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    Post Un eroe cattolico: Andreas Hofer

    (I parte)
    Centro studi Giuseppe Federici - Per una nuova insorgenza



    La figura di Andreas Hofer (1767-1810), comandante supremo dell’insurrezione tirolese contro Napoleone, non si può comprendere fino in fondo senza un’adeguata valutazione della sua profonda religiosità. Nello stesso modo anche la sollevazione dei tirolesi del 1809 contro i bavaresi e i francesi non si può capire senza tener presente l’elemento religioso.

    IL TIROLO UNA ROCCAFORTE DEL CATTOLICESIMO
    Il Tirolo di Andreas Hofer era contrassegnato da una profonda tradizione cattolica che permeava tutta la vita privata e pubblica della popolazione. Questa forte impronta cristiana risaliva innanzitutto al 18′ secolo durante il quale le missioni popolari dei gesuiti avevano trasformato il Tirolo in una “santa terra”. I gesuiti avevano introdotto un’intensa devozione al Sacro Cuore di Gesù che infine avrebbe portato alla consacrazione solenne del Tirolo al Sacro Cuore nel 1796.
    La profonda religiosità dei tirolesi si manifestava anche in tante tradizioni: si celebravano sante messe in momenti particolari, si indicevano processioni e pellegrinaggi, si veneravano la Madonna, gli angeli e i santi, si fondavano confraternite. Anche nelle famiglie si praticava un’intensa vita religiosa: la preghiera prima e dopo i pasti, la recita dell’angelus e del rosario facevano parte della vita quotidiana. Inoltre si vedevano dappertutto simboli cristiani: ogni piccola frazione aveva la sua chiesa o la sua cappella, su ogni sentiero e in tutte le stuben si vedevano crocifissi. La gente si salutava dicendo “Sia lodato Gesù Cristo!” In questo modo tutta la vita dei tirolesi era segnata da un atteggiamento profondamente religioso.

    L’ATTEGGIAMENTO RELIGIOSO DI ANDREAS HOFER
    Questo spirito cristiano formò anche la personalità di Andreas Hofer. Il futuro capo dei tirolesi crebbe in una famiglia praticante e ricevette le prime istruzioni religiose da parte dei familiari. Alla sua famiglia risaliva probabilmente la sua abitudine di recitare il rosario e di venerare il Sacro Cuore di Gesù. La sua indole era caratterizzata da un atteggiamento profondamente cristiano. Johann Staffler (1793-1868), un compaesano che lo conobbe di persona, lo descrive come “profondamente onesto e ragionevole, buono, gentile e sereno, delle volte anche spiritoso, ma sempre guidato da un senso pio e cristiano.”
    Anche il grande scrittore e storiografo tirolese Beda Weber (1798-1858), che a lungo si era intrattenuto con diversi contemporanei dell’Hofer in val Passiria, sottolinea la grande religiosità del capo tirolese: “La sua pietà aveva le sue radici in un sentimento religioso che escludeva ogni tipo di elucubrazioni; la consapevolezza dell’onnipresenza di Dio lo accompagnava ovunque e lo rendeva sereno, paziente, misericordioso verso tutti gli uomini. Egli disprezzava la rassegnazione e le chiacchiere critiche nei confronti della morale altrui. L’appartenenza alla Chiesa la sentiva come un bisogno.”
    Significativa per lo spirito religioso dell’Hofer è anche un’iscrizione che si trova sulla parete della stube nel Sandhof: “Nell’anno 1802 si fece il voto di celebrare ogni anno in questo luogo la festa del dolcissimo Cuore di Gesù e la festa di San Francesco Saverio.” Sopra questa scritta si trovano le lettere iniziali di Andreas Hofer e di sua moglie, accompagnate dalle lettere C+M+B che figurano quali iniziali di una formula di benedizione che si trova sulla porta d’ingresso di tante case tirolesi e che significa “Christus Mansionem Benedicat” (Cristo benedica questa casa).

