Il New York Times: «Intervento tragico e pericoloso»E ricorda un precedente del 2004, quando Ratzinger era già un’autorità religiosaIn un breve editoriale l’autorevole giornale statunitense stigmatizza il discorso di Benedetto XVIIL NEW YORK TIMES, in un breve editoriale pubblicato anche sul suo sito on line, definisce «tragiche e pericolose» le parole pronunciate da Benedetto XVI sull'Islam durante il suo viaggio in Germania, e lo esorta a scusarsi quando prima possibile con i musulmani. «C'è già abbastanza odio religioso nel mondo. Pertanto - osserva il quotidiano - disturba in modo particolare il fatto che Papa Benedetto XVI abbia insultato i musulmani, citando una descrizione dell'Islam, risalente al quattordicesimo secolo, in cui se ne parlava come (di una religione) «cattiva e inumana». Il pontefice - spiega il giornale - ha voluto citare un imperatore bizantino che, conversando nel 1391 circa con un erudita persiano, chiedeva polemico: «Mostrami pure ciò che Maometto ha portato di nuovo, e vi troverai soltanto delle cose cattive e disumane, come la sua direttiva di diffondere per mezzo della spada la fede che egli predicava». Di fronte alle proteste di tutto il mondo islamico per tale citazione, ricorda ancora il New York Times, il Vaticano ha diffuso una nota spiegando che Benedetto XVI non voleva offendere ed anzi desidera il dialogo. Tuttavia, sottolinea il giornale statunitense, «questa non è la prima volta che Ratzinger fomenta la discordia tra Cristianesimo e mondo musulmano»: lo fece anche nel 2004, scrive ancora il NYT, quando era ancora prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, e si pronunciò apertamente contro l'ingresso della Turchia in Europa. «Il mondo - si legge ancora nell'editoriale - ascolta attentamente le parole di ogni papa. Ed è tragico e pericoloso quando un pontefice semina il dolore, in maniera deliberata o per negligenza. (Benedetto XVI) deve presentare scuse profonde e convincenti, mostrando che le parole possono anche essere strumento per rimarginare le ferite», conclude il giornale. Altri autorevoli quotidiani statunitensi, come il Washington Post e il Los Angeles Times, non commentano direttamente le parole pronunciate da Benedetto XVI all'università di Ratisbona, ma danno ampio spazio alle proteste dei musulmani in tutto il mondo. Le polemiche per le dichiarazioni di papa Benedetto XVI continuano a tener banco sulla stampa egiziana e araba, dove ieri, tra critiche infuocate, si leva però un invito alla calma. «Per non cadere nella trappola bisogna che la risposta alle dichiarazioni del Papa non assuma una forma violenta, perché vi sono taluni che si aspettano tali reazioni da parte nostra»: così titola il suo editoriale «Al Ahram», il principale quotidiano governativo egiziano, il quale esorta a ricorrere al dialogo. Ben diversa è però, sempre in Egitto, la reazione del settimanale indipendente «Al Osboa», che in prima pagina accusa il Vaticano di andare «verso una crociata» e nelle pagine interne titola in grande «Il nuovo nazista», riferendosi a Benedetto XVI (ma pubblicando sotto il titolo una foto di Giovanni Paolo II). Il direttore del periodico afferma che le dichiarazioni del Pontefice erano «avvelenate», afferma che «una guerra deve essere affrontata con una guerra», e invita i «nostri governi» a «chiudere le ambasciate del Vaticano» nei Paesi arabi.




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