L’NPD, Partito Nazionale Democratico tedesco ha ottenuto il 7,3% alle elezioni regionali nel Land di Mecklembourg-Poméranie, situato a nord-est della Germania. Ignorando gli “appelli alla ragione” lanciati da responsabili politici e sindacalisti, gli elettori hanno invece spedito sei rappresentanti della destra nazionalista tedesca - sbrigativamente tacciati di neo-nazismo dai Lords del Sistema - al Parlamento regionale, abituale feudo di Angela Merkel.
Dopo la Sassonia e Brandeburgo il Mecklembourg-Poméranie diviene il terzo Land dove la destra nazionale dispone di candidati eletti. La notizia è piombata come una secchiata d’acqua fredda in faccia al governo federale che fece di tutto, nel 2003, per chiudere i battenti del partito.
Eletto nel Land, il cancelliere tedesco non è riuscito a fare meglio della CDU regionale, che ha ottenuto il 28,8% delle preferenze, con una perdita di 2,6 punti percentuali. “Questo duro colpo ci riunirà” ha promesso il presidente uscente del Parlamento, la socialdemocratica Silvia Brettschneider, il cui partito è stato il principale perdente con dieci punti in meno rispetto al 2002. In questa regione l’SPD governava da più di otto anni con il Partito di sinistra, erede dell’ex partito comunista della Germania orientale, che resta stabile al 16,8% dei voti.
Disoccupazione, rincaro delle tariffe elettriche, corruzione: i poster del NPD visibili in città e villaggi si rivolgono ai “perdenti della riunificazione”, a seguire della quale la regione orientale è divenuta la più povera del paese , con un tasso di disoccupazione fisso al 18,2% ed una popolazione in ribasso del 15%.




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