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  1. #1
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    Predefinito Che ne dite di un thread in rilievo sulla situazione in Senato e su voci di passaggi?

    Vista l'importanza della situazione del Senato per la vita del governo dell'Unione, propongo un thread in rilievo nel quale riportare gli sviluppi che si registrano e le voci di passaggi delle quali si viene a conoscenza.
    Del resto, è facile ipotizzare che entrambi gli schieramenti stiano facendo moral suasion sui senatori al fine di prolungare o accorciare la vita del governo.
    Io sul Corriere, un paio di settimane fa, lessi un articolo nel quale si parlava di 7-9 senatori CDL intenzionati a lasciare Berlusconi, che chiedevano però il lancio di una campagna culturale da parte dell'Unione, un'offensiva sui principi, per accompagnarne il passaggio, ma che poi alcuni si siano un pò "raffreddati" e la cosa, almeno temporaneamente, sia abortita.
    Anche se il Corriere dei Panebianco e compagnia non mi ispira affato fiducia, ve la riporto come l'ho letta.
    Chi ha notizie le riporti.

  2. #2
    Basileus ton Romaion
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    Repubblica parlava tempo fa di 70 parlamentari pronti al salto della quaglia dopo il Referendum.

  3. #3
    Superpol
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    Citazione Originariamente Scritto da Caimano
    Repubblica parlava tempo fa di 70 parlamentari pronti al salto della quaglia dopo il Referendum.
    Anche 200, come no...



    Saranno tutti boni e cheti fino a dopo la finanziaria, poi forse 2/3 senatori si riposizioneranno, per come la vedo io..

  4. #4
    Basileus ton Romaion
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    Anche a me sembrava impossibile... Riferisco quanto detto da "Repubbblica"...

    Nei 70 sono inclusi Deputati e Senatori... Praticamente l'UDC...

  5. #5
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    A proposito di senatori pericolosi, anche il simpatico piggy (dal nome del personaggio più positivo del romanzo "Il Signore Delle Mosche", ci mancherebbe) dice la sua:

    Roma, 31 ago - ''Non votero' mai a favore di una legge sul conflitto di interessi punitiva nei confronti di Silvio Berlusconi'' . Lo dice a Radio Radicale il senatore dell'Italia dei Valori Sergio De Gregorio, presidente della commissione difesa di Palazzo Madama. ''In una condizione come quella attuale - dice De Gregorio - in cui e' necessario chiedere la solidarieta' del centro destra su questioni che appartengono alla politica internazionale o sul risanamento economico del Paese, qualcuno pensa che i rapporti con l'altra parte politica si curino o si sviluppino meglio pensando a leggi punitive che in particolare puntano a delegittimare il presidente della coalizione avversaria? Mi sembra una follia soltanto immaginare uno scenario del genere. In una condizione di questa natura bisognerebbe invece aprire alla collaborazione dell'opposizione e non lasciare immaginare che ci sia un pezzo dell'Unione che si accanisce sulla parte avversa quasi a lanciarle un messaggio provocatorio o pressorio. Mi sembra che tutto cio' non aiuti il dialogo e che non sia di aiuto al futuro del Paese, ma che anzi crei una atomsfera infame''.

    ''Non voterei mai una legge sul conflitto di interessi punitiva nei confronti di Berlusconi - conclude De Gregorio - io non sono sulla linea di chi pensa che agitare il conflitto di interessi serva a tacitare la controparte o a portarla al tavolo delle tratative su altre questioni. Sul conflitto di interessi mi pare che Antonio Di Pietro stia svolgendo un ruolo di testa d'ariete che mortifica la migliore delle sue sensibilita' di uomo aperto al dialogo''.



    Occhio Al Suddetto. Sarebbe il caso o di ricondurlo all'ordine o di "prendere" qualcuno noi e lasciarlo così libero di fare il salto della quaglia per il quale ansima. Anzi, se loro si prendono De Gregorio non potranno accusarci di aver fatto campagna acquisti.

