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    Lightbulb Francia, sotto la bandiera niente

    da Francia, sotto la bandiera niente - Cultura - ilGiornale.it del 16-02-2010

    Francia, sotto la bandiera niente

    Oltralpe si chiude senza risposte il grande dibattito sull’identità nazionale voluto dal presidente Nicolas Sarkozy. Il Paese non ha trovato valori caratterizzanti: né culturali, né ideali, né religiosi. Forse è solo un supermercato.

    di Alain de Benoist (traduzione di Maurizio Cabona)

    «Waterloo», «funerale di prima classe», «capitolazione in campo aperto», «sconfitta politica e ideologica di prim’ordine»: quasi unanimi i commenti alla fine del «grande dibattito sull’identità nazionale» lanciato in ottobre per volontà del presidente Nicolas Sarkozy. Dibattito concluso con un nulla di fatto, salvo misure che fanno sorridere. Sorridere tristemente.

    Il primo ministro François Fillon ha annunciato che la Dichiarazione dei diritti dell’uomo del 1789, definita «esemplare», sarà affissa in ogni aula scolastica, che gli allievi riceveranno il «taccuino del giovane cittadino» e intoneranno la Marsigliese «almeno una volta l’anno», che d’ora in poi nei municipi ci sarà una cerimonia di naturalizzazione «all’americana» e che all’esercizio della cittadinanza s’applicherà una «logica simile a quella del codice stradale: formazione, prevenzione, sanzione».

    Chi voleva risposta alla domanda «Che cosa significa essere francese?», che pure era stata posta, è rimasto deluso. Nessuna risposta, per la semplicissima ragione che non ci poteva essere. Però il dibattito era atteso. Secondo una recente inchiesta, per il 76% dei francesi l’identità nazionale francese esiste. Per definirla - varie risposte erano possibili -, il 30% degli interpellati citava dati culturali, il 28% criteri geografici, il 24% elementi storici, il 21% fattori istituzionali e politici, il 20% «valori umanistici» e solo il 3% fattori religiosi.

    Non è per caso che Sarkozy ha lanciato il dibattito a pochi mesi dalle elezioni regionali di fine marzo. Nel 2007 la campagna presidenziale gli aveva mostrato che i francesi erano sensibili al tema dell’«identità nazionale», quindi la possibilità di sfruttarlo per sottrarre voti al Front National. Ha così replicato la manovra, dando di nuovo un segnale agli elettori di destra. Ma invano. Mentre la sinistra affermava che il dibattito avrebbe avuto come sola conseguenza «stigmatizzare» un po’ di più i cinque-sei milioni di musulmani oggi residenti in Francia, la destra s’è vista escludere sistematicamente dal dibattito, sia su Internet, sia in occasione delle 350 riunioni organizzate nelle prefetture e nelle sotto-prefetture. Ogni critica all’immigrazione è stata subito censurata, mentre era stato annunciato che il dibattito si sarebbe svolto «nel rispetto della libertà di parola di ognuno».

    Preso fra esigenze contraddittorie, il governo ha soprattutto voluto dare compensi a chi contestava il principio stesso del dibattito. Perciò s’è costantemente dedicato a ridurre l’«identità nazionale» ai «valori repubblicani» (laicità, difesa dei diritti dell’uomo, ecc.), legati solo a un momento della storia francese e che propriamente nemmeno le appartengono più. Valori sconnessi da ogni filiazione che non sia ideologica, dove per la parola «patria» non c’è più spazio.
    La manovra è fallita. L’opposizione di sinistra è rimasta sulle sue posizioni. L’opinione pubblica, all’inizio favorevole al dibattito, è stata profondamente delusa. E il Front National, esce rafforzato, anziché indebolito, dalla flagrante incapacità dei poteri pubblici di dare un minimo di sostanza al concetto d’identità nazionale.

    Invitato anche lui a rispondere alla domanda, il ministro dell’Immigrazione e dell’Identità nazionale, l’ex-socialista Eric Besson, ha finito per fornire questa storica dichiarazione il 5 gennaio alla Courneuve, nella regione parigina: «La Francia non è né un popolo, né una lingua, né un territorio, né una religione. È un agglomerato di popoli (sic) che vogliono vivere insieme. Non ci sono francesi di stirpe, c’è solo la Francia del meticciato». Frasi che confondono. Che contraddicono, fra l’altro, le prime parole della Costituzione della V Repubblica, dove si cita esplicitamente il «popolo francese», e che dimenticano che in Francia la giustizia è amministrata «in nome del popolo francese». Eric Besson ha poi dovuto smentire ufficialmente l’intenzione di convertirsi all’Islam per sposare l’attuale compagna, la studentessa tunisina Yasmin Tordjman, bisnipote di Wassila Burghiba, moglie dello scomparso presidente e padre dell’indipendenza tunisina Habib Burghiba.

    Sarkozy - che ha recentemente detto a Poligny, nel Giura, d’essere stato «eletto per difendere l’identità nazionale francese» - scriveva nel suo libro-programma del luglio 2006: «Penso che i francesi aspettino una Francia nuova Una Francia dove l’espressione “francese di stirpe” sia estinta». Nel 1999 aveva confidato a Philippe de Villiers: «Beato te, Philippe, ami la Francia, la sua storia, i suoi paesaggi. Che invece mi lasciano freddo. È l’avvenire a interessarmi». L’esito più chiaro del «dibattito sull’identità nazionale» è dunque che la Francia «non è né un popolo, né una lingua, né un territorio, né una religione». Che cos’è allora? Luogo di transito? Società anonima? Supermercato? A quanto pare, il futuro della Francia è il Brasile.

