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  1. #1
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    Thumbs up Berlusconi: «La politica di colonizzazione di Israele è un ostacolo per la pace»

    Berlusconi: «La politica di colonizzazione di Israele è un ostacolo per la pace» - Il Mattino


    Berlusconi: «La politica di colonizzazione
    di Israele è un ostacolo per la pace»

    Intervista al quotidiano Haaretz alla vigilia della visita a Tel Aviv Netanyahu: l'Italia è il nostro migliore amico




    Approfondimenti
    ■ Begin jr inaugura un nuovo rione di coloni a Hebron: continueremo a costruire
    ■ Leader Hamas morto a Dubai, Sunday Times: ucciso da sostanza che ha provocato infarto
    ■ Berlusconi a Gerusalemme, Israele: troppi affari tra l'Italia e l'Iran
    ROMA (31 gennaio) - «La politica della colonizzazione è errata. Israele deve ritirarsi dal Golan»: con questo titolo sulla intera prima pagina, il quotidiano Haaretz di Tel Aviv presenta oggi un ampio intervento del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

    Alla vigilia del suo arrivo in Israele, l'intervento di Berlusconi tocca diversi temi fra cui il processo di pace in Medio Oriente, i piani di sviluppo economico nei Territori palestinesi, la politica italiana di fronte al terrorismo nel mondo e la minaccia nucleare iraniana. Anche il quotidiano Maariv dedica ampio spazio alla imminente visita di stato di Berlusconi. Citando fonti vicine al premier, il giornale scrive che per lui si tratta di «una visita storica». Il discorso che terrà alla Knesset (il parlamento di Gerusalemme), «sarà - secondo questa fonte - il più importante e il più emozionante della sua vita».

    «Non si potrà mai convincere i palestinesi della buona volontà di Israele, se Israele continuerà a edificare su territori che dovrebbero essere restituiti nel quadro di un accordo di pace». Ma nello stesso tempo «non si possono rimuovere gli insediamenti per avere sinagoghe bruciate, devastazioni e violenza infra-palestinese e lanci di razzi in territorio israeliano» spiega il premier.

    Premettendo che «la politica israeliana degli insediamenti può rappresentare un ostacolo alla pace», e rivolgendosi «al popolo e al governo israeliani, da amico, con il cuore il mano» per sottolineare che «perseverare in questa politica sarebbe un errore», Berlusconi spiega però che anche i palestinesi devono fare la loro parte. «Gli arabi - dice il premier - vivono in Israele e partecipano alla sua splendida vita democratica, e la guerra sarà davvero finita quando i palestinesi accetteranno di ripristinare la grande tradizione araba di tolleranza e di ospitalità verso gli ebrei nel loro territorio». E conclude: «oggi bisogna andare oltre la tolleranza e affermare una piena convivenza e cooperazione, con una totale libertà religiosa, civile e culturale. Condannare gli insediamenti con gli stessi argomenti dell'estremismo è troppo facile, è ipocrita e non è degno delle classi dirigenti dell'Occidente democratico. Io non ci sto».

    Netanyahu: «Israele non ha un amico più grande di Berlusconi nella comunità internazionale». Lo ha detto oggi il premier israeliano aprendo la seduta settimanale del consiglio dei ministri a Gerusalemme, secondo il sito web del quotidiano Maariv. Netanyahu ha parlato della grande importanza dell'incontro, che inizierà domani, con Berlusconi. «Quella visita - ha aggiunto il premier israeliano - rientra nel contesto della politica israeliana di rafforzamento qualitativo delle relazioni con governi di importanza centrale in Europa». In questo contesto ha menzionato l'incontro allargato fra il governo tedesco e una parte del governo israeliano avvenuto due settimane fa in Germania e il progetto israeliano di organizzare un incontro analogo anche con il governo polacco.
    non abbiate Paura !
    http://www.effedieffe.com/

  2. #2
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    Predefinito Rif: Berlusconi: «La politica di colonizzazione di Israele è un ostacolo per la pace»

    Citazione Originariamente Scritto da Daltanius Visualizza Messaggio
    Berlusconi: «La politica di colonizzazione di Israele è un ostacolo per la pace»*-*Il Mattino


