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Citazione:
Originariamente Scritto da
Iron81
L'economia è tutto, vero Ronnie?
Ma ****, sono codesti ragionamenti che hanno portato il mondo dov'è adesso... sulll'orlo del baratro.
Interpretando il post di Ronnie, credo volesse semplicemente ribadire il giusto concetto che dal punto di vista tecnologico o a grandi linee evolutivo, la ricerca dell'efficienza di una data tecnologia debba necessariamente fare seguito alla realizzazione della tecnologia stessa, senza creare dannosi arretramenti culturali e sociali o arroccamenti perchè si temono gli sviluppi e i pericoli connessi al suo uso.
Per fare un esempio, chi si oppone alla costruzione di una centrale nucleare perchè ritenuta altamente pericolosa, impedisce lo sviluppo tecnologico di tutta la branca e indirettamente lo sviluppo di tecnologie di efficienza/sicurezza, privando così il paese di una risorsa sicura e del progresso economico e culturale ad essa legato.
Chi si oppone alla costruzione del ponte di Messina perchè si andrebbe a trovare in zona sismica, impedisce la messa in opera di tecnologie antisismiche a 360° e così via...
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Citazione:
Originariamente Scritto da
W. Von Braun
Interpretando il post di Ronnie, credo volesse semplicemente ribadire il giusto concetto che dal punto di vista tecnologico o a grandi linee evolutivo, la ricerca dell'efficienza di una data tecnologia debba necessariamente fare seguito alla realizzazione della tecnologia stessa, senza creare dannosi arretramenti culturali e sociali o arroccamenti perchè si temono gli sviluppi e i pericoli connessi al suo uso.
Per fare un esempio, chi si oppone alla costruzione di una centrale nucleare perchè ritenuta altamente pericolosa, impedisce lo sviluppo tecnologico di tutta la branca e indirettamente lo sviluppo di tecnologie di efficienza/sicurezza, privando così il paese di una risorsa sicura e del progresso economico e culturale ad essa legato.
Chi si oppone alla costruzione del ponte di Messina perchè si andrebbe a trovare in zona sismica, impedisce la messa in opera di tecnologie antisismiche a 360° e così via...
Hai detto bene: indirettamente.
Come al solito prima si crea la tecnologia, poi si fanno i danni e per finire si studia il modo di ripararli. Se non che quando si è trovato la cura la tecnologia è già avanzata e si deve riparare ad altri danni nuoci.
Anche questo è un modo per creare posti di lavoro: nella ricerca tecnologica, nella ricerca dei rimedi, nella ricerca delle cure alle malattie, negli ospedali ecc. ecc. ecc.
Ma non vi siete mai chiesti per quale motivo popolazioni come i greci ed i romani pur avendo conoscenze avanzatissime in campi come la matematica hanno sempre utilizzato la tecnologia con sobrietà e nel rispetto del mondo che li circondava?
Erano così coglioni loro da averne le possibilità e non addentrarsi in campi che non sapevano dove li avrebbero portati o siamo coglioni noi che invece deturpiamo la natura per questa presunta "sete di conoscenza"?
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Citazione:
Originariamente Scritto da
Massimiliano71
Hai detto bene: indirettamente.
Come al solito prima si crea la tecnologia, poi si fanno i danni e per finire si studia il modo di ripararli. Se non che quando si è trovato la cura la tecnologia è già avanzata e si deve riparare ad altri danni nuoci.
Anche questo è un modo per creare posti di lavoro: nella ricerca tecnologica, nella ricerca dei rimedi, nella ricerca delle cure alle malattie, negli ospedali ecc. ecc. ecc.
Ma non vi siete mai chiesti per quale motivo popolazioni come i greci ed i romani pur avendo conoscenze avanzatissime in campi come la matematica hanno sempre utilizzato la tecnologia con sobrietà e nel rispetto del mondo che li circondava?
