manca LA COSTANZA!!!:-01#53
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chi è la Costanza ? comunque chiamala pure siamo un pò scarsi a donne
Proprio stamane ho assistito ad un fallito parcheggio da manuale. Signora di mezza età su Panda bianca (un classico), che tenta di infilare la macchina a spina in un varco ampio e comodo per quasi due auto. Dopo tre prudentissime manovre, con tanto di indicazioni dal marciapiede, striscia sull'Audi parcheggiata a fianco. Terrorizzata, ingrana la retromarcia e, previo singulto della povera utilitaria, scappa via.
:D
Paolo ma una "parabola"?
A me sembra che stai riferendo la scena che danno in un famoso "schect" (Si scrive così?) di una nostra fabbrica di birra!!!
Ma come, è persino venuta al Provinciale l'altra sera (però non ha chiesto di iscriversi, secondo me le abbiamo dato l'impressione di essere proprio quattro gatti) :D .
(quasto Thread sta diventando proprio una gabbia di matti, persino più del solito, segno che sull'argomento non c'è veramente niente da dire di concreto :fru )
ma non c'era già stato poco tempo fa il congresso del MRE? LUCIO hai un pvt
L'Amico Tupone, che è maschio ed ha gli attributi mi autorizza a postare l'intervento che farà dopodomani sabato 14/10 a Milano e che io condivido.
"ASSEMBLEA DELEGATI LOMBARDIA
MILANO, 14 Ottobre 2006
Amici,
L’assemblea di oggi e’ preparatoria del 2° congresso nazionale del MRE che si terra’ il prossimo 21/22 Ottobre.
Arriviamo al congresso dopo una fase elettorale che ci ha visto pesantemente impegnati in Lombardia sia per la nostra lista al Senato sia per l’appoggio al’Unione.
I ringraziamenti a tutti gli amici che hanno lavorato in questa fase sono d’obbligo e non scontati.
Sapevamo di dover affrontare un compito duro, con scarsita’ di mezzi, schiacciati fra i partiti maggiori dell’Unione, compressi nelle nostre espressioni dal leale appoggio alla coalizione ed al programma dell’Unione.
I risultati, come ben sapete, sono stati scarsi ed al di sotto delle aspettative di molti di noi, ma col senno di poi forse non dovevamo aspettarci piu’ di tanto, tenendo conto di come l’MRE non fosse conosciuto e di come la campagna elettorale fosse polarizzata attorno ai due partiti maggiori.
A cio’ si e’ aggiunta una politica miope dell’Unione nel non valorizzare la presenza laica dell’MRE rispetto sia al PRI sia alla Rosa nel Pugno.
Abbiamo inoltre partecipato con convinzione alle fase iniziali per la costituzione del Partito Democratico, intendendo con cio’ raccogliere l’eredita’ di quegli esponenti Repubblicani che lo avevano teorizzato ed auspicato, nell’ambito di un progetto teso al superamento della ideologia marxista e cattolica, superamento atto a dotare il panorama politico italiano di un forte partito laico ed europeista, in uno scenario maggioritario e bipolare.
Sappiamo bene che il Partito Democratico non puo’ nascere senza la partecipazione di DS e Margherita, ma noi sappiamo altrettanto bene che se nasce senza Repubblicani, Socialisti e, soprattutto, senza i movimenti dei cittadini nasce snaturato della sua vera natura.
Cio’ che e’ accaduto ultimamente attorno al progetto del Partito Democratico ha messo in crisi molti di noi, deludendo speranze e motivando dissensi, da qui’ nasce l’esigenza per l’MRE di porre condizioni precise e imprescindibili per la partecipazione al progetto, condizioni che non possono e non devono riguardare il ruolo degli esponenti MRE nel futuro partito, ma devono essere concentrate sulla difesa del principio di laicita’ della politica, sul principio della democrazia nella partecipazione dei cittadini, sul rispetto e sulla pari dignita’ delle culture che si andranno a fondere, sul rispetto delle indicazioni che il popolo delle primarie ha chiaramente dato, sull’evidente messaggio venuto dall’elettorato dove ha premiato l’Ulivo con un numero di voti maggiore rispetto alla mera somma delle sue componenti partitiche.
Rimanendo il Partito Democratico, fatto salvo il rispetto delle condizioni enunciate, un obiettivo di fondo, dobbiamo definire un percorso per l’MRE che ci consenta di arrivare ai prossimi appuntamenti con la capacita’ di valorizzare la cultura Repubblicana, ritrovando un ruolo politico distinto nell’ambito del centro sinistra, ridando slancio al iniziative autonome ed, ove necessario, critiche, ricercando il consenso ragionato di quelle componenti sociali che si sono allontanate dalla politica non ritrovando in essa un riconoscimento delle proprie aspirazioni e necessita’.
Nessun altra cultura politica ha oggi le caratteristiche teoriche e storiche di quella Repubblicana, nessuna ha la capacita’ intrinseca di rappresentare una societa’ laicamente moderna, ancorata all’Europa, aperta al cambiamento, predisposta a riformare, senza retaggi ideologici e senza chiese, ed al tempo stesso solidale verso le classi piu’ deboli e severa nel chiedere il rispetto dei doveri a tutti i cittadini, prima ancora che la rivendicazione dei diritti e dei privilegi.
Dobbiamo dunque ritrovare una strada persa, o meglio dobbiamo costruire una strada nuova perche’ la societa’ e’ cambiata ed il percorso deve essere necessariamente adattato al nuovo panorama che ci si presenta.
