istituzionali. Le scelte sono invece state fatte sulla base di criteri ignoti o discutibili e questo spiega non solo le continue perdite di voti ma anche lo scarso affetto e la limitata considerazione che la Base ha nei confronti di alcuni degli attuali parlamentari e dei quadri più elevati delle gerarchie del partito.
La raccolta delle adesioni a questa richiesta coinvolge tutti coloro che sono attualmente Soci Ordinari Militanti della Lega Nord ma è estesa anche a tutti quelli che lo sono stati e che per qualche ragione – dal fatidico 1996 in poi – si sono o sono stati allontanati. Sono naturalmente esclusi coloro che sono stati cacciati per indegnità o che si sono in seguito intruppati in qualche partito italiano.
Sono invitati ad aderire all’iniziativa tutte le donne e gli uomini che credono negli ideali di libertà e di indipendenza dei popoli padano-alpini e che hanno riposto per anni le loro speranze e la loro fiducia nella Lega Nord, che hanno lavorato e che intendono ancora farlo, ma che hanno bisogno di sentirsi parte di una comunità umana e ideale onesta e coesa.
Viva la Padania libera!
Testo della Richiesta
DUCARIO
Visto l’art. 9 dello Statuto della Lega Nord per l’indipendenza della Padania, che prevede che il Congresso Federale sia convocato ogni tre anni in via ordinaria;
Preso atto che l’ultimo Congresso Federale si è svolto in data 1-3 marzo 2002;
Considerato che, in ossequio a quanto stabilito dall’art. 12 del sopracitato Statuto, il Consiglio Federale (il quale determina le linee politiche del Movimento) dura anch’esso in carica tre anni;
Consci del fatto che in un Movimento popolare come la Lega Nord i militanti costituiscono la vera forza vitale;
I sottoscrittori del presente documento
Chiedono
l'immediata convocazione di un Congresso Straordinario della Lega Nord. Visto il momento critico in cui versa il Movimento, in occasione del Congresso, in deroga allo Statuto vigente, dovranno avere diritto di parola e di voto tutti coloro che sono o sono stati soci militanti ordinari dal settembre 1996, con l'eccezione di chi abbia aderito a partiti italiani.In sede di Congresso, inoltre, si dovrà mettere ai voti un emendamento di modifica transitoria dello Statuto vigente affinchè il Segretario Federale venga temporaneamente affiancato da un Direttorio eletto in sede di Congresso. Il Segretario Federale e il Direttorio si impegnano a mettere ordine nel partito e a indire, entro una scadenza decisa dal Congresso Straordinario, un Congresso Federale Ordinario nel quale rinnovare tutte le cariche sulla base dei principi di massima rappresentatività e libertà. Detto Direttorio si impegnerà, in collaborazione con il Segretario Federale, anche a:
1. Rendere pubbliche tutte le cariche elettive e gli incarichi assegnati e fatti assegnare dal partito, con i nomi dei beneficiari, le funzioni, gli emolumenti percepiti e le quote versate al partito.
2. Indagare sulle vicende legate alla CrediEuroNord, con l'individuazione degli errori e delle malversazioni e l'indicazione dei responsabili. Studiare un completo piano di rimborso di tutte le somme impegnate dagli azionisti.
3. Rendere pubblica la situazione patrimoniale e immobiliare del Movimento.
4. Prendere contatto con tutte le formazioni autonomiste padano-alpine per studiare un fronte comune. Ricostruire rapporti normali con tutti i movimenti autonomisti europei.
5. Rifare l'immagine del movimento, con la revisione dei simboli identitari e del linguaggio mediatico. Ristrutturare radicalmente i mezzi di informazione. Attivare momenti di confronto fra le varie componenti del mondo autonomista e federalista.
6. Convocare il Parlamento di Chignolo e il Governo Provvisorio della Padania.
Il Direttorio si deve anche impegnare a riproporre con chiarezza al Congresso gli obiettivi originari del Movimento e cioè:
1. Riforma federalista dello Stato sulla base del Progetto di Assago.
2. Attuazione di un vero federalismo fiscale basato sulla più completa autonomia impositiva e di spesa degli enti locali. Limitazione della presenza pubblica nell’economia.
3. Difesa dei valori culturali e identitari delle comunità.
4. Scrupolosa difesa delle libertà individuali. Lotta per l'eliminazione dei reati di opinione, vilipendio, eccetera.
5. Blocco dell’immigrazione e rigorosa difesa dell' ambiente.
I firmatari dichiarano di essere o di essere stati Soci Militanti Ordinari della Lega Nord
Le adesioni al Progetto Ducario possono essere formulate in due modi.