Erano così coglioni loro da averne le possibilità e non addentrarsi in campi che non sapevano dove li avrebbero portati o siamo coglioni noi che invece deturpiamo la natura per questa presunta "sete di conoscenza"?
Il tuo ragionamento è un suicidio evolutivo, nonchè un percorso che stride con la natura umana di esplorazione e conoscenza, che procede a tentativi.
I Romani hanno costruito la loro potenza sulla civiltà, che non è altro che progresso tecnologico, e non hanno esitato a sfruttare la natura a loro vantaggio, entro i limiti (non autoimposti) delle loro possibilità.
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Citazione:
Parti da due presupposti completamente errati:
-la possibilità di crescita infinita
Lo spazio oltre l'atmosfera esiste o è una cosa falsa? Hai notizia di una quantità immensa miliardi di miliardi di miliardi di tonnellate di ogni materia prima possibile immaginabile? Se no allora A ME risulta che tu dica un sacco di cazzate!
Ti risulta l'esistenza di una quantificazione finita dell'energia nel cosmo "filosofico" (cioè in quello oltre l'osservabile), in altre parole c'eri quando c'è stato il big bang e sai che è "x" e che non ce ne sono stati altri collegati con questo o da qualcuno "creati"?? Sai spiegarmi cosa sono, o meglio da dove vengono, i fiotti dei G-Ray bursts e perchè sono polarizzati?
Ti risulta o no l'esistenza di teorie scientifiche anche molto valide che parlano già di più universi?
- Hai la cognizione del fatto che "SE esiste un limite" non lo troveremo prima dello stato di massima entropia termica generale? -
ti consiglio un racconto di Asimov che ho riletto recentemente: "l'ultima domanda".
Ora che abbiamo ristabilito i rapporti, tra chi "puo' dire che una cosa c'è" e chi "non puo' dire che una cosa non c'è" possiamo trarre le conclusioni:
Chiariamo che se io ti sembro in errore ad AFFERMARE LA POSSIBILITA' di una crescita infinita evidentemente hai assunti PRE-costituiti e PRE-giudiziali DI FONDO non dimostrati dalla scienza e che dunque valgono quanto il piscio di un gatto per comprare un rolex.
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Adesso si comincia a giocare serio. Meglio parlare con più chiarezza, io ci tengo alle vostre teste. Ecco una buona lettura, una parte di un libro scritto da uno scienziato e da un politico, che parla proprio di queste cose:
De Libertate
Libro secondo
CAP . VI
VERSO UN NUOVO SPAZIO : IL GRANDE PROGETTO
Una cultura Nucleare per una visione Tradizionale . 6.1
Si cerchera’ di tratteggiare uno sfondo in questo capitolo, di individuare una
prospettiva, ancora lontana ma razionalmente immaginabile, nel cui quadro poter
inserire un'idea di sviluppo e di futuro per la specie umana, poi si trattera’ dei mezzi
necessari, dato che quella prospettiva presuppone la creazione di determinate
condizioni, per essere concepibile, realizzabile e financo desiderabile e infine si
parlera’ di principii, poiche’ bisogna aver chiaro i perche’ dell'azione e dunque i valori
che si vogliono salvaguardare e trasmettere . Valori che sono poi quelli di una visione
naturale e tradizionale della vita, che vogliamo recuperare . Una visione tradizionale
che e’ stata messa in crisi anzitutto dalla mancanza psicologica del senso di profondita’
del tempo e dello spazio, perche’ la terra -per le antiche generazioni- era
sostanzialmente illimitata ed eterna ( la vedevano cioe’, come noi vediamo il cosmo )
mentre oggi invece e’ vista limitata e caduca e inoltre dalla grave rottura del senso di
continuita’ tra le generazioni , minacciato dalla mancanza di certezza nel futuro dovuta
all' atomica, alle altre possibilita’ di distruzione di massa, allo sconvolgimento
ecologico, alla crescente penuria di materie prime, alla temuta prossima mancanza di
cibo e di acqua . Come provare a ricreare condizioni di vita piu’ tradizionali, piu’ simili a
quanto abbiamo conosciuto nel corso dei millenni , pur nel contesto profondamente
modificato qual'e’ (e ancor piu’ quale sara’) quello in cui ci troviamo a vivere, e’ il
problema dell'oggi e del domani , il problema di come rifare una realta’ a misura
d'uomo . E la risposta, paradossale, e’ ancora quella del Gattopardo : " bisogna che
tutto cambi perche’ nulla cambi " . Bisogna andare a cercare quello spazio di vita, che
qui comincia a mancare, dove c'e’ , sui pianeti , nel cosmo , bisogna cambiare stile di
vita , riferimenti , estetica , tutto insomma, diventando una civilta’ spaziale , per non
perdere quello che e’ veramente indispensabile : il senso della continuita’ della
generazioni inserito in una espansione libera e naturale . Bisogna che tutto cambi
perche’ nulla cambi. Solo che , qui, il privilegio da difendere non e’ quello del principe
di Salina, ma quello - di tutti - di continuare ad essere uomini .