    Berlusconi: «La politica di colonizzazione
    di Israele è un ostacolo per la pace»

    Intervista al quotidiano Haaretz alla vigilia della visita a Tel Aviv Netanyahu: l'Italia è il nostro migliore amico




    Approfondimenti
    ■ Begin jr inaugura un nuovo rione di coloni a Hebron: continueremo a costruire
    ■ Leader Hamas morto a Dubai, Sunday Times: ucciso da sostanza che ha provocato infarto
    ■ Berlusconi a Gerusalemme, Israele: troppi affari tra l'Italia e l'Iran
    ROMA (31 gennaio) - «La politica della colonizzazione è errata. Israele deve ritirarsi dal Golan»: con questo titolo sulla intera prima pagina, il quotidiano Haaretz di Tel Aviv presenta oggi un ampio intervento del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

    Alla vigilia del suo arrivo in Israele, l'intervento di Berlusconi tocca diversi temi fra cui il processo di pace in Medio Oriente, i piani di sviluppo economico nei Territori palestinesi, la politica italiana di fronte al terrorismo nel mondo e la minaccia nucleare iraniana. Anche il quotidiano Maariv dedica ampio spazio alla imminente visita di stato di Berlusconi. Citando fonti vicine al premier, il giornale scrive che per lui si tratta di «una visita storica». Il discorso che terrà alla Knesset (il parlamento di Gerusalemme), «sarà - secondo questa fonte - il più importante e il più emozionante della sua vita».

    «Non si potrà mai convincere i palestinesi della buona volontà di Israele, se Israele continuerà a edificare su territori che dovrebbero essere restituiti nel quadro di un accordo di pace». Ma nello stesso tempo «non si possono rimuovere gli insediamenti per avere sinagoghe bruciate, devastazioni e violenza infra-palestinese e lanci di razzi in territorio israeliano» spiega il premier.

    Premettendo che «la politica israeliana degli insediamenti può rappresentare un ostacolo alla pace», e rivolgendosi «al popolo e al governo israeliani, da amico, con il cuore il mano» per sottolineare che «perseverare in questa politica sarebbe un errore», Berlusconi spiega però che anche i palestinesi devono fare la loro parte. «Gli arabi - dice il premier - vivono in Israele e partecipano alla sua splendida vita democratica, e la guerra sarà davvero finita quando i palestinesi accetteranno di ripristinare la grande tradizione araba di tolleranza e di ospitalità verso gli ebrei nel loro territorio». E conclude: «oggi bisogna andare oltre la tolleranza e affermare una piena convivenza e cooperazione, con una totale libertà religiosa, civile e culturale. Condannare gli insediamenti con gli stessi argomenti dell'estremismo è troppo facile, è ipocrita e non è degno delle classi dirigenti dell'Occidente democratico. Io non ci sto».

    Netanyahu: «Israele non ha un amico più grande di Berlusconi nella comunità internazionale». Lo ha detto oggi il premier israeliano aprendo la seduta settimanale del consiglio dei ministri a Gerusalemme, secondo il sito web del quotidiano Maariv. Netanyahu ha parlato della grande importanza dell'incontro, che inizierà domani, con Berlusconi. «Quella visita - ha aggiunto il premier israeliano - rientra nel contesto della politica israeliana di rafforzamento qualitativo delle relazioni con governi di importanza centrale in Europa». In questo contesto ha menzionato l'incontro allargato fra il governo tedesco e una parte del governo israeliano avvenuto due settimane fa in Germania e il progetto israeliano di organizzare un incontro analogo anche con il governo polacco.
    Ha detto il massimo che poteva dire ed è già assai.

  3. #3
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    Predefinito Rif: Berlusconi: «La politica di colonizzazione di Israele è un ostacolo per la pace»

    C'è da constatare che cinque anni fa una dichiarazione del genere sarebbe stata impensabile.
    Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.