    I TIROLESI SI OPPONGONO ALL’ILLUMINISMO DELL’IMPERATORE GIUSEPPE II
    Dalla seconda metà del 18′ sec. in poi s’incominciò a sentire anche nel Tirolo la crescente influenza delle idee illuministiche che mettevano in discussione la fede cristiana e i costumi tradizionali. Ma la popolazione contadina tirolese intuì ben presto la portata di queste idee rivoluzionarie e anticristiane e si oppose fin dall’inizio alle riforme illuministiche. Il primo confronto avvenne durante il governo dell’imperatore asburgico Giuseppe II (1780-1790). Questo imperatore, figlio della pia imperatrice Maria Teresa, cercava di imporre a tutto l’impero una radicale riforma religiosa che s’ispirava alla filosofia illuministica.
    Questa riforma prevedeva l’eliminazione di tante feste religiose, vietava le processioni, metteva in discussione vari culti e funzioni religiose e portava alla sospensione degli ordini contemplativi. Essa vietava anche il culto del Sacro Cuore al quale il Tirolo era particolarmente devoto. Questi ed altri provvedimenti presi dal governo viennese indignarono talmente i tirolesi che si dovette temere una sollevazione. L’imperatore poco prima della sua morte si vide costretto a ritirare i suoi ordini e ad ammettere nuovamente le varie forme di culto tanto care ai tirolesi.

    LE RIFORME ILLUMINISNCHE DURANTE L’OCCUPAZIONE BAVARESE
    Il secondo conflitto per la difesa della religione contro Illuminiamo invadente ebbe luogo durante il governo bavarese nell’epoca napoleonica. Dopo la grave sconfitta di Austerlitz l’Austria con la pace di Presburgo (1805) dovette cedere il Tirolo a Napoleone che lo aggregò alla Baviera, sua fedele alleata. In questo modo il Tirolo (che allora comprendeva anche il Trentino) passò dall’Impero asburgico alla Baviera. Nonostante le promesse solenni del re Massimiliano Giuseppe I di Baviera di rispettare i costumi tirolesi, il governo bavarese incominciò ben presto ad imporre le riforme illuministiche in tutti i settori.
    L’anima di queste riforme fu il primo ministro bavarese, il barone Massimiliano Montgelas (1759-1838). Questi era il rampollo di una famiglia nobile proveniente dalla Savoia. Suo padre era entrato in servizio presso il re di Baviera. Il giovane Montgelas aveva studiato a Nancy e a Strasburgo dove si era imbevuto delle idee dell’illuminismo. Dopo il suo ingresso nella politica divenne rapidamente primo ministro e legò il destino della Baviera alla Francia. Inoltre il Montgelas era membro di una loggia massonica che aveva dei rapporti particolari con influenti circoli francesi.
    Il governo bavarese prese energici provvedimenti contro le usanze religiose: combatté e vietò la recita del rosario in chiesa, le funzioni mattutine del Rorate durante l’avvento, la messa cantata di mezzanotte a Natale, l’allestimento del Santo Sepolcro durante la Settimana Santa. Proibì il suonare delle campane e la benedizione contro il pericolo dei temporali, vietò le novene, le processioni, i pellegrinaggi, il suonare le campane a distesa per i defunti. Soppresse tante festività religiose dei contadini e le confraternite. Ai vescovi di Trento, Bressanone e Coira, che allora erano i pastori delle varie parti del Tirolo, vennero imposti i seguenti ordini: tutti i chierici prima della loro ordinazione dovevano essere esaminati e approvati in nome del re dai professori dell’Università dì Innsbruck; i sacerdoti dovevano essere esortati a eseguire “con la più perfetta sottomissione tutte le ordinanze regie che riguardassero ‘la polizia della Chiesa”‘; i vescovi dovevano passare al re “la collazione di tutti i benefizi ed anche la nomina dei curati delle loro diocesi.” Lo stato bavarese si arrogò il diritto della formazione e dell’ammissione dei preti, della nomina dei professori e della gestione finanziaria della Chiesa. Attraverso la “polizia della Chiesa” controllava l’intera vita ecclesiastica, spiava le prediche domenicali, controllava addirittura il consumo delle candele e dell’olio santo nelle chiese. Gli sbirri non esitavano nemmeno a far finta di confessarsi per sapere come la pensassero i preti e per poterli denunciare.