Non basteranno pero’ buone volonta’, uomini e donne giusti, intuito e spirito
d'iniziativa, se non sapremo padroneggiare la cultura scientifica, se non sapremo, noi,
esseri sempre uguali ed antichi, assimilare questa cultura anche in quella parte, che, dal
suo esito piu’ impressionante, possiamo definire "cultura nucleare" . L'atteggiamento
mentale oggi dominante è, infatti, quello di considerare i cambiamenti sconvolgenti,
introdotti dalla fisica nucleare, dall'informatica, dalla bioingegneria e in generale dalla
artificializzazione spinta della vita di tutti i giorni, come qualcosa di cosi’ nuovo da dover
necessitare non solo di un approccio totalmente nuovo, di un nuovo modo di porsi,
ma anche di un uomo nuovo. Tutto cio’ è certamente comprensibile, perche’ traduce
una presa di coscienza dell'estrema diversita’ dei problemi attuali da quelli tradizionali,
pero’ è un modo di porsi sbagliato, perche’ alla fine o si riduce ad un semplice modo
di parlare e quindi è un'operazione cosmetica, oppure è fondamentalmente fuorviante
e porta alla paralisi. Difatti , se si ammette oltre alla necessita’ di un nuovo modo di
porsi, anche l'ipotesi di un uomo nuovo, questo significa che, o pensiamo di aver
bisogno di un superuomo per padroneggiare i nuovi processi, oppure che invece di
provare a guidare il progresso tecnologico secondo linee e fini voluti, saremmo
invece pronti ad esserne condizionati fino ad essere cambiati radicalmente e che il
rapporto di interdipendenza, che pure sempre esiste tra l'uomo e le sue creazioni, (tra
cui è anche la societa’) si è completamente sbilanciato a sfavore del primo.
Parafrasando il Chaplin di "Tempi Moderni", la macchina farebbe allora dell'uomo una
macchina e allo stesso modo la burocrazia ne farebbe un nome in un certificato o
l'informatica un terminale di network . Fuor di metafora, l'uomo sarebbe diventato o
dovrebbe diventare, una "parte" , ubbidiente ed affidabile, integrata in un
meccanismo complesso sempre piu’ condizionato dalle logiche di sistemi automatici
ed automatizzanti.
E questo non è vero. In realta’ cio’ che avviene è che, poiche’ l'uomo non puo’,
fortunatamente, denaturarsi per diventare nuovo (i reali cambiamenti evolutivi della
specie abbisognano di millenni ) continua a essere un uomo "antico" , in una situazione
che lo vede infelice, se non riesce a controllarla secondo i suoi parametri di sempre. In
definitiva, questa richiesta dell'uomo nuovo deriva quindi semplicemente dalla
difficolta’ che abbiamo incontrato ad avere un progresso politico sufficiente a
comprendere ed organizzare il progresso tecnologico e l'invocazione dell'uomo
nuovo assomiglia alle ingenue aspettative di alcuni semplici, nei primi anni
cinquanta,del robot tuttofare o del Marziano, molto piu’ evoluto e padrone delle vie
della pace e della saggezza.
