Stadio ‘Barbera’ stracolmo, festa del gol, vittoria e vetta della classifica in solitario: sono questi gli ingredienti di Palermo-Catania, che torna in Serie A dopo 44 anni e si chiude con il risultato di 5-3, grazie alle reti di Tedesco, Simplicio, Corini (su rigore), Amauri e Barzagli per i rosa, e Corona, autogol di Agliardi e Spinesi per gli etnei.
Già alla vigilia, il derby era considerato una partita di fuoco e la gara non tradisce le attese. Guidolin manda in campo quattro giocatori diversi rispetto all’undici che ha espugnato l’Olimpico, e schiera, con il 4-3-1-2, Cassani sulla fascia destra spostando Zaccardo al centro, Tedesco al posto di Guana, Pisano per Capuano e Bresciano per Diana. Marino risponde invece con la formazione annunciata, sostituendo però Spinesi con Colucci. Il match è una lotta a tutto campo sin dall’avvio, quando il Palermo può recriminare un rigore (dopo appena dieci secondi dal fischio d’inizio) per una spinta in area su Di Michele, a cui risponde al 3’ Corona che impegna Agliardi da due passi. Poi è la squadra di casa a dare ritmo alla gara rendendosi pericolosa con Corini ed Amauri, che però non centrano mai la porta difesa da Pantanelli. Il derby, però, è una gara atipica e inaspettato arriva il colpo di scena: al 26’ il palermitano Corona infila Zaccardo sulla sinistra e, a tu per tu con Agliardi, lo batte con un rasoterra portando il Catania in vantaggio, ma dopo appena sessanta secondi Tedesco, solo davanti la porta, approfitta di un batti e ribatti in area rossazzurra e trafigge Pantanelli, ristabilendo subito la parità. Dopo i gol, la gara scorre sul binario dell’equilibrio fino al termine del primo tempo e l’unico sussulto è un fallo di mano in area rossazzurra che Trefoloni non sanziona, nonostante le vibranti proteste rosanero. Si va quindi al riposo sull’1-1.
Il Palermo torna in campo nel secondo tempo con il coltello tra i denti ed una determinazione senza pari e dopo soli due minuti si porta in vantaggio con Simplicio, che batte Pantanelli dal limite grazie anche ad un errore dell’estremo rossazzurro. La cattiveria rosanero non si esaurisce dopo il 2-1, infatti i padroni di casa si rendono ancora pericolosi con Di Michele e Amauri, le cui conclusioni però non sortiscono l’effetto sperato. Il Catania fa credere di esserci ancora all’8’ con Corona che trova la pronta risposta di Agliardi ma, al 20’, viene rimesso in partita dallo stesso estremo rosanero che, nel provare a stoppare con il petto un debole tiro di Mascara, sbaglia mandando la sfera alle sue spalle. Il Palermo fa coraggio al proprio portiere, incitato a gran voce anche dai trentasettemila del ‘Barbera’, e riafferma la propria supremazia procurandosi un rigore con Bresciano (atterrato in area da Stovini), che Corini trasforma con freddezza e festeggia stringendo Agliardi nell’abbraccio dei compagni. Poi è festa rosa: Amauri scalda le mani a Pantanelli al 26’, quindi lo trafigge con un preciso rasoterra dopo una sgroppata sulla sinistra propiziata dal nuovo entrato Guana, e Barzagli, al 36’, suona la ‘quinta’ spedendo in rete di testa un preciso cross di Diana, nel frattempo subentrato a Di Michele. Festa, comunque, non rovinata dall’espulsione di Simplicio al 45’, che lascia i rosa in dieci, né dal terzo gol catanese con una punizione dal limite di Spinesi al terzo minuto di recupero: il Palermo vince 5-3 e si ritrova così solitario, per la prima volta nella sua storia, in testa alla classifica di Serie A a punteggio pieno.


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