Cina, Gioventù Europea nessun accordo con chi nega i diritti civili

fonte: www.gioventueuropea.com / www.legionario.org

“Sarà la più grande missione istituzionale e imprenditoriale mai organizzata”.Con queste parole Romano Prodi annunciò nei giorni scorsi la missione italiana in Cina e visti i numeri è difficile dagli torto. “Ci permetterà però il Presidente del Consiglio di muovere alcune critiche alla sua missione, tutta economica ed affaristica e che non tiene in minima considerazione i tanti problemi connessi al Governo cinese che vanno dalla negazione dei diritti civili, soprattutto politici e religiosi, all’immigrazione clandestina nel nostro paese e allo sfruttamento della manodopera con la conseguente immissione nel nostro mercato di prodotti a bassissimo costo che stanno danneggiando la nostra economia ed in particolare il settore del terziario”. Lo dichiara Federico Rocca responsabile nazionale di Gioventù Europea.“Proprio mentre Prodi è in Cina con imprenditori e banchieri, un altro vescovo monsignor Wu Qinjing è stato arrestato l’11 settembre scorso e tuttora di lui non si sa nulla. E’ l’ennesimo arresto di esponenti cattolici in Cina, nell’agosto scorso 90 cattolici vennero arrestati e picchiati, ma non possiamo dimenticare che altri vescovi e sacerdoti sono stati arrestati nel corso degli anni, molti di loro sono scomparsi e non si sa se siano detenuti in luoghi segreti o se siano morti. Fatto sta che Prodi non sembra porsi il problema, lui da cattolico dichiarato e su questo cominciamo a farci domande sull’opportunismo di alcuni esponenti cattolici di dichiararsi tali, non ha proferito una parola. Non c’è stato un minimo accenno di reazione nei confronti del Governo di Pechino “ The show must go on” – prosegue la nota del movimento - con esso gli affari che Prodi vuole portare accasa dimenticando che il mercato cinese per alcuni aspetti rappresenta un pericolo e non una risorsa. Nel 2005 la bilancia commerciale italiana con la Cina ha segnato un saldo negativo di 3,7 miliardi di euro, frutto di 11,6 miliardi di importazioni e 6.9 miliardi di export. Per non parlare della manodopera a basso costo e dei prodotti made in Cina che vengono immessi nel nostro mercato a prezzi irrisori, mettendo di fatto in crisi il nostro settore terziario, quello particolarmente legato al tessile e all’abbigliamento. Anche qui la delegazione italiana difficilmente si preoccuperà del problema dello sfruttamento minorile nel mercato del lavoro cinese e dell’immigrazione clandestina nel nostro paese che per i cinesi si tratta di una vera e propria schiavitù. Non è un caso che siano stati ritrovati centinaia di cinesi a lavorare in capannoni o nei seminterrati di alcuni palazzi per 18-20 ore al giorno. Di loro lo Stato italiano ignorava anche l’esistenza, come di fatto si ignorano anche i decessi all’interno di questa comunità, con un giro di documenti d’identità falsi senza precedenti. Davanti a tutto ciò Prodi e il Governo tacciono, anzi,continuano a voler fare affari con questo paese senza porre delle condizione o un limite. Non si possono concludere accordi commerciali con chi nega i diritti civili nel proprio paese, a chi sfrutta il lavoro minorile ed ancora permette che nel terzo millennio ci sia una tratta degli schiavi. Chissà se Michele Santoro ex eurodeputato tornato in Rai con una nuova veste parlerà di tutto ciò – conclude Rocca - e con lui i sindacati o il bravo giornalista Gatti che si è occupato di immigrazione nel nostro paese. Per ora di nuovo abbiamo visto solo la tinta dei capelli, per il resto la solita farsa targata sinistra, ma quella più brutta: che nega l’evidenza e parla solo di ciò che gli fa comodo”.