I tentativi comunisti di creare un'uomo nuovo con la superpressione statale, quelli
"politically correct" di farlo attraverso la superpressione sociale ( e, ultimamente, anche
coattiva) o quelli nazionalsocialisti di arrivarvi attraverso una selezione biologica, molto
prima che pericolosi (e spesso criminali) sono ingenui . E' allora probabile che sia
molto piu’ fattibile e naturale rovesciare completamente l'approccio, invece di
pensare ad inventare nuove logiche e uomini nuovi, cominciare a trattare il nucleare ( e
le biotecnologie, la cibernetica , ecc.) secondo le categorie classiche, quelle di sempre
(come il bisogno di liberta’, il desiderio di felicita’, la speranza di un futuro certo) che
non sono cambiate, per un uomo che non è cambiato.
Occorre insomma arrivare a dirigere ed orientare la tecnologia contemporanea, come
sempre abbiamo fatto in passato e per far questo, per arrivare a trattarla nella stessa
usuale maniera (con la stessa logica) in cui trattiamo le cose che ci sono familiari,
dobbiamo riuscire a comprenderla a fondo, a farla nostra , rifiutando l'atteggiamento
mentale di considerarla a noi superiore o estranea . Potremo quindi dire di avere una
cultura ( e non piu’ solo un'informazione ) "Nucleare" , quando affronteremo senza
complessi di inferiorita’ (e senza rinunciare a quei principi di umanita’, elaborati in
millenni, che sono il nostro patrimonio) ma bensi’ con fiducia in noi stessi , i nuovi
problemi morali posti dalla biologia, dalla medicina e dalla fisica , quando avremo
veramente trasformato computer e reti in familiari (e non invasivi) strumenti come i
giornali e il sistema solare in un luogo che restera’ esotico, ma non piu’ alieno. Quando
avremo, insomma, imparato a capire fino in fondo la parte buona delle nuove
scoperte ( per loro natura, come sempre, complessivamente neutre ) e ad utilizzarle
appieno. Come quando, per esempio , gli stati ottennero, grazie al progresso
tecnico, la possibilita’ di controllare realmente, giorno per giorno, la vita dei cittadini , ma
la scienza politica scoperse contemporaneamente che quei caratteri a stampa, cosi’
usati per diramare ordini di polizia, potevano benissimo essere utili anche per dar vita
a una libera stampa e a schede elettorali , quando si vide cioe’ che, se lo stato
cominciava a divenire potente come non mai, era pero’ possibile renderlo anche
parzialmente democratico, mentre in economia, quelle macchine che pure
espellevano forza lavoro, potevano pero’ creare accumulo di capitale, dando vita a
nuove industrie bisognose di mano d'opera.
Si trattava di capire e l'uomo, l'homo sapiens, lo fece .
Bisognera’ poi cominciare ad interrogarsi sul significato da dare alla parola "naturale",
perche’ viene ormai utilizzata ad indicare una vita o una situazione in cui non vi siano, o
siano di poco peso,interventi umani, in opposizione ad "artificiale" per i prodotti
dell'ingegno o dell' umana follia .