    L’OPPRESSIONE BAVARESE E LA RESISTENZA TIROLESE
    I vescovi, il clero e i fedeli compresero ben presto che queste riforme non mettevano in pericolo soltanto la fede, ma anche tutta la vita comunitaria basata in gran parte su valori religiosi. E così essi tentarono di opporsi in tutti i modi a queste riforme che mettevano in discussione la vita religiosa e con essa anche l’identità tirolese. Ma i bavaresi e i loro collaboratori locali, fra i quali sono da nominare innanzitutto il conte d’Arco e il barone Hofstetten, risposero a quest’opposizione con provvedimenti molto drastici: appena i vescovi di Trento e Coira fecero capire che non avrebbero aderito agli ordini del governo, furono mandati in esilio; quando diversi esponenti del clero non si piegavano alla volontà del governo bavarese, venivano minacciati e messi in prigione; se i preti non rispettavano le direttive della riforma, essi venivano sostituiti da “preti del governo”; quando in alcuni comuni si organizzavano dei pellegrinaggi, questi comuni venivano puniti con multe salate. Vennero arrestati alcuni di quelli che avevano portato i crocifissi durante le processioni, si picchiarono pubblicamente delle ragazze che avevano suonato a distesa le campane.
    I bavaresi chiusero anche diversi conventi e monasteri, saccheggiarono le biblioteche e portarono le opere d’arte in Baviera. “Ogni soppressione di un monastero era seguita immediatamente da un’asta al pubblico…” Diverse volte ricchi commercianti ebrei comprarono gran parte degli oggetti e fecero dei buoni guadagni. “In tal guisa una grande quantità di oggetti che servivano al culto e tutta l’argenteria della Chiesa caddero nelle loro mani con grande scandalo del popolo.” A quell’epoca sorse una specie di Chiesa clandestina. Allora i parroci mandati in esilio “percorrevano travestiti quelle valli e vi celebravano i santi misteri ora nei granai, ora nelle grotte, ed ora eziandio (anche) nel più fitto delle selve.” I credenti restavano fedeli ai loro preti: “I penitenti facevano molte leghe di viaggio per trovare un confessore, le donne che erano vicino al parto si recavano in qualche villaggio, nel quale si sapeva esser nascosto un vero prete, perché il futuro neonato avesse dalle sue mani il santo battesimo, i malati si facevano trasportare altrove per ricevere il santo viatico…”.
    I fedeli disertavano le sante messe celebrate dai “preti del governo” e li insultavano. Viceversa la popolazione difendeva i sacerdoti contro i soprusi della polizia e delle truppe bavaresi mandate nelle parrocchie. La popolazione implorava il cielo affinché queste tribolazioni finissero. Anche Andreas Hofer, l’oste del Sandhof in val Passiria, era preoccupato. Era ben informato su tutte queste faccende. “Quando gli si parlava delle presenti calamità che sopportava la Chiesa, si contentava di rispondere: “Amici, bisogna pregare, giacché è assai grande il pericolo che corre la fede.”

    L’OPPRESSIONE RELIGIOSA MISE IN PERICOLO L’IDENTITA’ TIROLESE
    Per comprendere ancora meglio lo stato d’animo dei tirolesi di allora, vogliamo ricordare che le riforme illuministiche “strappavano al popolo le sue più pure gioie, le sue più care memorie, le sue più antiche tradizioni, e le sue ispirazioni più poetiche.”
    Con tanta sensibilità un autore francese del secolo scorso descrisse la situazione: “A che cosa si riducevano per esempio dopo tali ordini le feste così animate e rumorose della valle dello Ziller, che erano sempre accompagnate dal canto di alcune canzoni composte dai più abili poeti del paese, dalla musica, dalla danza, e dalla lotta che aveva luogo nella piazza medesima della Chiesa? Che cosa diventavano nella valle dell’Inn quei drammi rusticani, nei quali quei montanari sopra un palco innalzato sotto la volta del cielo rappresentavano agli occhi di un’immensa moltitudine le vecchie leggende del paese, vari racconti della Bibbia e soprattutto quelli della passione, per mezzo della mimica, di cori e di semplici produzioni? Che cosa diventava finalmente nei dintorni di Brixen (Bressanone) quella famosa processione del Corpus Domini, nella quale gli uomini di quella valle, vestiti nei loro costumi pittoreschi, tutti a cavallo, con le bandiere spiegate e la banda musicale alla testa, facevano corteggio al clero, che anch’esso a cavallo apriva la marcia portando il Santissimo Sacramento?”
    Questa gente aveva bisogno delle sue festività che le davano una ben precisa identità, ma anche la forza necessaria per affrontare le difficoltà della vita. ” … abbisognavano della loro semplicità patriarcale, della loro allegria, della loro fede per amare il loro paese, del resto sì povero, per sopportare le loro fatiche così penose e per trovare in Dio la forza necessaria per superare tutte le difficoltà della vita…”