1
Mediante la sottoscrizione dei moduli per la raccolta delle firme, compilati di nome e cognome e comune di residenza. I moduli vanno poi consegnati ai responsabili dei Comitati regionali o di zona che verranno indicati anche su questo sito.
Nel caso i moduli si rivelassero irreperibili o insufficienti, essi possono essere fotocopiati da quelli esistenti o scaricati da questo sito.
2
Mediante adesione diretta a questo sito. È sufficiente inviare una mail contente nome e cognome e comune di residenza con il testo: “Aderisco al Progetto Ducario”. L’adesione per via telematica può anche essere fatta collettivamente da un gruppo di persone purchè siano riportati i dati di tutti i sottoscrittori.
La scheda Scaricabile
PROGETTO DUCARIO
Richiesta
Visto l’art. 9 dello Statuto della Lega Nord per l’indipendenza della Padania, che prevede che il Congresso Federale sia convocato ogni tre anni in via ordinaria;Preso atto che l’ultimo Congresso Federale si è svolto in data 1-3 marzo 2002;Considerato che, in ossequio a quanto stabilito dall’art. 12 del sopracitato Statuto, il Consiglio Federale (il quale determina le linee politiche del Movimento) dura anch’esso in carica tre anni; Consci del fatto che in un Movimento popolare come la Lega Nord i militanti costituiscono la vera forza vitale; I sottoscrittori del presente documento Chiedono l'immediata convocazione di un Congresso Straordinario della Lega Nord. Visto il momento critico in cui versa il Movimento, in occasione del Congresso, in deroga allo Statuto vigente, dovranno avere diritto di parola e di voto tutti coloro che sono o sono stati soci militanti ordinari dal settembre 1996, con l'eccezione di chi abbia aderito a partiti italiani. In sede di Congresso, inoltre, si dovrà mettere ai voti un emendamento di modifica transitoria dello Statuto vigente affinchè il Segretario Federale venga temporaneamente affiancato da un Direttorio eletto in sede di Congresso. Il Segretario Federale e il Direttorio si impegnano a mettere ordine nel partito e a indire, entro una scadenza decisa dal Congresso Straordinario, un Congresso Federale Ordinario nel quale rinnovare tutte le cariche sulla base dei principi di massima rappresentatività e libertà.
Detto Direttorio si impegnerà, in collaborazione con il Segretario Federale, anche a:
1. Rendere pubbliche tutte le cariche elettive e gli incarichi assegnati e fatti assegnare dal partito, con i nomi dei beneficiari, le funzioni, gli emolumenti percepiti e le quote versate al partito.
2. Indagare sulle vicende legate alla CrediEuroNord, con l'individuazione degli errori e delle malversazioni e l'indicazione dei responsabili. Studiare un completo piano di rimborso di tutte le somme impegnate dagli azionisti.
3. Rendere pubblica la situazione patrimoniale e immobiliare del Movimento.
4. Prendere contatto con tutte le formazioni autonomiste padano-alpine per studiare un fronte comune. Ricostruire rapporti normali con tutti i movimenti autonomisti europei.
5. Rifare l'immagine del movimento, con la revisione dei simboli identitari e del linguaggio mediatico. Ristrutturare radicalmente i mezzi di informazione. Attivare momenti di confronto fra le varie componenti del mondo autonomista e federalista.
6. Convocare il Parlamento di Chignolo e il Governo Provvisorio della Padania.
Il Direttorio si deve anche impegnare a riproporre con chiarezza al Congresso gli obiettivi originari del Movimento e cioè:
1. Riforma federalista dello Stato sulla base del Progetto di Assago.
2. Attuazione di un vero federalismo fiscale basato sulla più completa autonomia impositiva e di spesa degli enti locali. Limitazione della presenza pubblica nell’economia.
3. Difesa dei valori culturali e identitari delle comunità.
4. Scrupolosa difesa delle libertà individuali. Lotta per l'eliminazione dei reati di opinione, vilipendio, eccetera.
5. Blocco dell’immigrazione e rigorosa difesa dell' ambiente.
I firmatari dichiarano di essere o di essere stati Soci Militanti Ordinari della Lega Nord




Rispondi Citando
....dove sono le centinaia di migliaia di firme?