Non vi sarebbe nulla da eccepire se non fosse che, sulla base di questa
contrapposizione, la parola artificiale , da semplice qualificazione di una cosa fatta
dall'uomo , diventa quasi sinonimo di innaturale, il che non è , perche’ esiste in natura
un animale particolarmente intelligente, l'Uomo, che è "naturalmente" portato a
cambiare il suo ambiente, che è "naturalmente" portato a rifiutarsi di vedere i suoi figli
senza pelliccia morire di freddo e malattie, che è "naturalmente" portato ad inventare
strumenti per ridurre la fatica e sopratutto che è "naturalmente" portato a scoprire la
ragione profonda delle cose. Sempre a questo proposito, va ancora e infine
ricordato che l'uomo non puo’ "creare" nulla e cioe’ materia, energia o le regole che le
ordinano, ma unicamente scoprire leggi di natura ed utilizzarle e che dunque è
semplicemente ridicolo, ad esempio, considerare "innaturale" l'energia nucleare,
quando l'universo intero è un'immensa officina nucleare e noi siamo attraversati
quotidianamente da un'enormita’ di particelle nucleari di origine cosmica, che
consideriamo "radiazioni naturali" e quindi accettabili, anche nei casi in cui siano molto
piu’ pericolose di quelle artificiali. In conclusione non e’ semplicemente piu’ possibile
governare senza una "cultura nucleare" ( e ovviamente anche spaziale, genetica ecc.)
non e’ piu’ possibile governare bene senza avere introiettato la scienza nella propria
cultura, la scienza con la sua metodica e le sue informazioni ( come a suo tempo fu per
il diritto, oggi del tutto naturalmente parte integrante del modo di pensare degli uomini
politici ). E questo e’ vero gia’ da molto tempo e per ogni paese .
Giuseppe Pella , ricordiamolo ancora, Presidente del Consiglio Italiano nei primi anni
cinquanta, propose, senza purtroppo nessun esito, che le due camere
organizzassero corsi di cultura ed informazione scientifica per parlamentari , proprio
per permettere una maggiore consapevolezza delle decisioni e delle loro
conseguenze future . Fatte queste necessarie premesse, per provare a sgomberare
il campo da alcune superstizioni di gran moda, vediamo ora come si possa
razionalmente provare ad ipotizzare un modello di sviluppo internazionale
che cerchi di capire e tradurre in buona politica, i nuovi problemi posti dalla scienza e
dalla tecnologia e posti, contrariamente a quanto talvolta si crede, sia dai frutti
considerati buoni dal progresso (come la medicina che ha prodotto la
sovrappopolazione) che da quelli considerati cattivi, come la Bomba. Vediamo di
farlo, perche’ se non riusciremo a controllare ed ordinare in maniera soddisfacente
quelle tecnologie, che via via abbiamo messo e mettiamo a punto, potremmo tornare
(e molto bruscamente) alla situazione precedente la rivoluzione industriale, con una
popolazione di quattro-cinquecento milioni di anime ed una vita media di 35 anni
(nell'ipotesi piu’ favorevole). Una cultura scientifica per capire i problemi e governare
gli avvenimenti, dunque, ma a livello politico, non semplicemente tecnico, e’ la
condizione per impostare un' azione di governo che sia veramente tale per gli anni
duemila .
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La conquista del Sistema Solare . Andate all'Ovest ! 6.5
Andate all'ovest ! Il grande movimento simboleggiato da questa frase è diventato
epopea, ha rappresentato forse l'ultima delle terre promesse su questa terra, ma
probabilmente invece solo l'ennesima della nostra storia.
Crescete e moltiplicatevi . L'abbiamo fatto ed ora altre motivazioni economiche, altri
problemi sociali, altre necessita’ di sopravvivenza e l'eterno spirito di avventura ci
spingono di nuovo verso la frontiera . Non possiamo farne a meno e forse non
vogliamo farne a meno . Abbiamo sempre fatto cosi’.
Riprendiamo allora in esame i punti del precedente paragrafo e vediamo perche’
( e subito dopo come ) organizzare i carri dei pionieri .