    ANDREAS HOFER COME FIGURA OPPOSTA DI MONTGELAS
    Le varie persecuzioni e tribolazioni subite nel campo della fede contribuirono notevolmente all’indignazione dei tirolesi nei confronti dei bavaresi e dei francesi. Quando i tirolesi nel 1809 insorsero contro i loro oppressori, la soppressione religiosa figurava fra i primi motivi per la loro rivolta. Scrive A. Luciani: “Montgelas non immaginava fin dove potesse arrivare il sentimento religioso del cattolicissimo popolo tirolese. Questo inoltrò al re di Baviera rispettose istanze, perché fosse ritirato il “decreto empio e liberticida”. Invano. Allora fu l’insurrezione in massa.”
    E il simbolo di questa insurrezione divenne Andreas Hofer che in tutto era l’opposto di Montgelas. “Quasi non si conoscono altre due figure più diverse e più opposte di così: l’uno letterato e ostinato riformatore, l’altro senza istruzione superiore e conservatore; l’uno un cortigiano autocompiacente, l’altro un oste gioviale; l’uno formato dall’illuminismo scettico e dalla massoneria, l’altro figlio profondamente credente e pio della Chiesa cattolica-romana; l’uno malaticcio e debole, l’altro esuberante di salute e di rigogliosa forza; Montgelas, il nobile servitore di un re dipendente da Napoleone, Andreas Hofer, un difensore e rappresentante del ceto contadino e del popolo semplice.” Questi due personaggi incorporarono i due grandi contendenti: l’illuminismo massonico e il cristianesimo cattolico popolare.

    L’IMPRONTA RELIGIOSA DELL’INSURREZIONE TIROLESE
    Nella primavera del 1809 i tirolesi insorsero contro i bavaresi e i francesi. Le compagnie tirolesi riuscirono a sconfiggere più volte i nemici. Sul monte Isel nelle vicinanze di Innsbruck Andreas Hofer inflisse tre sconfitte agli eserciti franco-bavaresi. Tutta l’insurrezione fu contrassegnata da una forte impronta religiosa. Ciò si esplicava nel motto scelto dai patrioti tirolesi: “Per Dio, per l’imperatore e per la patria!” e nei vari editti emanati da Andreas Hofer e dai suoi comandanti. In un editto di Hofer alle compagnie di Axams si leggono le seguenti righe: “Se mai vi accorgete che ci avviciniamo… non esitate a prendere le armi. Si tratta di religione e di cristianesimo; non lasciatevi ingannare dai mascalzoni…”
    Un altro esempio significativo sono le seguenti righe scritte dal comandante Speckbacher: “Prego nel nome di Dio e della SS. Trinità, che tutti gli uomini che possono portare le armi partano coi Landsturm generale … per combattere per Dio, la patria, l’imperatore.” Più volte Andreas Hofer e gli Schützen tirolesi prima delle battaglie decisive parteciparono alla messa e si comunicarono devotamente. Significativa una frase pronunciata da Hofer prima della terza battaglia al monte Isel: “Tirolesi, siete pronti? Allora diamoci da fare. Avete ascoltato la Messa, avete bevuto la vostra grappa, adesso avanti nel nome di Dio!” Andreas Hofer promise anche solennemente che i tirolesi avrebbero celebrato ogni anno la festa del Sacro Cuore di Gesù se il paese fosse stato liberato dal nemico. E subito dopo la seconda vittoria al monte Isel ordinò l’introduzione di questa festa.
    Dopo le varie vittorie i tirolesi si ricordarono sempre di ringraziare il Signore per la sua assistenza. Si celebrarono delle messe e si fecero delle processioni. L’Hofer, anche nei momenti del massimo trionfo, non tralasciava di attribuirne il merito a Dio. Molto famosa è la sua frase pronunciata davanti alla folla che lo inneggiava ad Innsbruck: “Non io, non voi, ma quello lassù!” In un suo editto l’Hofer scrisse: “Semmai noi abbiamo sperimentato la bontà indulgente e salvatrice di Dio verso di noi, ciò fu certamente nella prima metà del mese di agosto (1809), quando l’aiuto del Cielo ci strappò così visibilmente dalle mani di un nemico che crudelmente soggioga e che non rispetta né religione, né trattati, né umanità.”
    Anche verso la fine dell’insurrezione, quando le sorti dei tirolesi avevano già preso una brutta piega, Hofer era ancora fiducioso che l’intervento divino potesse assecondare la sua battaglia: ” … voi vedete, cari fratelli, che Dio ci ha scelti come il suo popolo preferito e ci incita a battere una nazione straniera, la più forte che è sulla terra. Noi ci batteremo come i cavalieri antichi, e Dio e la nostra Santa Vergine ci daranno la loro benedizione…”
    L’Hofer, come ha affermato abbastanza spesso e insistentemente nei suoi editti, prese le sue decisioni in vista di Dio e della fede. La convinzione religiosa dei tirolesi era in certi casi talmente grande che essi lottavano ad oltranza anche quando la disfatta era ormai evidente. Erano talmente convinti di combattere per la causa giusta che non potevano immaginarsi che il cielo li abbandonasse nella loro “guerra santa”. In questo senso la convinzione religiosa troppo emotiva di alcuni capi dell’insurrezione portò anche a conseguenze tragiche.

