Corriere Adriatico del 21/09/06
Prima della relazione un commosso pensiero alla memoria del preside Quaresima
Il docente ha trattato il tema della repubblica romana del 1849 e di Senigallia
“Una città giacobina e democratica”
Lezione di storia al Rotary club del professor Marco Severini
SENIGALLIA - Il Rotary club di Senigallia ha organizzato nei giorni scorsi una conviviale che ha registrato la partecipazione di numerosi soci ed ospiti per la presenza, come relatore, di un giovane storico senigalliese, di grande spessore culturale: il professor Marco Severini, docente di storia del risorgimento presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Macerata. Il professor Severini ha trattato il tema La repubblica romana del 1849 e le origini della Senigallia democratica. Il professore ha esordito ricordando con sensibilità e gratitudine il professor Giuseppe Quaresima, venuto a mancare di recente, rotariano e già presidente del Centro Mazziniano di Senigallia, che sei anni fa avviò un nuovo impegno culturale investendo particolarmente sui giovani che invitava a dedicarsi non solo alla ricerca ma anche ad un aggiornamento delle lingua italiana contestando così l'accusa rivolta spesso agli storici italiani di non saper scrivere a differenza degli stranieri.
La scelta della tematica da trattare ha detto il professor Severini, è stata fatta per sfatare alcuni luoghi comuni come ad esempio il fatto che Mazzini fosse una persona triste e grigia che ha pagato la sua subalternità, in termini risorgimentali, rispetto ad altri personaggi come Cavur e Vittorio Emanuele II considerati veri padri della patria. Il libro da lui curato dimostra l'esatto contrario. Il professor Severini ha parlato in seguito delle origini di Senigallia democratica ricordando come in tutti i testi si affermi che la nostra città ha una tradizione democratica e giacobina.
La tradizione giacobina e democratica di una città aperta ai traffici e commerci ad una precisa connotazione storica: l'arrivo a Senigallia nel febbraio del 1797 degli ideali della rivoluzione francese con il generale Napoleone Bonaparte. Gli ideali democratici radicarono un seme che germogliò durante la storia ottocentesca e novecentesca, anche se nel 1815 con il congresso di Vienna si tentò l'operazione antistorica di riportare l'onore della storia indietro di 96 anni. Ciò di fatto non avviene; nelle Marche nel 1817 ci fu a Macerata una cospirazione carbonara che fallì ma che ebbe tra gli affiliati molti senigalliesi, nel 1831 Senigallia fu in prima fila fra le città marchigiane che si unirono al governo delle province unite e dichiararono per la prima volta la decadenza del potere temporale dei papi. Quindi a Senigallia, accanto ad una cultura devota, cattolica e clericale c'è né stata una laica, alimentata da principi egualitari e democratici. La Repubblica Romana a Senigallia nei mesi del 1849, rappresenta un esempio di democraticità e modernizzazione certamente un po' accelerata, ma con un segno che resterà soprattutto, quando, dopo il ventennio fascista, si tornerà a votare e tra i partiti che si segnaleranno nell'elezione del 1946-1048 ci sarà un partito repubblicano che nonostante traumi e scossoni, si richiamava alle lezioni di Mazzini e della Repubblica Romana.




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