In relazione alla vicenda degli attacchi islamici al Papa, ha avuto molto successo tra la stampa di sinistra il tabù inventato da Repubblica, un giornale che ho smesso di leggere da quando ho capito che scopare è meglio che farsi le pippe.
Dunque, il tabù consisterebbe nel far divieto agli esponenti di una religione di parlare dei dogmi di altre religioni. Facile inventarsi un principio e poi dire che qualcun altro l'ha violato. Ma quando mai?
qualcuno precisa meglio il dogma-tabù, dicendo che il papa dovrebbe parlare di Gesù e non di Maometto. Ma se è per questo i cristiani parlano pochissimo di Maometto. Sono gli islamici che parlano spessissimo di Gesù. I censori del papa sanno che Gesù è citato anche nel Corano? Peccato che il Corano e gli islamici neghino la divinità di Gesù. Non dicono che Gesù sbagliava nel predicare di dare l'altra guancia, così come il Papa non concorda con Maometto quando incita alla guerra santa. No, dicono che Gesù non è dio. E scusate se è poco. Provate a dire a Berlusconi che non è Dio. E poi vediamo se non si incazza.
In ogni caso, è davvero triste assistere allo spettacolo di questi gazzettieri finti liberal e finti democratici che invocano tabù contro la libertà di pensiero e di parola, non rendendosi conto che oggi i nazi-islamisti iniziano col Papa (per la verità avevano già iniziato con romanzieri, registi e vignettisti) e domani colpiranno anche loro. Il che non sarebbe bello anche se non farebbe male alle mie categorie mentali leggere qualche cacchiata in meno su Repubblica e Il Manifesto.
Cari compagni, laicisti immaginari, a me non me ne frega un cacchio del papa o del Vaticano. Per quel che mi riguarda, possono anche trasformare la Basilica di San Pietro in un complesso di campi da tennis coperti e la piazza del Vaticano in una campo di golf (sport entrambi non rientranti tra i miei preferiti).
Anche ai nazi-islamisti interessa poco quel che pensa o dice il Papa. Lo vogliono in ginocchio perchè ci vogliono in ginocchio. Vogliono che rinunciamo ai nostri principi ed alle nostre libertà. Le violenze contro la lezione teologica del papa, le vignette danese, il film di Van Gogh, il libro di Salman Rushdie sono solo prove generali del tentativo degli islamisti di porre il veto alla nostra libertà di pensiero. Si inizia imponendo una sorta di autocensura, quella avvallata da Repubblica; poi si passerà alla censura vera e propria, al rogo di libri e giornali ed al rogo degli uomini. No pasaran.


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