    (Fonte: http://www.padaniacity.org/articoli.asp?ID=339
    Si ringrazia l’Agenzia Tangram di Merano per la cortese autorizzazione a pubblicare l’articolo).

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  2. #2
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    segnalo che Don Carandino ha dedicato recentemente alcune splendide trasmissioni su RPL a questa nobilissima figura di Eroe.

  3. #3
    Armin
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    Un eroe tirolese.

  4. #4
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    Lightbulb Re: Un eroe cattolico: Andreas Hofer

    Ricordiamo nell’anniversario della sua morte terrena il glorioso comandante Andreas Hofer (San Leonardo in Passiria, 22 novembre 1767 – Mantova, 20 febbraio 1810), patriota ed eroe tirolese nonchè soprattutto martire cattolico sempre fedele all'unica vera Chiesa (Una, Santa, Cattolica e Apostolica) fondata da Nostro Signore Gesù Cristo, quella Petrina e Romana…




    “In devoto ricordo di Andreas Hofer, fucilato il 20 febbraio 1810”
    https://forum.termometropolitico.it/...io-1810-a.html
    https://forum.termometropolitico.it/...eas-hofer.html
    https://forum.termometropolitico.it/...eas-hofer.html
    https://forum.termometropolitico.it/...eas-hofer.html
    https://forum.termometropolitico.it/...eas-hofer.html
    https://forum.termometropolitico.it/...eas-hofer.html
    https://forum.termometropolitico.it/...e-mantova.html
    https://forum.termometropolitico.it/...eas-hofer.html
    https://forum.termometropolitico.it/...eas-hofer.html





    https://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/
    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda»
    “20 febbraio 1809 - 20 febbraio 2019: anniversario della fucilazione di Andreas Hofer, difensore del regno sociale di Cristo in Tirolo, da parte dei soldati di Napoleone. da Giuseppe Federici”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...bf&oe=5D21FBB9







    Andreas Hofer, eroe cattolico - Centro Studi Giuseppe Federici
    http://www.centrostudifederici.org/a...roe-cattolico/
    «Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
    Comunicato n. 15/19 del 20 febbraio 2019, Sant’Eleuterio
    Andreas Hofer, eroe cattolico
    Il 20 febbraio 2019 ricorre il 210° anniversario della morte di Andreas Hofer, comandante dell’insorgenza cattolica in Tirolo, fucilato a Mantova dalle truppe napoleoniche. La fede di Andreas Hofer emerge chiaramente dall’ultima lettera che scrisse all’amico Puhler prima dell’esecuzione, che può essere considerata come il suo testamento.


    Il testamento di Andreas Hofer
    “Carissimo fratello la volontà di Dio è che io passi qui a Mantova dalla vita all’eternità; che Dio sia benedetto per la sua divina grazia che mi rende la morte così facile come se mi portassero in qualche altro luogo (e non all’esecuzione). Dio mi concederà fino all’ultimo la grazia di poter giungere colà dove la mia anima potrà essere felice in eterno con tutti i santi, dove pregherò Dio per tutti e particolarmente per quelli ai quali sono più debitore, anche per Lei e la Sua carissima moglie per il libricino (di preghiere) e le altre opere buone. Anche tutti i buoni amici che qui ancor vivono devono pregare per me, per togliermi dalle fiamme ardenti se dovessi scontare ancora il Purgatorio. La mia carissima ostessa mi farà dire le messe a San Martino nel Santuario del Preziosissimo Sangue. Alla Messa dovranno esse re invitati gli abitanti delle due parrocchie (di San Leonardo e San Martino) e agli amici si dovrà dare durante il banchetto funebre nell’osteria di sotto (del nipote Giovanni Griner) minestra e carne più mezza misura di vino.
    Il denaro che avevo con me l’ ho diviso tra i poveri. Prendi di quel che resta ancora (in Passiria) quanto ti occorre fino a quando potrai parlare con Hans Mayr. Lui parlerà sicuramente alla gente anche del denaro per i poveri. per il resto fai tu i conti con loro, più onestamente che puoi, affinché io non debba espiare in Purgatorio.
    Caro signor Phuler, vada per me ed esponga la faccenda all’oste di sotto a San Martino, Lui darà certo disposizioni. Non parli però con nessuno di queste cose; si faccia dare 50 fiorini e in più (il rimborso) di tutte le spese.
    State tutti bene in vita finché ci ritroveremo in cielo e vi loderemo Dio fino alla fine. Tutti gli abitanti della Passiria e i miei conoscenti mi ricordino nelle loro preghiere. Che l’ostessa non si addolori troppo, io pregherò Dio per tutti voi. Addio, mio mondo infame, la morte mi sembra così facile che gli occhi non mi si bagnano.
    Scritto alle ore cinque di mattina, e alle nove con l’aiuto di tutti i santi farò il mio viaggio verso Dio.
    Mantova, li 20 febbraio 1810
    Il tuo in vita amato Andreas Hofer di Sand in Passiria. Nel nome del Signore comincerò il viaggio con Dio! Fatelo sapere anche a Morandell”.