Non possiamo continuare a rivendicare la nostra storia se non troviamo al suo interno l’attualita’, cosi’ come non possiamo continuare in una sterile polemica, poco conosciuta e compresa solo da noi, su cio’ che e’ accaduto a Bari, con la dolorosa scissione dei Repubblicani.
Per non essere frainteso dura e’ la mia condanna di Giorgio Lamalfa e della scelta di portare il PRI nel centro destra, accomunando la storia Repubblicana a quella degli ex fascisti, a quella razzista e settaria della Lega, alla politica “pro domo sua” di Berlusconi e Forza Italia; ma detto cio’ ritengo che vada fatto ogni sforzo possibile per recuperare l’unita’ dei Repubblicani, partendo da un’azione forte e decisa verso tutti coloro che essendo rimasti nell’ambito del centro sinistra non hanno aderito al MRE. E non puo’ essere fatta con una operazione di vertice ma partendo dalla base, partendo da tutti quei raggruppamenti che hanno mostrato disagio e volonta’ di ritrovarsi, evitando censure preventive ma dimostrando capacita’ di ascolto ed attenzione.
Forse e’ giunto il momento di chiedere ai protagonisti dello sciagurato congresso di Bari di fare un passo indietro, lasciando piu’ spazio a coloro che non l’hanno vissuto e che non si portano dietro un comprensibile fardello di tristezza e rancori personali per quanto accaduto, dando spazio a nuove figure motivate dalla voglia di costruire e di programmare un futuro per il nostro movimento, senza condizionamenti e rimpianti.
Non posso evitare inoltre di ricordare come l’intervento di Boselli all’ultimo congresso mi abbia coinvolto per il suo spirito profondamente laico cosi’ come non posso dimenticare le battaglie civili dei Radicali e la lotta per la legalita’ dell’Italia dei Valori e, pur nella consapevolezza dei numerosi limiti di tali formazioni politiche, ritengo che un’azione comune su temi specifici possa essere trovata e percorsa; penso all’eutanasia, penso alla ricerca sugli embrioni, penso alla difesa della legge sull’aborto, penso alla difesa della scuola pubblica, penso alla riforma dell’ora di religione, anche se non penso a patti federativi, patti che ci vedrebbero probabilmente troppo deboli rispetto alla struttura ed esperienza dei predetti partiti.
Dunque, e concludo, cio che auspico e’ una strategia politica che non sia una mera condivisione acritica di progetti, auspico il ritrovare la capacita’ di svolgere un’azione critica nei confronti di un centro sinistra spesso incapace di cogliere i cambiamenti sociali e di interpretarli, auspico un rinnovamento dei vertici del movimento, auspico un’azione di ricongiungimento delle componenti Repubblicane del centro sinistra, auspico un dialogo ed una collaborazione con i partiti di cultura laica, auspico il ritorno alla politica come strumento di partecipazione effettiva per la costruzione di una democrazia giusta, solidale, europeista e profondamente laica.
Enrico Tupone
Coordinatore Regione Lombardia Milano, 14 Ottobre 2006
Breve riepilogo per gli Amici di altri Partiti :-01#44 :
nel MRE il Congresso Nazionale Ordinario si celebra ogni due anni; il Movimento è stato fondato formalmente nel 2002 (anche se qualche aggregazione esisteva già a primavera 2001), nel 2004 si è tenuto il primo Congresso Nazionale, mentre il secondo si terrà -come previsto- fra qualche giorno.
Sin dalla sua nascita il Movimento si è schierato senza remore "per l'Ulivo": alle disastrose Politiche del 2001, alle Europee del 2004, alle Regionali del 2005. La linea politica a supporto dell'aggregazione "per Ulivo" è sempre stata esplicitamente dichiarata e lealmente (nel nostro piccolo) concretizzata. Nel 2005 il MRE è stato fra i quattro partiti che hanno formalmente fondato "l'Ulivo" (c'erano ancora gli SDI).
Verso gennaio 2006 scopriamo che DS e DL ci hanno a tutti gli effetti "buttato fuori", dandoci da intendere senza mezzi termini che essendo loro due partiti già di tipo federativo ed avendo entrambi al proprio interno una componente "repubblicana", noi eravamo di troppo.
In fretta e furia viene convocato un Congresso Straordinario per decidere che posizione tenere in occasione delle cruciali Elezioni Politiche dell'aprile 2006 (quelle che segneranno di misura la caduta del berlusconesimo): l'esito del Congresso Straordinario fu che il MRE avrebbe dovuto impegnarsi in ogni caso a sostenere il centrosinistra e la candidatura di Prodi in particolare.
Nell'evoluzione della situazione che si sviluppò nelle settimane seguenti, all'atto pratico ai direttivi regionali del MRE venne demandato di trovare localmente la strada migliore per ottenere tale scopo presentando o non presentando liste.
L'esito come si sa fu catastrofico per noi (che già piccoli ci trovammo a muoverci assolutamente alla spicciolata ed in assenza di visibilità nazionale), tuttavia il nostro contributo fu indispensabile alla vittoria del centrosinistra, basti dire che i voti da noi raccolti (e serviti alla fin fine per contribuire ad eleggere candidati DS e DL) per quanto modestissimi furono oltre il doppio del risicato distacco inflitto dal centrosinistra al centrodestra.
Naturalmente se prima ci avevano preso a pesci in faccia dopo è stato anche peggio.
Ora il MRE deve decidere la propria linea politica per il proprio futuro.