http://pasquale1.wordpress.com/2006/...le-margherita/
Il buon Rutello cicciobello guaglione se ne inventata un’altra. Sullo stile del craxismo peggiore, invia tessere di partito non richieste a casa di ignari cittadini. Difatti numerose persone si sono rivolti a Striscia la Notizia per denunciare un fatto molto strano. A molta gente, infatti, è stata recapitata una lettera in cui, oltre ai ringraziamenti per l’iscrizione alla Margherita, si riportano in dettaglio tutti i dati anagrafici del destinatario e si allega la tessera del partito.
Ovviamente gli interessati NON hanno mai richiesto alcuna tessere e non sono iscritti al partito in questione.
Il servizio di “Striscia”
Siamo arrivati all’iscrizione COATTA al partito?
Come mai questa corsa sfrenata al reclutamento del maggior numero di persone possibile? Forse, in vista della nascita del nuovo partito democratico, si vuole dimostrare di essere più numerosi degli altri “alleati” per ottenere più voce in capitolo?


Il buon Rutello cicciobello guaglione se ne inventata un’altra. Sullo stile del craxismo peggiore, invia tessere di partito non richieste a casa di ignari cittadini. Difatti numerose persone si sono rivolti a Striscia la Notizia per denunciare un fatto molto strano. A molta gente, infatti, è stata recapitata una lettera in cui, oltre ai ringraziamenti per l’iscrizione alla Margherita, si riportano in dettaglio tutti i dati anagrafici del destinatario e si allega la tessera del partito.
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«Siamo stati noi a provocare la trasparenza: se non avessimo spedito la lettera per verificare eventuali imbrogli Striscia non avrebbe potuto intervistare nessuno. Credetemi: non siamo più ai tempi del tesseramento delle anime morte». Questa frase dura e pura del responsabile organizzativo della Margherita, che commenta la puntata di Striscia la notizia in cui sono state trasmesse interviste di cittadini che si sono trovati senza saperlo inseriti negli elenchi dei tesserati DL (incluso uno, incazzatissimo, di Rifondazione). Per la cronaca, ricordiamo che la Margherita dichiara 450mila iscritti. Di questi circa 200mila sono recentissimi e determinanti per i pesi politici al prossimo congresso. Insomma, la Diccì perde Forlani ma non il vizio.

