
Originariamente Scritto da
Sandinista
Nasce in una famiglia povera e numerosa ( nove fratelli e cinque sorelle) in una township sudafricana. compie numerosi lavori manuali (calzolaio, minatore, falegname) prima di scoprire la vena artistica e dedicarsi a tempo pieno alla pittura e alla musica. Nel 1990 si trasferisce a città del capo: l'anno seguente inizia le sue prime opere tridimensionali, che espone alla Gallery 709 e che lo fanno conoscere come uno dei maggiori esponenti dell'arte contemporanea africana.
Le composizioni dell'artista sudafricano sono a metà strada tra la pittura e la scultura: su uno sfondo dipinto egli applica in rilievo gli elementi delle sue vedute, costituiti da materiali eterogenei, sabbia, mattoni, gomma, pietre, latta, cartone, uniti con colla. A prima vista sembrano teatrini o dei giochi infantili, ma rivelano una grande sensibilità e possiedono una non comune spontaneità e frescehzza significativa. Egli ambienta le sue opere nelle township, zone della periferia urbana del Sudafrica riservate agli africani di colore. Sono veri e propri ghetti, dove le grandi industrie trovano manodopera a basso costo. Nkumanda raffigura queste scene di vita quotidiana con semplicità e affetto; i suoi toni non sono polemici, ma poetici e in parte lievemente umoristici.
Nonostante la povertà e i disagi, i protagonisti delle sue creazioni vivono una vita serena e dignitosa: lavorano, si riposano, giocano, cantano e ballano e forse sognano di poter vivere, un giorno, un'esistenza migliore.

township-olio e collage su carta

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A luta continua