  4. #4
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    Predefinito Rif: Berlusconi: «La politica di colonizzazione di Israele è un ostacolo per la pace»

    Daltanius voi sionisti avete scassato la minchia

    lunedì 01 febbraio 2010, 07:00
    "Silvio, amico sincero": un bene raro per Israele
    di Fiamma Nirenstein

    I media di Gerusalemme esaltano il ruolo di Berlusconi in un Paese a rischio di genocidio, tra Hamas, Hezbollah e l’incubo dell’atomica
    Un amico... haver tov, un buon amico. Già dalla giornata precedente all’arrivo di Silvio Berlusconi in Israele tutti i media cartacei, radiofonici, televisivi erano pieni di questa espressione. Per Israele gli amici sinceri sono importanti quanto rari, specialmente quando arrivano dall’Europa. Israele è abituata a vedere il mondo gestire con le pinze la sua situazione, sa che avere un rapporto caldo e gentile come quello di Berlusconi con lo Stato ebraico e con Bibi Netanyahu è una scelta costosa, che il mondo islamico guarda e aggrotta le sopracciglia. Israele è spesso calunniata e rimproverata mentre la premono mille minacce esistenziali, e il fatto che qualcuno capisca quanto è duro difendere l’unica democrazia del Medio Oriente le dona un attimo di respiro, una autentica consolazione.

    Il panorama che Berlusconi vedrà sarà quello di una società piena di voglia di vivere, di un’economia che si basa sull’innovazione tecnologica. Netanyahu, che ci tiene molto a dare un suo segno fortemente liberale, ha creato l’ambiente perché l’indice delle cento compagnie israeliane più forti nello stock Exchange di Tel Aviv siano cresciute dell’88,8% in un anno, riprendendosi velocemente dalla crisi del 2008. Lo standard medio della vita è simile a quello italiano. Sembra incredibile che sia una società minacciata di genocidio, affaticata dalle spese militari, in cui la leva militare è di tre anni, e in cui il pericolo è pane quotidiano. L’Iran è oggi il centro dell’attenzione strategica, un pericolo chiaro e presente: Israele lo vede appollaiato sui suoi confini, sempre più aggressivo. Al nord Hezbollah, parte importante del governo libanese, milizia sciita integralista armata dagli ayatollah lungo il confine israeliano, è pronto a scattare quando l’Iran lo ordini.

    E a Gaza, a sud d’Israele, Hamas che ha giurato di distruggere Israele, è definita anche da Abu Mazen una pedina iraniana. La Siria, nella cui capitale risiedono le ambasciate più attive di svariati gruppi terroristi, è un attore così importante in tutta la vicenda che il ministro della difesa Ehud Barak è stato costretto a dire che se di nuovo dovesse scoppiare un conflitto con il Libano a causa di un’aggressione degli Hezbollah, probabilmente esso si allargherebbe alla Siria. Ha anche aggiunto che Israele spera che questo non succeda, ma questa è l’aria che tira dopo che il giornale del Qatar Al Watan ha rivelato una svolta strategica decisiva da parte di Damasco verso gli Hezbollah, che in questi giorni hanno dispiegato i missili terra-terra M600 di fabbricazione siriana, che raggiungono i 250 chilometri i distanza; insomma, Tel Aviv.

    Israele certo spiegherà a Berlusconi che la sua preoccupazione è che l’Iran si serva dei suoi amici per dare fuoco al Medio Oriente. Questo naturalmente distruggerebbe qualsiasi opzione di pace con i palestinesi del West Bank: e Abu Mazen, forse sperando che il consesso internazionale faccia la maggior parte del lavoro, sta un passo indietro rispetto a trattative di pace (richieste invece da Netanyahu) cui pone precondizioni che Israele non accetta. I palestinesi vorrebbero un completo congelamento di tutte le costruzioni negli insediamenti: ma Netanyahu, che pure ha ordinato il maggiore «stop» dal 1967, non vuole andare troppo lontano senza contropartite almeno morali.
    Sanguina il risultato ottenuto da Sharon con lo sgombero di Gaza, solo missili sulle città israeliane e il potere a Hamas. Abu Mazen a sua volta teme di essere abbandonato da un’opinione pubblica abituata giorno per giorno alla propaganda ufficiale di esaltazione degli «shahid» - i terroristi suicidi - diffusa anche da Fatah. Hamas gli contende da vicino il consenso sul versante della guerra a Israele.
    Un altro tema che angoscia Israele e di cui è probabile che dati i suoi rapporti con la Turchia Berlusconi sentirà parlare, è il drammatico raffreddamento di rapporti con il governo turco guidato da Tayyp Erdogan, dato che per tanti anni il Paese di Kemal Ataturk è stato il miglior nesso fra mondo islamico e Israele e oggi ne provengono attacchi continui.

