Ecco l'editoriale dell'ex dg della Juventus, Luciano Moggi sull'edizione odierna del quotidiano 'Libero'.
"A Lucia', ma non è che adesso se parlo con te m'arrestano?». Questo mi ha detto scherzando un amico non molto tempo fa. Io gli avevo risposto sorridendo, «guarda, ci manca poco». E infatti è successo, o quasi. Mi riferisco ai tre giornalisti - Biscardi, Sposini e Melli sospesi dalla professione su decisione dell'Ordine. Non voglio entrare in questioni che non conosco, non sono del mestiere e niente so dei regolamenti di categoria. Ma certo mi dispiace. Mi dispiace perché l'impressione è proprio questa: condannati perché hanno parlato con Moggi. E per di più al telefono, il famoso telefonino di Moggi . Vedrete, prima o poi spunterà qualcuno che mi accuserà di essere il vice di Bin Laden. E allora lo dico subito: se intercettano qualcuno che parla con Osama e si spaccia per me, non credetegli. Non per altro, è che non conosco l'arabo.

Comunque, se non fosse che a essere colpite sono tre persone che hanno sempre lavorato con serietà – tre professionisti stimati e di grande esperienza, mica dei Moggi qualsiasi -, la vicenda farebbe un po' ridere. Adesso chiacchierare di calcio è cosa da punire? Lamberto Sposini, per esempio, è tifoso juventino, e succedeva che parlassimo di rigori e fuorigioco in tranquillità, come si fa tra sostenitori della stessa squadra. E allora? Che cosa c'è di così terribile? Dovessero piazzare delle microspie negli studi televisivi durante le trasmissioni sportive (e visto l'andazzo non ci sarebbe neanche da sorprendersi), di giornalisti in attività ne rimarebbero pochi: finirebbero per sospendere tutti o quasi. Ormai siamo al paradosso: vogliono vietare anche i discorsi da bar. Ricordo che Biscardi fu querelato, mi sembra dall'associazione degli arbitri, per alcune frasi dette in trasmissione durante il suo Processo. Se non sbaglio, il giudice lo mandò assolto proprio perché quelli erano “discorsi da bar”, e dunque non potevano essere considerati giuridicamente diffamanti. Senza contare che Aldo è sempre stato attaccato dai giornalisti “seri” perché il suo programma era considerato poco credibile (salvo poi fare ascolti da record, ma questo è un altro discorso). E invece adesso, improvvisamente, analizzano e interpretano le telefonate tra chi a quel programma ci andava per parlare di pallone come se si trattasse di un complotto planetario. Più che un complotto, sembra una comica.
E quanti discorsi ci sarebbero poi da fare sull'attendibilità delle intercettazioni telefoniche, perché anche la sospensione dei tre giornalisti si basa su queste. Una sola considerazione, che è sempre bene tener presente: dalle trascrizioni non si capisce il tono di chi parla, che nelle telefonate è tutto, e possono farti dire quello che vogliono, è questa la verità. Provate a immaginare se vi intercettassero mentre parlate di vostra moglie: hai voglia, poi, a spiegarle che stavate parlando in scioltezza, senza pensare che ogni virgola sarebbe stata usata contro di voi...
Lo ripeto ancora: mi dispiace molto per Biscardi, Sposini e Melli, la loro sospensione non ha senso. Forse ha ragione chi mi ha suggerito che questi sono gli “effetti collaterali” del bombardamento contro di me. Perché ormai le chiacchiere con Moggi sono una colpa, anche quelle da bar".