In una rinione con le parti sociali a Palazzo Chigi il ministro del Lavoro
ha comunicato che il 60% sarà destinato alle imprese e il 40% ai lavoratori
Cuneo fiscale, Damiano: "Il taglio
sarà pari a circa nove miliardi"
Bonanni: "Una boccata d'ossigeno". Epifani: "Non vogliamo sorprese"
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L'incontro governo-parti sociali a Palazzo Chigi
ROMA - Il taglio del cuneo fiscale di 5 punti sarà pari a circa 9 miliardi di euro, a partire dal 2007. Lo ha detto il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, rispondendo alle domande dei giornalisti. Il taglio interesserà per il 60% i datori di lavoro e per il 40% i lavoratori. Il governo incentiverà con il cuneo fiscale la creazione di posti di lavoro stabili, a tempo indeterminato.
Per cuneo fiscale si intende la differenza tra l'onere del costo del lavoro (comprese tasse e contributi) e il salario percepito dal lavoratore.
I 2 punti di taglio del cuneo fiscale destinati al mondo del lavoro non andranno però automaticamente nella busta paga. "E' in corso - ha ricordato Damiano - una discussione sul loro utilizzo".
La decisione del governo sul cuneo fiscale è stata comunicata alle parti sociali nel corso di una riunione a Palazzo Chigi. I rappresentanti sindacali si sono mostrati soddisfatti: "E' una boccata di ossigeno per i lavoratori dipendenti", ha detto il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni.
"Non vogliamo sorprese e trovarci di fronte ad atti compiuti", ha però obiettato il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani. "Apprezziamo la ripartizione 60/40, che è un riconoscimento di pari dignità, ma aspettiamo di capirne un po' di più".
Il taglio del cuneo fiscale deve andare solo ai lavoratori dipendenti e non ai finti poveri, ha precisato il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, "cioè quelli che per il fisco sono poveri, come quegli imprenditori che dichiarano guadagni inferiori a quelli dei loro salariati".![]()
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(19 settembre 2006




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