
Originariamente Scritto da
subiectus
Immagino che nel corso della vostra esistenza sulla Terra, più volte (anche se mi auguro che siano state poche) sarete incappati in questa parola, "boiata" (o altra equivalente), a me è capitato qualche volta di sentirmerlo dire o di dirlo a mia volta, e va da sé che in entrambi i casi solo una delle due parti era d'accordo con tale giudizio (con conseguenti discusssioni anche con parole non molto urbane). Il problema è appunto questo: l'estrema soggettività del concetto, che si estrinseca nell'unidirezionalità dell'affermazione, che spesso (per non dire sempre) non viene condivisa dal'interlocutore), da dire che però sovente si tiene tale opinione in pectore, poiché vi sono spesso ragioni per così dire "diplomatiche" che impediscono la libera formulazione di un'opinione in tal senso, o almento questo è quanto capita a me, come ve la cavate voi quando dovete esprimere un giudizio siffatto?
PS: probabilmente anche questo post lo è, ma com e si dice, anche se si vuol parlare contro la filosofia, si deve filosofeggiare per enunciarne i limiti, allo stesso modo temo che per parlare delle boiate si rischi anche di scriverne.