    Insomma, farà caldo in Israele. Gli americani in questi giorni dispiegano navi al largo della costa iraniana e piazzano sistemi antimissile almeno in quattro Paesi arabi moderati: un segnale che Obama non crede più di poter contenere la follia di Ahmadinejad con la politica della mano tesa. Lo temono infatti anche i Paesi arabi moderati ed è per questo che gli Usa schierano i sistemi antimissile. La situazione che Berlusconi incontrerà in questi giorni è infuocata e sassosa più di sempre in Medio Oriente. E dunque Israele lo aspetta, perché quando sei in pericolo, è bello raccontarlo ad un amico.
    Fiamma Nirenstein Home page
    Bazooka!!!

  5. #5
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    Predefinito Rif: Berlusconi: «La politica di colonizzazione di Israele è un ostacolo per la pace»

    Citazione Originariamente Scritto da JnanaTapas Visualizza Messaggio
    Ha detto il massimo che poteva dire ed è già assai.
    Si, per prendersi la regione Lazio :sofico:

    "Scherzi" a parte, ha detto molto più di quello che mi aspettavo. In ogni caso Berlusconi deve governare l'Italia, non c'interessa che vada in Israele a fare il paladino della giustizia. Ha dato un colpo al cerchio e uno alla botta ed è già tanto.

  6. #6
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    Predefinito Rif: Berlusconi: «La politica di colonizzazione di Israele è un ostacolo per la pace»

    Da questa risposta deduco che sei di CP
    Bazooka!!!

  7. #7
    .
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    Predefinito Rif: Berlusconi: «La politica di colonizzazione di Israele è un ostacolo per la pace»

    Citazione Originariamente Scritto da Gallarò Visualizza Messaggio
    Da questa risposta deduco che sei di CP
    Io? :sofico:

  8. #8
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    Predefinito Rif: Berlusconi: «La politica di colonizzazione di Israele è un ostacolo per la pace»

    Berlusconi:ho un sogno "Israele nell'Ue" Berlusconi:ho un sogno Ingresso Israele nell'Ue

    GERUSALEMME - Il premier Silvio Berlusconi ha cominciato oggi da Gerusalemme una visita di tre giorni in Israele. Tre le direttrici di politica estera tracciate ieri da Berlusconi, alla vigilia della partenza: fermare la politica degli insediamenti in Cisgiordania, dialogare con la Siria partendo dalla restituzione delle alture del Golan e mandare un chiaro segnale all'Iran sul nucleare attraverso un rafforzamento delle sanzioni Onu. "Israele non ha un amico più grande di Berlusconi nella comunità internazionale", ha sottolineato il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu.

    "Abbiamo l'orgoglio di essere noi, con la cultura giudaico-cristiana, alla base della civiltà europea". Lo ha sottolineato il premier Silvio Berlusconi appena arrivato in Israele con a fianco il premier israeliano Benjamin Netanyahu.

    "Ho un sogno", che Israele possa entrare un giorno nell'Unione europea. Con queste parole il premier Silvio Berlusconi si è rivolto al primo ministro israeliano, "l'amico Benjamin" Netanyahu, nella cerimonia che ha aperto la sua visita in Israele.

    "Siamo qui a testimoniare l'amicizia, la vicinanza, la volontà di collaborazione" di due "popoli vicini". E' quanto sottolineato dal premier, Silvio Berlusconi, appena arrivato in Israele con a fianco il premier israeliano Benjamin Netanyahu.

    Berlusconi:ho un sogno "Israele nell'Ue" Berlusconi:ho un sogno Ingresso Israele nell'Ue - Politica - ANSA.it


    Vai Daltanius dicci che è tutta una tattica occulta per distruggere israele ...
    Disse il Supremo : "Sono di estrema destra A MODO MIO" ....