Ricapitoliamo. Siamo tanti, oltre 6 miliardi, saremo probabilmente a un dipresso il
doppio nel 2050, quando la Terra sara’ ancora in grado di mantenerci quasi tutti, ma
forse un po’ peggio di quanto gia’ non faccia oggi e gli scontri tra popoli e razze c'è da
temere saranno peggiorati ; la crisi delle materie prime, certamente mitigata da nuove
tecnologie, avra’ pero’ verosimilmente fatto salire di molto i loro prezzi e aumentato la
lotta per il loro controllo ; i tempi di reazione militare efficace ed i meccanismi semiautomatici
dei sistemi di offesa, saranno probabilmente ancora piu’ pericolosamente
critici e delicati che ora ; le spinte espansionistiche e le smanie di protagonismo di
popoli e governanti produrranno, in un mondo piu’ popolato e complesso, effetti
sempre piu’ devastanti anche molto lontano dai teatri di scontro ; l'integrazione ormai
totale dell'economia mondiale avra’ fatto sparire quasi del tutto l'autosufficienza
economica, moltiplicando rapporti di dipendenza e lotte , insieme ai rischi di
occlusioni e quindi di trombosi ai canali di trasferimento di merci e servizi ; la rapidita’
di spostamento di decine di milioni di anime in continuo movimento su spazi ormai
aboliti, finira’ per distruggere ogni possibilita’ di rapido contenimento e cura di eventuali
ondate epidemiche naturali o dolose ; potenti e potentini, militari e terroristi, guardie
e ladri, si spieranno e si condizioneranno con marchingegni elettronici e chiavi logiche.
A quel punto, tra cinquant' anni , rischieremo di avere perso o di stare per perdere la
nostra liberta’ e il nostro benessere di occidentali (relativi, ma gradevoli) mentre i paesi
emergenti potrebbero aver gia’ abbandonato perfino le speranze di un rapido
sviluppo sociale e, nel caso peggiore, in un mondo cosi’ instabile, potremmo anche
rischiare l'estinzione della specie .
La liberta’ sara’ in gran parte perduta ( o mai conquistata da chi non ce l'ha) perche’ la
prima reazione direi quasi istintiva dei governanti, a qualunque livello ed in qualunque
sistema, a problemi eccezionali, è lo stato d'emergenza, laddove tale nome,
volutamente reminiscente della eccezionalita’ per far credere ad una corta durata,
significa in pratica divieto, regolamentazione, dittatura. Ora noi oggi ci stiamo
incamminando, passo dopo passo, ma sembrerebbe inevitabilmente , verso uno
stato di emergenza permanente. Cosa si crede che faranno gli stati del Nord ricco,
se continuera’ e probabilmente accelerera’ la spinta immigratoria caotica di
popolazioni del terzo mondo, con i conseguenti enormi fenomeni destabilizzanti?
Molto probabilmente dichiareranno chiuse le frontiere e procederanno ad espulsioni,
giustificandosi con l'emergenza e i paesi del terzo mondo potrebbero anche arrivare
alla sterilizzazione di massa per emergenza.
I depositi di scorie radioattive, i laboratori e le basi militari, i "circuiti" militare, nucleare,
biochimico, saranno sempre piu’ grandi e sempre piu’ sottratti alla giursdizione civile ,
perche’ risultino protetti in caso d'emergenza.
E non potrebbero gli Americani chiudere di colpo i rubinetti di credito e grano (da cui
alcuni paesi dipendono quasi interamente) per emergenza?
E gia’ oggi il presidente degli Stati Uniti non ha forse (almeno in teoria) il diritto di
premere da solo il famoso Bottone , in caso di emergenza?
La liberta’ e con lei il diritto, moriranno di emergenza . Il benessere, che ha bisogno di
un mondo aperto e produttivo per crescere, sarebbe la seconda vittima del processo
dell'emergenza e la pace generale forse il terzo.
Tutto questo in una certa misura avverra’ e sta gia’ avvenendo, pero’ potremmo
ridurlo ed anche di molto, nelle sue proporzioni , fino a mantenerlo sopportabile, fino
ad annullarlo . Potremmo far si’ che la stessa temuta emergenza permanente
tornasse ad essere una semplice...emergenza, se imparassimo a considerare gli
scenari e a predisporre i rimedi per farvi fronte.