  6. #6
    Repubblica
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    In commissione finanze c'è uno che e pronto a passare, ma bisogna individuare chi è.. Votò per il presidente dell'Unione..

    Poi chissà se Cossiga fa di nuovo il miracolo...

  7. #7
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    Predefinito Spettri Che Planano Sui Cieli Italiani

    (La Commedia dell’ Arte Politica)


    Ho seguito sullo schermo RAI la discussione al Senato del provvedimento per la ripresa economica e la lotta all’ evasione.

    Aspettavo una discussione interessante. E’ stato uno scenario penoso. Che ha messo in evidenza alcuni aspetti della Commedia dell’ Arte politica. La trasparenza delle telecamere mi ha mostrato la preoccupate e cruda realtà:

    - un numero non disprezzabile di senatori, durante la discussione scaldavano le poltrone (forse spinti da ordini di scuderia) scambiandosi diffusamente saluti sorridenti e cenni amichevoli. Molte facce mostravano disinteresse e noia; appariva qualche sbadiglio.
    - il ristretto numero di politici coinvolti nella presentazione e discussione dell’ importante provvedimento (coll’ausilio di testi scritti; segno forse di facile doppio linguaggio ?) dedica probabilmente un 40 % dei loro interventi al merito della discussione, in forma generica e senza dettagli significativi. L’ altro 60 % circa del tempo é invece riempito con accuse agli avversari in tutte le direzioni....., quasi sempre generiche e non dimostrate;
    - il presidente, apparentemente abituato a tale povero andazzo, non fa alcun tentativo di dirigere le discussioni sul merito della materia all’o.d.g.;
    - la “vuotaggine” di una buona parte delle parole profferite al vento indica, a mio avviso, la seguente situazione:

    a) il modo di discuetere e affrontare argomenti molto seri da parte dei politici é povero d’impegno, inefficace e approssimativo. Comunque indicativo della non professionalità, della mancanza di serietà dei Commedianti dell’ Arte Politica;
    b) discussioni molto lunghe ma povere di contenuto e di serietà, condotte in modo chiaramente inadeguato (almeno per chi lavora in Europa) alla realtà e difficoltà del sistema Italia, fanno sospettare che non solo molti politici non abbiano la capacità e l’ esperienza necessaria a fronteggiare gli eventi preoccupanti della società e dell’ economia, ma siano forse lontani dalla realtà ed abbiano una dubbia professionalità.
    c) i loro appocci approssimativi su materie complicate che richiedono indagini, paragoni e riflessioni mi fanno concludere che sono essi, i politici, che danno la più forte spinta al Bel Paese verso il sottosviluppo, perché incapaci di lavoro efficiente;
    d) politici cosi poveri di impegno e di realismo (ma ci sono mai state tali qualità nelle istituzioni italiane ?), di capacità professionali, sono stati capaci di massimizzare il rapporto introiti/capacità professionali ad un livello sicuramente troppo elevato per poter affermare che l’ Italia é parte dell’ Unione.

    Poiché la società italiana ha recentemente subito un accelerato degrado, le domande che sembrano appropriate, sul sistema Italia, sono:

    - la limitatezza dei risultati dei politici, spesso la mancata capacità professionale, sono solo la punta dell’ iceberg sociale italiano ? La parte sommersa dell’iceberg sarebbe la diffusa degradazione delle capacità sociali italiane ? (seppure esse sono mai esistite, nel Paese senza educazione sociale). Oppure la limitatezza dei politici é invece slegata dalla situazione sociale diffusa ?
    - la società italiana é, oggi, capâce di esprimere dei politici a livello europeo, adatti cioé a far fronte ad una situazione in degrado continuato ?
    - sono gli Italiani consci che le prospettive del sistema Italia, nell’ attuale scenario sociale, sono conseguenti all’incapacità del Paese di aprire gli occhi sulle cause delle inefficienze e di adottare le misure necessarie ? le quali misure richiederebbero capacità di programmazione e gestione adeguate ad abattere i seguenti spettri che planano nei cieli italiani: approssimazione, confusione, incapacità e irresponsabilità diffuse, leggerezza, assenza di riflessione lucida, mancanza o rarità di paletti e di serietà. Spettri che impediscono al Paese di recuperare efficienze a livello europeo, anzi lo aiuteranno forse a tuffarsi nel Magreb ?

