La domanda è: ma chi paga ancora il biglietto dell’autobus? La regione Marche ce la sta mettendo tutta per far viaggiare molti gratis. A Pesaro e provincia, il 20 per cento si muove gratis o al costo ridotto della metà. Su 50mila viaggiatori giornalieri, 9mila hanno tessere agevolate. E ora il club diventerà ancor più numeroso. L’altro ieri, la Regione ha deciso con una delibera di giunta che possono salire e viaggiare all’infinito senza pagare un centesimo gli ultrasessantacinquenni senza limite di reddito, compresi i miliardari, le donne incinte, anche queste senza limite di reddito, le mamme con un bambino di un anno, i disoccupati, ma anche gli antifascisti senza limite di età né di reddito.
Ma nell’ufficio del servizio trasporti delle Marche, hanno la minima idea di come riconosca un antifascista? "Non saprei dire — spiega un dirigente — spetta ai vari comuni accertare i requisiti e fornire eventualmente il tesserino di esenzione all’utente". Andando per deduzione, gli iscritti ai partiti di sinistra sarebbero tutti dei potenziali viaggiatori gratis. Perché non c’è un criterio e quindi è legittima la richiesta e l’ottenimento della tessera gratis. Poi, viaggiano senza pagare nulla anche i profughi, e i perseguitati politici o per motivi di 'razza'. Che è un bel rebus. Chi può dirsi perseguitato per la razza? Anche i cavalieri di Vittorio Veneto (e gli altri cavalierati perché escluderli?) hanno diritto a viaggiare gratis.
Poi ci sono tutti coloro che viaggiano al 50% del costo come gli studenti e i lavoratori dipendenti a condizione che abbiano un reddito familiare inferiore a 13mila euro annui. In pratica, tenuto conto delle dichiarazione dei redditi che abbiamo pubblicato nelle pagine precedenti, buona parte dei ragazzi figli di taluni commercianti e artigiani possono avere lo sconto del 50 per cento.
Fino adesso, la Regione rimborsava le aziende di trasporto per queste tessere agevolate del 50 per cento. "Adesso questi viaggiatori esenti dal pagamento sono a carico delle aziende — spiegano all’ufficio trasporti pubblici della Regione — e così noi andiamo a risparmiare sui 600mila euro all’anno. Complessivamente rimborsiamo annualmente 2 milioni e mezzo di euro, adesso scendiamo a 2". Le aziende di trasporto, non essendo delle congregazioni di carità, hanno ottenuto in cambio l’aumento delle tariffe del 25 per cento dopo un ritocco dell’8 per cento già attuato nell’ottobre scorso.