    Il museo di Andreas Hofer in Val Passiria, nella casa natale
    http://www.museum.passeier.it/it

    Il canto Zu Mantua in Banden:
    https://youtu.be/tn2ZGGEz4_k


    Traduzione in lingua italiana:
    A Mantova era in catene
    il coraggioso Hofer,
    a Mantova alla morte
    lo porta la schiera nemico.
    Gli sanguina il cuore dei fratelli,
    la terra tedesca intera ahimè nella vergogna e nel dolore,
    con lui il Tirolo, con lui il Tirolo!
    Con lui il Tirolo, con lui il Tirolo!

    Le mani dietro la schiena,
    Andreas Hofer camminò
    con un passo calmo e deciso,
    gli sembrò iniua la morte,
    la morte, così molte volte
    gli fu mandata nella valle dal monte Isel,
    nella santa terra tirolese, nella santa terra tirolese!
    Nella santa terra tirolese, nella santa terra tirolese!

    Ma dopo che dalle sbarre della cella
    nella dura Mantova,
    le fedeli armi dei fratelli
    vide stendere nelle mani
    allora gridò forte: “Dio sia con voi,
    con l’Impero dei tedeschi traditi!”
    e con il Tirolo, e con il Tirolo!
    E con il Tirolo, e con il Tirolo!

    Il Tambuor non voleva rullare
    volentieri la bacchetta,
    al momento in cui Andreas Hofer
    camminò verso la porta della prigione.
    Andreas ancora libero dalle catene,
    rimase fermo in piedi sul patibolo,
    l’uomo dal Tirolo, l’uomo dal Tirolo!
    L’uomo dal Tirolo, l’uomo dal Tirolo!

    Dovrebbe mettersi in ginocchio lì,
    disse: “Questo non lo faccio!
    Io voglio morire, così in piedi,
    voglio morire come mi sono battuto,
    così come sono in piedi su questa trincea,
    viva il mio buon imperatore Francesco,
    e con lui il suo Tirolo, e con lui il suo Tirolo!
    E con lui il suo Tirolo, e con lui il suo Tirolo!”

    E dalla mano la benda
    il caporale gli leva;
    Andreas Hofer prega
    qui un’ultima volta;
    poi grida: “Ora, centratemi nel punto giusto!
    Fate fuoco! ahimè! come sparate male!
    Addio, o mio Tirolo. Addio, o mio Tirolo.
    Addio, o mio Tirolo. Addio, o mio Tirolo.»
    http://www.centrostudifederici.org/w...candele094.jpg








    Andreas Hofer non trova pace.
    http://www.emiliogiuliana.com/2-unca...rova-pace.html
    «ANDREAS HOFER, NON TROVA PACE.