  9. #9
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    Predefinito Rif: Berlusconi: «La politica di colonizzazione di Israele è un ostacolo per la pace»

    Citazione Originariamente Scritto da Lucirino Visualizza Messaggio
    Berlusconi:ho un sogno "Israele nell'Ue" Berlusconi:ho un sogno Ingresso Israele nell'Ue

    GERUSALEMME - Il premier Silvio Berlusconi ha cominciato oggi da Gerusalemme una visita di tre giorni in Israele. Tre le direttrici di politica estera tracciate ieri da Berlusconi, alla vigilia della partenza: fermare la politica degli insediamenti in Cisgiordania, dialogare con la Siria partendo dalla restituzione delle alture del Golan e mandare un chiaro segnale all'Iran sul nucleare attraverso un rafforzamento delle sanzioni Onu. "Israele non ha un amico più grande di Berlusconi nella comunità internazionale", ha sottolineato il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu.

    "Abbiamo l'orgoglio di essere noi, con la cultura giudaico-cristiana, alla base della civiltà europea". Lo ha sottolineato il premier Silvio Berlusconi appena arrivato in Israele con a fianco il premier israeliano Benjamin Netanyahu.

    "Ho un sogno", che Israele possa entrare un giorno nell'Unione europea. Con queste parole il premier Silvio Berlusconi si è rivolto al primo ministro israeliano, "l'amico Benjamin" Netanyahu, nella cerimonia che ha aperto la sua visita in Israele.

    "Siamo qui a testimoniare l'amicizia, la vicinanza, la volontà di collaborazione" di due "popoli vicini". E' quanto sottolineato dal premier, Silvio Berlusconi, appena arrivato in Israele con a fianco il premier israeliano Benjamin Netanyahu.

    Berlusconi:ho un sogno "Israele nell'Ue" Berlusconi:ho un sogno Ingresso Israele nell'Ue - Politica - ANSA.it
    Ecco un buon motivo per tenere la Turchia fuori dalla Ue . :giagia:
    " Cosa chiede tutta la folla moderna ? Chiede di mettersi in ginocchio davanti l'oro e davanti la merda "
    L. F. Celine

  10. #10
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    Predefinito Rif: Berlusconi: «La politica di colonizzazione di Israele è un ostacolo per la pace»

    Citazione Originariamente Scritto da Lucirino Visualizza Messaggio
    Berlusconi:ho un sogno "Israele nell'Ue" Berlusconi:ho un sogno Ingresso Israele nell'Ue

    GERUSALEMME - Il premier Silvio Berlusconi ha cominciato oggi da Gerusalemme una visita di tre giorni in Israele. Tre le direttrici di politica estera tracciate ieri da Berlusconi, alla vigilia della partenza: fermare la politica degli insediamenti in Cisgiordania, dialogare con la Siria partendo dalla restituzione delle alture del Golan e mandare un chiaro segnale all'Iran sul nucleare attraverso un rafforzamento delle sanzioni Onu. "Israele non ha un amico più grande di Berlusconi nella comunità internazionale", ha sottolineato il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu.

    "Abbiamo l'orgoglio di essere noi, con la cultura giudaico-cristiana, alla base della civiltà europea". Lo ha sottolineato il premier Silvio Berlusconi appena arrivato in Israele con a fianco il premier israeliano Benjamin Netanyahu.

    "Ho un sogno", che Israele possa entrare un giorno nell'Unione europea. Con queste parole il premier Silvio Berlusconi si è rivolto al primo ministro israeliano, "l'amico Benjamin" Netanyahu, nella cerimonia che ha aperto la sua visita in Israele.

    "Siamo qui a testimoniare l'amicizia, la vicinanza, la volontà di collaborazione" di due "popoli vicini". E' quanto sottolineato dal premier, Silvio Berlusconi, appena arrivato in Israele con a fianco il premier israeliano Benjamin Netanyahu.

    Berlusconi:ho un sogno "Israele nell'Ue" Berlusconi:ho un sogno Ingresso Israele nell'Ue - Politica - ANSA.it


    Vai Daltanius dicci che è tutta una tattica occulta per distruggere israele ...
    Il Trattato di Schengen applicato a chiunque sia in possesso di un passaporto israeliano e sarebbe Eurotiberiade definitiva, per citare Nazionalistaeuropeo
    Passata la buriana facciamo i conti

 

 
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