Elogio di Bertinotti
Difesa del ruolo del Parlamento da chi lo ha insolentito
Diamo atto, e lo facciamo volentieri, al presidente della Camera, onorevole Bertinotti, di una notevole sensibilità istituzionale. Questo perché il presidente Bertinotti si è interposto personalmente al tentativo di ignorare la richiesta dell'opposizione di avere la presenza del presidente del Consiglio in Aula per riferire sul caso Telecom. E' stata una scelta, quella del presidente della Camera, rispettosa del ruolo del Parlamento e capace di riparare ad un atteggiamento di sfrontata insolenza ed arroganza, da parte del premier, con le sue battute dalla Cina. Crediamo anche che il presidente Bertinotti abbia perfettamente compreso l'esigenza di sentire la persona del presidente del Consiglio proprio perché è stato Romano Prodi ad avere un ruolo diretto nella vicenda.
Infatti, pur trascurando il memorandum inviato alla Telecom dal consigliere del premier Angelo Rovati, con tanto di carta intestata di Palazzo Chigi, Prodi ha avuto una serie di contatti in prima persona con l'ex presidente di Telecom, quando questo era nel pieno delle sue funzioni: un incontro a Cernobbio con Tronchetti Provera, un altro a luglio, e poi una serie di contatti di cui ha dato conto con quella puntigliosa nota che ha diffuso prima che si sapesse del documento Rovati.
Non capiamo come si potesse dunque pensare, a fronte di tanta attività in prima persona, di poter sostituire Prodi con un ministro, né cosa ci potesse dire a proposito, con tutto il rispetto, il ministro Gentiloni.
Solo il presidente del Consiglio può spiegare al Parlamento che cosa è davvero successo.
Riteniamo altrettanto importante che in una maggioranza riluttante, dove gli ambienti delusi dal comportamento del premier potevano essere comunque disposti ad assecondarne il desiderio di non rispondere delle sue scelte e delle sue strategie, vi sia stata una parte autorevole interessata a fare chiarezza. Perché è evidente che non solo il Parlamento non è informato sui piani del professor Prodi, ma nemmeno il suo governo e, conseguentemente, tantomeno la sua coalizione.
Capiamo ovviamente che Bertinotti, andando incontro all'opposizione, ha reso un servizio alla sua parte politica, ma l'importante è che l'abbia reso alle istituzioni. Se poi tutto questo dovesse avere un effetto destabilizzante per il governo, la responsabilità cadrà su qualcun altro, non certo su Bertinotti.
Roma, 20 settembre 2006
tratto dal sito del Partito Repubblicano
http://www.pri.it
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Rispondi Citando
mi fa male al cuore pensare che i repubblicani sono alleati dei neofascisti e dei repubblicani...

