Telecom, la Cdl apre a Prodi
"Venga in Senato quando vuole"
ROMA - I senatori della Casa delle Libertà attaccano il premier per il rifiuto di riferire oggi a Palazzo Madama sulla vicenda Telecom. Ma tutti gli interventi, in particolare quelli di Renato Schifani e Francesco D'Onofrio, segnalano una novità: nella richiesta della Cdl non c'è più l'indicazione di una data precisa e un'ora per venire al Senato. Un'apertura colta dal presidente del Senato Marini, che ha assicurato che parlerà con Prodi, riservandosi di riferire i contenuti del colloquio in aula nel corso della giornata.
"Vedo - ha detto Marini intervenendo in aula al termine di un breve dibattito - che è superata l'indicazione, francamente inaccettabile per un presidente del Consiglio, di una data e di un'ora per il suo intervento: l'esigenza resta di una presenza in data concordata. Su questo punto, che è una novità rispetto all'ordine del giorno approvato, mi riservo di svolgere l'azione che il presidente del Senato deve svolgere, facendo valere i sentimenti e gli umori venuti dal dibattito d'aula e di venire a dire al Senato qual è la situazione che si è determinata".
i bananas si sono accorti di essersi infilati in un vicolo cieco!![]()
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