trovato per caso in rete...
**Movimento a destra
**di Gabriele Proglio di Informazione antifascista
** LA CRISI DI FORZA NUOVA E DEL FRONTE NAZIONALE; IL NUOVO RUOLO DELLA FIAMMA
La spaccatura è ampia e investe molti militanti della destra radicale. In particolare Forza Nuova. Il gigante di Fiore ha allora i piedi d'argilla? Pare proprio di sì. L'accordo con la Casa delle Libertà e l'impronta integralista cattolica ha creato ambiti di non accettazione, di scontento. Thilger come Fiore sono stati addomesticati dalla prorompente Mussolini. O forse è l'idea del posto nella coalizione, di infrangere come fece l'MSI dell'antenato Almirante, lo sbarramento tra destra radicale e potere. Ma quelli erano altri tempi; tutti uniti democristiani e fascisti contro i comunisti. Oggi invece l'adesione al cartello di Alternativa Sociale e quindi il dialogo con le forze tanto criticate si paga caro, carissimo.
Da partito a movimento; il ciclone interessa sia il neofascismo ispirato al ventennio, sia quello alla Repubblica Sociale. Base Autonoma e il Veneto Fronte Skinheads e i pochi altri gruppi (spesso legati alle curve) non saranno più soli. Lo sgretolamento della base militante del Fronte Sociale Nazionale e di Forza Nuova sta iniziando a partorire strutture extraparlamentari che hanno però il comune riferimento della Fiamma Tricolore di Romagnoli.
Romagnoli è stato abile a spodestare Rauti e a ricacciarlo nel ruolo di “secondo scomodo” che ha sempre occupato. A questo punto il più importante partito dell'emisfero nero è stato pronto per accogliere tutti i camerati in cerca di spazio e di agibilità politica. Poi Romagnoli ha deciso di andare dritto dal capo, da Berlusconi. Non entrando nella coalizione della Mussolini; usando le loro parole è rimasto” puro”. Libero da contaminazioni con i nazional-alleati della svolta di Fiuggi, libero dal federalismo della Lega Nord, liberi dal rendere conto a qualcuno per parole spese. O meglio uno c'era a cui rendere conto, il commendator Silvio. Ma come nelle migliori storie di mafia chi stringe la mano al boss, poi è come un fratello. E allora Romagnoli ottiene spazio sia con le dichiarazioni al limite del negazionismo in merito alle camere a gas naziste[1], sia con la manifestazione a Milano. E la tattica è proprio quella di utilizzare lo spazio concessogli per uscire allo scoperto. Difesi dai manganelli. In un'Italia antifascista questo non sarebbe stato possibile, mai. Ma lo sdoganamento e il revisionismo coinvolge le stesse strutture dello stato che hanno bisogno di questi personaggi per continuare a vivere. La storia insegna; 1946, rinasce l'Msi. Quindi è una questione strutturale del capitalismo; i fascisti non devono essere riabilitati perché sono già parte dello stato in quella funzione repressiva delle conflittualità, dello scontro tra classi.
Lo scollamento dalla base porta ancora maggiore violenza e attacchi sempre più chirurgici, mirati a indebolire, a smantellare, a chiudere le forme del movimento; questo lo dice la storia proprio dell'Msi (la base di passaggio di molte ombre nere).
Il caso torinese
Non che Forza Nuova a Torino fosse stata grande cosa. Anzi, proprio grazie all'antifascismo militante e alla chiusura di ogni spazio di agibilità politica le fogne sono rimaste isolate, evitando l'uscita di saluti romani e aggregazioni significative. Certo, le azioni non sono mancate. Dalle aggressioni in città a quelle al Barrocchio occupato. Ma il fronte antifascista ha avuto sempre la meglio.
Ora, perché Torino? Perché è sintomatica della disintegrazione di Forza Nuova. Proprio a Torino nasce Base Militante Progetto Torino. Un gruppo che si allinea con le nuove tendenze della peggio destra radicale. Quella terzoposizionista, per intenderci. Superamento della “dicotomia destra sinistra”. E qui Preve ha molte responsabilità. Parole d'ordine come Rivoluzione, Popolo, Lotta, posizioni nazionali ed internazionali che farebbero apparire Fiore e camerati come degli agnellini.
Proprio in questo ambito si assiste al venire meno del concetto di identità perché “al di là del tuo credo religioso, della tua sensibilità politica,della tua tessera di partito” l'invito è agire, essere protagonista. Eresie per i fulminati sulla via di Damasco come Fiore o i nazionalisti di Thilger. Che l'azione nella destra sia in mano alla Fiamma Tricolore lo testimoniano le tante azioni ad essa riconducibili, che vedono coinvolti camerati di Romagnoli. E Fiore può solo più ripiegare sulla difesa del cristianesimo e sul tradizionalismo più bieco. Una boccata d'ossigeno potrebbe arrivare dagli ometti verdi della Lega; unico scoglio la forma nazionale. Federalismo nazionale (cercando sponde al sud) per la Lega, nazionalismo puritano per Forza Nuova. E Thilger sta a guardare.
Anche sul piano internazionale le posizioni di Base Militante sono lontane da Forza Nuova. Molto più vicine agli ambiti nazionalrivoluzionari e bruni del Fronte Nazionale. Ma anche di qui pare che i comunitaristi e le posizioni non conformi stiano prendendo altre forme (come nei comitati come Iraq Libero). Sono vicini alla lotta palestinese, a quella del popolo iracheno, chiedono la liberazione di Saddam Hussein in quanto espressione del Baath (e quindi riconducibile a loro parere ad un'esperienza nazionalrivoluzionaria), sono contro gli Usa e Israele, sono proMilosevic. I riferimenti sono ancora una volta il sito di padre Benjamin, Iraq Italia (www.italiairaq.it) e i comitati Iraq Libero (www.iraqlibero.it).