    Crescendo ho imparato che non vi sono nemici da combattere, ma verità da difendere.
    Dovuta premessa per fugare ogni dubbio dall’idea che il mio approccio ad Andrea Hofer “diverso” dagli Schutzen sia pretestuoso, campanilistico, da tifoseria o addirittura anti-Asburgico.
    Il casato degli Asburgo fino alla rinuncia dell’imperatore Francesco II d’Asburgo del titolo di imperatore del sacro romano impero, scegliendo di mantenere solo il più modesto titolo di imperatore di Austria e Ungheria, detenevano il titolo di imperatori del Sacro Romano Impero, titolo che ha avuto origine dall’incoronazione di Carlo Magno, avvenuta la notte di natale dell’anno 800. Dunque chi ha a cuore e trova nella classicità romana il proprio modello e riferimento valoriale, non può che abbracciare benevolmente il casato degl’Asburgo. Certamente, come accadde nel periodo dell’impero romano, anche durante le reggenze degli Asburgo, non tutti gl’Imperatori furono all’altezza e degni dell’incarico ad essi affidato.
    Ad esempio l’imperatrice Maria Teresa, con mano più energica rispetto ad imperatori, che secoli prima l’avevano preceduta -vedi Corrado II e Massimiliano I - mise in atto una germanizzazione dei territori di lingua d’origine latina senza precedenti, Costa divenne Kostner, Ciampac divenne Kompatscher, eccetera. Il figlio Giuseppe II nell’anno 1785 di propria iniziativa denomino il Trentino in Tirolo meridionale. Il suo successore al trono, il fratello Leopoldo, illuminista massone come Giuseppe II, entrambi anti-cattolici. Francesco Giuseppe (del quale si racconta che sia stato figlio di Napoleone) volle e firmò la legge anti-italiana. Così si espresse il Consiglio della Corona il 12 novembre 1866, «Sua Maestà ha espresso il preciso ordine che si agisca in modo deciso contro l’influenza degli elementi italiani ancora presenti in alcune regioni della Corona e, occupando opportunamente i posti degli impiegati pubblici, giudiziari, dei maestri come pure con l’influenza della stampa, si operi nel Tirolo del Sud, in Dalmazia e sul Litorale per la germanizzazione e la slavizzazione di detti territori a seconda delle circostanze, con energia e senza riguardo alcuno. Sua maestà richiama gli uffici centrali al forte dovere di procedere in questo modo a quanto stabilito.»
    Con questi precedenti, le accuse volte al governo Giolitti, conseguentemente alla legge del governo italiano volta all’italianizzazione dei territori del Trentino e dell’Alto Adige - nome cambiato da Napoleone - sono ingiustificate, in quanto rientrano nella spietata legge del contra e patior, "soffrire il contrario".
    Per tornare ad Hofer, la storia ineluttabilmente testimonia, che fu un patriota, difensore della sua terra e dei principi religiosi cattolici, non fu mai anti- italiano, perché l’Italia politicamente esiste dal 1861, fu italiano geograficamente, in quanto la natura ha stabilito che le alpi segnassero il confine settentrionale della penisola italica, così come anche ricordato nella divina commedia dal sommo poeta Dante.
    Hofer fu un eroe e martire cristiano, tradito da un suo compaesano Franz Raffl, e dal suo imperatore Francesco II d’Asburgo. Quest’ultimo - mentre Andreas si accingeva ad esalare l’ultimo respiro - nel contempo a Vienna festeggiava il matrimonio tra Napoleone e Maria Luisa d’Asburgo; Hofer aveva combattuto contro Napoleone, lo stesso che lo condannò a morte! Sul patibolo furono queste le ultime sprezzanti parole di Hofer <<Franz, Franz, questo lo devo a te!>>, con ciò riferendosi a Francesco I (rinunciando al titolo di imperatore del Sacro Romano Impero il nome da Francesco II, cambiò in I), che era passato dalla parte di Napoleone.
    Andreas Hofer era fervente cattolico sempre immerso nella preghiera, con una condotta di vita esemplare. Riporto il seguente dettaglio di una sua ordinanza: “Molti de’ miei buoni fratelli d’armi, e difensori della Patria si sono scandalizzati che le donne d’ogni condizione coprano il loro petto e i loro bracci troppo poco ovvero con pezze trasparenti, ed in conseguenza danno occasione a stimoli peccaminosi, ciò che non può che sommamente dispiacere a Dio, ed a chiunque pensa cristianamente. Si spera che al fine di tener lontano il castigo di Dio, esse miglioreranno; in caso contrario dovranno ascrivere a sé stesse se in un modo loro sgradevole verranno lordate.”
    Lo spirito cattolico che animava la battaglia di Hofer, contro lo spirito anticattolico della rivoluzione francese esportato da Napoleone, oggi alberga tra gli Schutzen? Immagino che siano tutti cattolici praticanti, nessuno di essi è divorziato, risposato, nessuno utilizza contraccettivi, nessuno ha mai abortito, eccetera! Sarà, ma Christian Kolmann delfino di Eva Klotz gay dichiarato (Alto Adige 17 aprile 2016), Claudio Tessaro de Weth, capitano onorario ed emerito della prima compagnia schutzen di Trento, intervistato in merito al Dolomiti pride di Trento, asseriva che i gay non erano un loro problema (Trentino 8 giugno 2018), fanno pensare che agli Schutzen di Andreas Hofer interessa una strumentale quanto inesistente rivendicazione di anti-italianità, che nel martire ed eroe cattolico non è mai esistita. Furono italiani coloro che cercarono di riscattare la vita di Andreas Hofer con 5000 scudi, frutto di una colletta popolare, fu il vice Re d’Italia a chiedere a Napoleone la grazia per l’oste della Val Passiria!
    “non vogliamo il rafforzamento della regione Trentino- Sudtrol, ma le distinzioni di questo matrimonio forzato! Con il Trentino ci hanno portato una sposa che non abbiamo scelto, con l’Italia come una suocera cattiva che viene coinvolta in questioni che non li riguardano” (Sven Knoll, Sud – Tiroler Freiheit)
    Ps. A Mantova nei pressi del parco dedicato ad Andreas Hofer, adiacente a Porta Giulio Romano vi è un cartello informativo, che definisce Andreas Hofer indipendentista Tirolese. Chissà, forse nel grossolano errore -che nessuno tra gli eruditi Schutzen mai deve aver notato-, si cela una verità; se Hofer fosse rimasto vivo, considerato il tradimento dell’imperatore Francesco I, avrebbe nuovamente impugnato le armi per chiedere l’indipendenza del suo Tirolo da quell’impero che gli voltò le spalle!
    Pubblicato: 20 Febbraio 2019 © 2019 emiliogiuliana.com »
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    https://www.agerecontra.it/2019/02/a...on-trova-pace/
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    “#AndreasHofer”
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    20 FEBBRAIO 2019: MERCOLEDÌ DI SETTUAGESIMA; SANT’EUCHERIO E SANT’ELEUTERIO…