  2. #2
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    Predefinito Rif: Francia, sotto la bandiera niente

    Citazione Originariamente Scritto da L'Europeo Visualizza Messaggio
    «Che cosa significa essere francese?»
    Gli Identitaires francesi hanno cercato di rispondere a questa domanda..
    Ultima modifica di Lucio Vero; 17-02-10 alle 17:12

  3. #3
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    Predefinito Rif: Francia, sotto la bandiera niente

    Come sorprendersi, se un Sarkozy, che è "francese di stirpe" solo per un quarto, si auguri l'estinzione di tale espressione?

    D'altronde il problema di Sarko credo vada ben oltre il padre ungherese o il nonno ebreo sefardita nato a Salonicco... fondamentalmente mi ha sempre dato l'impressione di una persona piuttosto vuota ed arida.
    Ultima modifica di Pieralvise; 17-02-10 alle 17:14
    L'arte di essere P.A.

  4. #4
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    Predefinito Rif: Francia, sotto la bandiera niente

    è crollato l'impero romano...ora forse crollano le nazioni...che problema c'è ??:mmm:
    Anche se tutti......IO NO !!

  5. #5
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    Predefinito Rif: Francia, sotto la bandiera niente

    Ma peraltro il GRECE è ancora attivo o cosa?!mi pare che De Benoist stia diventando schifosamente moderato o.O

  6. #6
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    Predefinito Rif: Francia, sotto la bandiera niente

    Un popolo che nega il proprio passato è destinato a non avere futuro. La Francia ha scelto di quale morte vuole morire.

  7. #7
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    Predefinito Rif: Francia, sotto la bandiera niente

    beh è la liberaldemocrazia che nega qualsiasi identità nazionale.
    in liberaldemocrazia non puoi ambire ad una francia cattolica o ad una francia islamica, visto che le religioni sono da considerare tutte uguali da parte dello Stato.
    in liberaldemocrazia non puoi ambire ad una francia ariana o ad una francia negroide, perché in democrazia non si fanno distinzioni razziali.
    in liberaldemocrazia non può ambire neanche ad avere una nazione francese, visto che la nazione è una entità collettiva che ha una cultura; in democrazia tutte le culture vanno rispettate allo stesso modo, in democrazia non c'è il popolo in senso stretto, in realtà c'è la "moltitudine".
    quindi di che si voleva chiacchierare in francia? non era meglio che stavano zitti?
    per parlare di identità nazionale bisogna scaricare nel cesso la liberaldemocrazia, altrimenti l'unica identità dello Stato è appunto il riconoscersi nella liberaldemocrazia.
    Ultima modifica di Odissea; 17-02-10 alle 20:42

  8. #8
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    Predefinito Rif: Francia, sotto la bandiera niente

    C'è una cosa che non capisco in alcun modo.

    Chi ha aperto il dibattito sull'identità nazionale è rimasto "deluso" , come dice l'articolo ; ma del resto quale risposta ci si aspettava di ottenere ? Quale ? L'aspettativa stessa che la popolazione esprima un'identità nazionale è vano per non dire paradossale : il concetto di identità è qualcosa di per sè stesso di natura esclusiva. Ovvero un insieme di tratti comuni che ti avvicinano ad un gruppo di umano (tuoi simili), ma che al tempo stesso ti esclude da altri. Così si traccia una differenza, senza la quale seremmo tutti uguali, senza distinzione di stirpe o credo.
    Ora, in Francia si è voluto a tutti i costi plasmare una società laica, senza credo e senza identità etnica. Sono stati sistematicamente eliminati, dal dibattito pubblico, tutti gli elementi costitutivi del concetto di identità. I pilastri. Eliminati quelli, su COSA dovrebbe basarsi un'identità ? Sul mare e sulle stelle del cielo ? sull'ideale di concordia del genere umano ?

    La mia impressione è che una delle maggiori potenze economiche al mondo, che ora si trova a fronteggiare una crisi interna dalle conseguenze imprevedibili, sia tuttora retta da principi utopici post-rivoluzionari (1789). E' come se una certa anima idealistica delle istituzioni francesi creda ancora di pote fronteggiare masse sterminate di allogeni, al grido degli slogan romantico-progressisti di Jean Jaques Russeau.
    Oppure sperano ingenuamente che la cosiddetta identità laica (la "non identità"), possa imporsi comunque su tutto e tutti, dato che si fonda sull'essere umano. Purtroppo l'essere un "essere umano" non può essere un comun denominatore identitario per nessuna nazione al mondo. Salvo esser pronti ad accogliere tutti gli immigrati dai 4 angoli del globo.

    Proprio non capisco il perchè della delusione : si elimina l'identità dalla coscienza di un popolo e poi ci si lamenta del fatto che codesto popolo non presenta alcuno spirito identitario ? E' una contraddizione.
    Ultima modifica di Lone Wolf; 17-02-10 alle 21:32

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    Red face Rif: Francia, sotto la bandiera niente

    QUALE DIBATTITO QUANDO SI SCEGLIE LUI PER RAPPRESENTARE LA FRANCIA ALL'EUROVISION 2010 ??!!




    Guardate che "talento".




    Fonte: Eurovision 2010 : Le coupé-décalé de Jessy Matador choisi pour représenter la France

  10. #10
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    Predefinito Rif: Francia, sotto la bandiera niente

    Citazione Originariamente Scritto da Lone Wolf Visualizza Messaggio

    Proprio non capisco il perchè della delusione : si elimina l'identità dalla coscienza di un popolo e poi ci si lamenta del fatto che codesto popolo non presenta alcuno spirito identitario ? E' una contraddizione.
    appunto.
    non lo sanno neanche loro quello che vuol dire quello in cui credono, sono un branco di subumani e del tipo più imbecille.

 

 
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