Gia’, se imparassimo a considerare gli scenari e a predisporre i rimedi per farvi fronte.
Ma se invece quando, tra quaranta-cinquant'anni (al momento in cui vostro figlio,
appena nato, avra’ quarant'anni e vostro nipote venti. Pensateci.) al momento in cui
- perdurando questo stato di cose - realisticamente una prospettiva di emergenza
comincera’ ad essere veramente operante, ci troveremo ad aver fatto troppo poco
per creare in precedenza i presupposti concreti di una conquista coloniale spaziale
( la posa in opera di tutta una serie di strutture ed infrastrutture adatte come porti
spaziali, depositi, fabbriche per produzione specifica di navi spaziali, centrali
energetiche convenienti sui pianeti ecc.) e se parimenti non avremo impostato una
politica di ampio sostegno e credibilita’ popolare per tale prospettiva e preparato gli
strumenti economico-giuridici per renderla possibile (accordi, convenzioni internazionali,
basi di un diritto spaziale ecc.) saremo nell' impossibilita’ pratica di operare tale scelta
in maniera rapida e incisiva . Se al contrario avremo operato per tempo in tale senso,
se avremo gettato le basi di un superamento dei nostri ormai angusti confini, potremo
agire rapidamente prevenendo lo scoppio incontrollato e contemporaneo dei
problemi. Va iniziata oggi insomma, subito e davvero,la conquista dello Spazio vicino
Colombo e Vespucci, d'altro canto, fecero, in proporzione ai mezzi tecnici, altrettanto
e forse di piu’ e fu solo grazie a loro, a quelli come loro e a pochi sovrani illuminati, che
duecento anni dopo la vecchia Europa pote’ mandare in un'America gia’ esplorata
i suoi figli in eccesso . Potremo e dovremo allora cominciare da queste prime
iniziative, che subito dopo definiremo :
a) Concepire , realizzare e sperimentare un vero motore a funzionamento
continuo per lo Spazio e, subito dopo, delle vere navi spaziali .
a) Convenire di trasportare tutte le bombe atomiche al di fuori della Terra
a) Iniziare il trasferimento nello Spazio di tutte le attivita’ altamente pericolose
chimiche, batteriologiche od altro e degli stock di materiali tossici.
d) Iniziare, con massicci investimenti, lo sviluppo di attivita’ minerarie ed
energetiche sui pianeti .
e) Fare i primi esperimenti di produzione agricola e di antropomorfizzazione
dell'ambiente spaziale .
f) Iniziare il volontario trasferimento di tecnici e la fondazione delle prime citta’
Potremo cominciare insomma, a vedere "come" organizzare i carri dei pionieri
Per chi... Capito che questo è il futuro intendesse saperne qualche cosa di più, dalla penna di un Dirigente di Ricerca INFN http://www.bo.cnr.it/www-sciresp/OLD...20libertate%22
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Ronnie, te li consiglio io due libri di autori al di sopra di ogni sospetto:
- "La dittatura del capitalismo" di Edward Lutwak
- "Un mondo di bolle" di Edward Chancellor
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Citazione:
Originariamente Scritto da
Ronnie
Lo spazio oltre l'atmosfera esiste o è una cosa falsa? Hai notizia di una quantità immensa miliardi di miliardi di miliardi di tonnellate di ogni materia prima possibile immaginabile? Se no allora A ME risulta che tu dica un sacco di cazzate!
Ti risulta l'esistenza di una quantificazione finita dell'energia nel cosmo "filosofico" (cioè in quello oltre l'osservabile), in altre parole c'eri quando c'è stato il big bang e sai che è "x" e che non ce ne sono stati altri collegati con questo o da qualcuno "creati"?? Sai spiegarmi cosa sono, o meglio da dove vengono, i fiotti dei G-Ray bursts e perchè sono polarizzati?
Ti risulta o no l'esistenza di teorie scientifiche anche molto valide che parlano già di più universi?