Riferimenti al Signore degli Anelli, alla lotta nelle strade della Palestina, alle radici di quel fascismo “rivoluzionario”; quello di rottura con il capitalismo. La dimensione ideale e ideologica è in divenire; perché è la somma delle componenti. Spontaneismo e autorganizzazione. Pare si propenda per una dimensione eurasiatica, anche se si parla di “carità pelosa della classe dirigente sull'altare di un'ipocrita e sordida solidarietà con cittadini del Sud del mondo, importati come merci, bastonati come animali, sfruttati come schiavi e tollerati persino nelle peggiori depravazioni, davanti alle quali in alcuni quartieri, Porta Palazzo, San Salvario, assistiamo inermi”.
Insomma un deliro. Fino al punto di usare su di una maglietta la dicitura “torino antagonista”. Tanto per capirci a questi non va neppure di essere chiamati fasci. L'esperienza italiana di riferimento è certamente quella della socializzazione delle imprese, della costruzione di una grande Europa, del blocco dell'immigrazione in quanto pericolo culturale/economico. L'esperienza di quel fascismo voluto da Mussolini.
Più in generale è scontata la vicinanza alle SA naziste di Rhom [2], con la dottrina delle Tre Liberazioni di Carlo Terracciano, con il neonazista Dughin, coi i circoli comunitaristi e le forme non propriamente fasciste dell'emisfero nero. E il pensiero vola subito a Pasquinelli e al Campo Antimperialista, co-fondatore dei comitati IRAQ LIBERO. Questo per chiudere una polemica durata troppo tempo e che ha coinvolto anche gruppi di compagni in buona fede; il contenitore Iraq Libero è stato creato per dare visibilità a quelle frange nere su argomenti, come quelle della guerra in Iraq, trascurati dalla sinistra. E poi ancora collegamenti alla rivista Eurasia, dove scrivono tra l'altro Mutti, Preve, Donadei, Scalea e Galoppini, connessioni con la Terra degli Avi. Ed in Italia alle OSA (Occupazione a Scopo Abitativo) e all'esperimento nero di Casa Pound. Ad Alternativa Antagonista di Verona che si definisce né di sinistra, né di destra, ma “oltre e contro” e ha come simbolo una specie di tridente (in realtà è un simbolo runico usato dalle SA in combattimento). Uno dei leader è Giuseppe Trimeloni. E non manca il Veneto Fronte Skinheads di Miglioranzi. E si scopre così il nome di Paolo Signorelli tra i fondatori di Ordine Nuovo - ancora attivo, anche dopo le indagini sulla strage di Bologna. A Verona c'è anche l'Associazione Comunità dei Popoli (che dovrebbe svolgere progetti internazionali), mentre a Rieti c'è la Sala Macchine; una sorta di locale simile all'Asso di Bastoni torinese. E la musica è sempre la stessa; quella degli ZeroZeroAlfa di Gianluca Iannone[3]. E poi ancora Casa Montag di Roma e lo Spazio Libero Cervantes di Librino (Catania). Tutti soggetti politici con vita propria, ma comunque in stretto contatto con Romagnoli.
Base Militante ha come simbolo un'ape stilizzata. Pubblica un giornale dal nome “LA VERITA 'ad oltranza” che viene stampato a Venaria e ha come committente D. M. (nome e cognome censurati da me...) e come direttore responsabile W. M.. La tiratura e di 5000 copie e la periodicità d'uscita è quadrimestrale (ad ogni equinozio dicono loro!). Si capisce chiaramente dai numeri pubblicati che questa destra cerca spazi. Dal mobilitazione contro la TAV (dove sono stati allontanati), alla guerra in Iraq, dalla contestazione dello sperpero olimpionico, alla commemorazione di sindacalisti come Filippo Corridoni e alle tesi del sindacalismo rivoluzionario. Riferimenti a Sparta e a Roma come modelli di società. Altro giornale, che però pare in fase di chiusura (o proprio già andato), è Rinascita; quotidiano edito a Roma.
Ecco quindi una fotografia della nuova destra radicale, che a parte la molteplicità delle facciate e delle forme a Torino è sempre stata combattuta con l'antifascismo militante, con una risposta colpo su colpo alle provocazioni e alla possibilità di avere/prendere spazi. Un risultato che è il frutto del sacrificio e della lotta di tanti compagni e di tante compagne.
[1]Romagnoli dice al Tg24 di Sky ”Francamente non ho nessun mezzo per poter affermare o per negare”
[2]Le SA vennero fatte fuori da Hitler nella notte dei lunghi coltelli perché divenute troppo potenti e avverse alla linea voluta da Hitler e dal capitalismo tedesco. Infatti Hitler dopo molte sollecitazioni da parte dell'imprenditoria pesante dovette cancellare la formazione eliminando fisicamente, tutti in una notte, i quadri militari. Le SA vedevano nell'unione del bolscevismo con il nazionalismo la soluzione finale. Questa posizione non poteva essere sostenuta dalla più importante guarnigione tedesca, avrebbe minato gli interessi degli industriali.
[3]Candidato indipendente


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