Dal 16 al 18 settembre 1982 si consumò la strage di Sabra e Chatila. Circa duemila abitanti palestinesi e libanesi dei campi di Sabra e Chatila, alla periferia di Beirut, vennero massacrati dai miliziani delle Falangi libanesi e delle forze filo-israeliane, sotto la supervisione e con il sostegno logistico dell'esercito di Tel Aviv. Il ministro della Difesa era Ariel Sharon, dal 15 settembre sul luogo della strage per dirigere le operazioni. Dopo 24 anni da quell'eccidio ancora non si è finito di contare il numero dei morti, di quasi mille corpi non si è saputo più nulla. Dopo anni di assoluto oblio su questo massacro ai danni di civili, da qualche tempo, anche grazie al Comitato per non dimenticare Sabra e Chatila, qualcosa comincia a muoversi nelle memoria e nelle coscienze.





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