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Scusate se m'intrometto di nuovo.
Alla luce del brutto tiro che vi hanno giocato (ma voi non ne avete colpa) credo che sia ancora più importante esserci all'assemblea di Roma del 30 settembre.
Non vogliono farvi (e farci!) parlare e discutere? Almeno per fare questo non abbiamo bisogno di concessioni, nell'era di internet. Gli spazi di discussione, di dibattito e di scambio di opinioni ce li possiamo creare anche da soli.
Se poi doveste giungere alla conclusione che nell'MRE non è possibile fare politica, dov'è il problema? Vogliono un MRE che si renda ridicolo e si condanni all'estinzione? Avranno quel che vogliono. Ma perché noi dobbiamo farci travolgere da un modo così assurdo di intendere la politica?
Tanto le conseguenze di un modo di comportarsi tanto scriteriato saranno loro i primi a subirle (ed in parte le hanno già subite), non noi: perché il nostro essere repubblicani, dentro o fuori dall'MRE, non saranno loro a concedercelo e nessuno, nessuno potrà togliercelo.
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non l' avevo mica visto il programma, io manderei un telegramma :
spett direzione ( facesi x dire) MRE,
pervenutoci programma bel convegno ( eccezion fattasi presenza falanga)
erronemento titolato congresso semistop
pregasi sodomizzare spedizioniere aut chi di dovere stop
Scusate se faccio il goliardo ( tanto qui ci fanno passare da golioni, sono , come è noto un millesimo del goliardo), ma non ho voglia di piangere .
Un capolavoro poi oltre le già sottolineate proporzioni fra gli interventi illustri e il dibattito libero ( e poi rompete i c******i a me se non sono serio) , ma mettiamoci anche il regolamento per cui la presidenza può derogare al limite dei cinque minuti . Per cui se si sono dimenticati qualche "illustre " si può pappare anche quote rilevanti del' ora e un quarto di dibattito libero.
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E' davvero uno scandalo!!
Questo non è un congresso. E' un convegno, un'inutile parata organizzata. Il dibattito politico tra i partecipanti è non solo costretto in ritagli di tempo risibili, ma pure confinato in orari da diserzione massiccia. Sempre che non arrivino i Prodi, i Fassino e i Rutelli a rosicchiare anche quello scampolo di rimasugli che avanzano....
Questo non è più un partito politico. E' un fortino di notabili arroccati nel proprio recinto, che temono qualunque confronto, che soffocano ogni possibilità di discutere.
Mai come oggi serve tra noi una discussione ampia, aperta, sincera. Mai come oggi serve interrogarsi e misurarsi sulle scelte. Questo doveva e deve essere il congresso di un partito che si confronta al suo interno, che valuta le scelte passate e future, che decide sulla base di un coinvolgimento corale.
Se non ora, quando?
A che servono le relazioni tematiche di apparati che attendono ancora il responso della platea? A che serve questa carrellata volutamente prolissa e preconfezionata?
Se questo è il programma, significa che il congresso non potrà giocarsi sul campo, e quindi si giocherà prima. Consideriamoci già in pieno congresso!
Si comincia il 30 settembre. Venite in massa, e lì discuteremo a fondo. Ad oltranza, se necessario, proseguendo anche nella piazza più vicina, se dopo una certa ora la sala non sarà più disponibile.
Teniamo viva la speranza di una rinascita repubblicana. Teniamola viva, perché esistiamo, e siamo tanti. Ma dobbiamo trovare il coraggio e la capacità di uscire dal tunnel in cui ci hanno cacciato, dobbiamo trovare il modo di ripartire in modo sano e saggio.
Amici, non mollate! Non fate gesti sconsiderati! Andiamo avanti come carri armati.
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Io mi chiedo anche come si possa essere così ciechi da pensare che un partito si possa gestire in questo modo tanto fallimentare. Si sta ripetendo l'errore del congresso straordinario di gennaio.
Non bisogna credere che gli altri partiti siano diretti da stupidi. I risultati elettorali dell'MRE, non soltanto alle politiche, sono sotto gli occhi di tutti. Che un partito non riesca neanche ad organizzare in maniera decente un proprio congresso è un segnale di debolezza che gli altri partiti non mancheranno di cogliere.
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Citazione:
Originariamente Scritto da
Paolo Arsena
Teniamo viva la speranza di una rinascita repubblicana. Teniamola viva, perché esistiamo, e siamo tanti. Ma dobbiamo trovare il coraggio e la capacità di uscire dal tunnel in cui ci hanno cacciato, dobbiamo trovare il modo di ripartire in modo sano e saggio.
Amici, non mollate! Non fate gesti sconsiderati! Andiamo avanti come carri armati.
L'assemblea di settembre avrà anche un altro significato.
Una base repubblicana esiste ancora. Forse non sarà numerosa rispetto a quella degli altri partiti: ma di certo lo sarà di più delle truppe falangate o sbarbate, e comunque sarà più motivata e credibile. Finora sono stati i leader a deludere le nostre aspettative.
Ma se l'assemblea di settembre avesse successo? Se si dimostrasse con i fatti che esiste ancora un popolo repubblicano di sinistra, desideroso di fare politica, ma bisognoso soltanto di una leeadership credibile e capace?
In tal caso, se un tale leader emergesse, credo che avrebbe ascolto; sarebbe un generale con delle truppe in carne ed ossa, e non soltanto di cartapesta.
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mi accorgo solo ora che voi la mia amica luciana non la conoscete!
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Citazione:
Originariamente Scritto da
calvin
mi accorgo solo ora che voi la mia amica luciana non la conoscete!
Io pensavo che dopo le ripetute batoste avesse compreso l'inportanza di fare un congresso.
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caro alberich
io conosco la luciana dall'89, cioè da quando la segreteria politica del pri le diede il sostegno per scalare il partito marchigiano, ritenendola un volto nuovo in una situazione deteriorata. Un errore fatale dettato dall'entusiasmo dei neofiti. Ma certo abbiamo avuto modo di capire in una lunga e vicina collaborazione che la luciana era un carro armato dove i colpi che riceveva le rimbalzavano. Lei va avanti per la sua strada e non guarda in faccia nessuno. Ah dimenticavo, a contrario di molti altri leader repubblicani del passato e del presente, lei non ama il dibattito, ama parlarsi addosso.
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Quest'ultima caratteristica, però, l'ho riscontrata anche da voi...non volermene ma è così. ;)
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alberich
noi ai congressi la gente parla e se non se ne va può anche votare come gli pare. e questo vale per la direzione e per gli organismi consultivi del partito. Basta vedere il dissenso politico sul referendum fra la malfa e la direzione.