- Hai la cognizione del fatto che "SE esiste un limite" non lo troveremo prima dello stato di massima entropia termica generale? -
ti consiglio un racconto di Asimov che ho riletto recentemente: "l'ultima domanda".
Ora che abbiamo ristabilito i rapporti, tra chi "puo' dire che una cosa c'è" e chi "non puo' dire che una cosa non c'è" possiamo trarre le conclusioni:
Chiariamo che se io ti sembro in errore ad AFFERMARE LA POSSIBILITA' di una crescita infinita evidentemente hai assunti PRE-costituiti e PRE-giudiziali DI FONDO non dimostrati dalla scienza e che dunque valgono quanto il piscio di un gatto per comprare un rolex.
la soluzione se le lampadine non si accendono non è toglierne due e lasciarne solo una, ma fare in modo di produrre perchè si possano accendere tutte e tre. fine. qualunque altra soluzione è una "non soluzione". chi parla di risparmio energetico è uguale a quel tale che invece di dire "le carceri sono affollate, costruiamo nuove carceri" dice "le carceri sono affollate, scarceriamo i delinquenti", e dunque non mi stupisce che in Italia sia di moda il risparmio, visti i tempi.
Questo discorso sta a significare che hai fiducia nella crescita infinita: puoi anche avere ragione, quando però avrai trovato fonti energetiche infinite. E' inutile che riempi i tuoi scritti di termini tecnici, potrei farlo anch'io in campo economico solo per riempirmi la bocca e per zittire gli altri ma la realtà è molto più semplice di quello che te vuoi far credere che sia:
- il carbone è in quantità finita
- il petrolio è in quantità finita
- il metano è in quantità finita
- l'uranio è in quantità finita
- il torio è in quantità finita.
Quando l'energia verrà prodotta per intero tramite l'utilizzo di fonti rinnovabili allora potremo parlare di crescita infinita e sempre rispettosa dell'ambiente che ci circonda, ma fino ad allora il sistema economico spremerà le fonti esauribili (materie prime e uomini) e questo porterà al collasso del sistema.
Mi dispiace per i tuoi fiotti polarizzati ma la sostanza è questa....
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NON PUOI prescindere dallo Spazio.
Hai presente la quantità di Elio-3 sulla luna? Ecco, tra cinquanta anni potremo usarlo come combustibile nucleare nei reattori a fusione.
MENO STRONZATE DUNQUE. Non puoi cancellare l'orizzonte, fai la persona razionale e non il prete bigotto.
Se ci sono le indie ci sono le indie punto, non puoi negare che ci siano quindi adeguati e non rompere le palle se voglio consumare corrente.
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Citazione:
Originariamente Scritto da
Massimiliano71
la soluzione se le lampadine non si accendono non è toglierne due e lasciarne solo una, ma fare in modo di produrre perchè si possano accendere tutte e tre. fine. qualunque altra soluzione è una "non soluzione". chi parla di risparmio energetico è uguale a quel tale che invece di dire "le carceri sono affollate, costruiamo nuove carceri" dice "le carceri sono affollate, scarceriamo i delinquenti", e dunque non mi stupisce che in Italia sia di moda il risparmio, visti i tempi.
Questo discorso sta a significare che hai fiducia nella crescita infinita: puoi anche avere ragione, quando però avrai trovato fonti energetiche infinite. E' inutile che riempi i tuoi scritti di termini tecnici, potrei farlo anch'io in campo economico solo per riempirmi la bocca e per zittire gli altri ma la realtà è molto più semplice di quello che te vuoi far credere che sia:
- il carbone è in quantità finita
- il petrolio è in quantità finita
- il metano è in quantità finita
- l'uranio è in quantità finita
- il torio è in quantità finita.
Però il deuterio necessario per le centrali a fusione è disponibile in natura in quantità che possiamo considerare infinita, e le centrali a fusione ovviamente si avvantaggiano delle tecnologie nate per la fissione...