    Sant?Eucherio - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/santeucherio/
    «20 febbraio, Sant’Eucherio, Vescovo.
    “Nello stesso giorno sant’Euchério, Vescovo di Orléans, il quale tanto più risplendette per miracoli, quanto più fu perseguitato dalle calunnie degli invidiosi”.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...io-300x240.jpg






    "Sante Messe - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I.M.B.C. a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11).”




    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    Domenica Septuagesima (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=eW58hW30T5Y
    V domenica d. Epifania (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=adVRJ95yZLk
    V domenica d. Epifania - (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=oJR8QmeMXOs
    IV dom. dopo l'Epifania (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=tmgotU8TwQw
    IV domenica dopo Epifania (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=BBMsKuQKlgQ
    Purificazione della S. Vergine Maria (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=rS2tdVj3e_A
    III dom. dopo l'Epifania
    https://www.youtube.com/watch?v=vqLfMJ2qKmo
    III domenica dopo l'Epifania - (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=zHEiqmjKQNk
    II domenica dopo l'Epifania - (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=MtQwadP5PVs
    Sacra Famiglia (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=M83o5Eohbdc
    Epifania di N S G C - (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=fUnwOAcw1Vs
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso».







    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «MARTIROLOGIO ROMANO, 1955. Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...05&oe=5CEB3DBA





    «20 Febbraio: "A Tiro, nella Fenicia, commemorazione dei beati Martiri, il cui numero è noto soltanto a Dio.
    Tutti questi, sotto l'Imperatore Diocleziano, da Veturio, generale dell'esercito, furono uccisi con molti generi di tormenti, succedutisi gli uni agli altri. Infatti prima furono lacerati colle sferze per tutto il corpo, poi gettati in pasto a bestie di varie specie, dalle quali per divina virtù non furono toccati, finalmente, aggiuntasi la ferocia del fuoco e del ferro, compirono il martirio. La loro gloriosa moltitudine era spinta alla vittoria dai Vescovi Tirannione, Silvano, Peleo e Nilo, e dal Prete Zenobio, i quali con fortunato combattimento, insieme con quelli, conseguirono la palma del martirio".»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...d1&oe=5D1FF4B3








    «Radio Spada è un sito di controinformazione cattolico http://www.radiospada.org e una casa editrice http://www.edizioniradiospada.com
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/ »

    “Il 20 febbraio 1878 viene esaltato al Sommo Pontificato Papa Leone XIII Pecci.”
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    Ligue Saint Amédée
    http://liguesaintamedee.ch/
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/
    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»
    “Mieux vaut une petite œuvre dans la Vérité, qu’une grande dans l’erreur.”

    20 février : Saint Éleuthère, Pape et Martyr (? 189) :: Ligue Saint Amédée
    “20 février : Saint Éleuthère, Pape et Martyr († 189)”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...there_pape.jpg





    20 février : Saint Eucher, Évêque d'Orléans (697-738) :: Ligue Saint Amédée
    “20 février : Saint Eucher, Évêque d'Orléans (697-738)”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...her_eveque.jpg








    Lodato sempre sia il Santissimo nome di Gesù, Giuseppe e Maria!!!
    Christus vincit! Christus regnat! Christus imperat!
    Luca, Sursum Corda – Habemus Ad Dominum!!!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

 

 

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