    Antonio Greco
    L’ Emigrato
    angrema@wanadoo.fr

    P.S. Cambiero’ volentieri la mia percezione sulle capacità dei politici italiani, qualora mi si dimostri che:
    - ci sono molte istituzioni che lavorano efficacemente;
    - in presenza della attuale diffusione della corruzione, é sta adottata una strategia per combatterla;
    - é stata fatta un’ analisi realista delle cause dell’ immobilismo e della perdita di colpi del sistema Italia.

  8. #8
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    Predefinito Robaccia.....

    Come diciamo a Roma " che te pare..."

    "Lavorerò a una grande coalizione alla tedesca. Altri sono con me"
    De Gregorio: Italia dei Valori addio
    "Ma non confluisco nella Cdl"


    Nel gruppo potrebbe confluire un deputato Cdl rafforzando l'Unione a Palazzo Madama Donadi (Idv): "Separazione consensuale"





    ROMA - Alla fine se ne è andato. Il senatore Sergio De Gregorio lascia il partito dell'Italia dei Valori per dedicarsi "anima e corpo" alla realizzazione di una Grande Coalizione alla tedesca. La notizia viene direttamente dal presidente della commissione Difesa del Senato che, a domanda dei giornalisti, conferma la decisione di abbandonare il movimento di Antonio Di Pietro. De Gregorio, al contempo, smentisce categoricamente un suo passaggio nella Cdl che, ovvio, creerebbe non pochi problemi al centrosinistra già in bilico, per numeri, al Senato. Al contrario. Secondo quanto si apprende, nella nuova formazione di De Gregorio confluirebbero tre senatori, uno dei quali del centrodestra. Se così fosse si capisce la reazione pacata dei dipietristi affidata a Massimo Donadi, capogruppo alla Camera che parla di "separazione consensuale che pero' non comportera' problemi per la tenuta della maggioranza a Palazzo Madama perche' il presidente della commissione Difesa rimarra' nell'Unione e continuera' a sostenere il governo''".

    "Ringrazio sentitamente Silvio Berlusconi - dice oggi De Gregorio - ma sono stato con Forza Italia per dieci anni. Ora voglio dedicarmi ad un progetto politico che ponga fine allo scontro all'arma bianca in atto tra i due poli. Bisogna anteporre le necessità del paese alla voglia di rissa di troppi politici. Altro che cambio di casacca". Nessun cambio anche se, non va dimenticato, De Gregorio è stato eletto alla presidenza della Commissione Difesa del Senato proprio grazie ai voti della Cdl, in barba alla candidata dell'Unione (e della stessa Italia dei Valori), la comunista Lidia Menapace.

    Il proposito del senatore è dunque ora quello di dare vita a una nuova formazione, nei gruppi Misti di Camera e Senato, dove sono già iscritti i parlamentari dell'Italia dei Valori. I due sottogruppi si richiameranno al Movimento per gli italiani nel mondo, da tempo cavallo di battaglia della commissione Difesa del Senato. De Gregorio sta lavorando da settimane per ottenere le necessarie adesioni dei parlamentari ai sottogruppi.

    Due gli obiettivi immediati per quanto riguarda gli impegni parlamentari: battersi contro la legge che sta preparando l'Unione sul conflitto di interessi perchè "vendicativa nei confronti di Berlusconi"; dire no ai tagli alla Difesa che la sinistra radicale starebbe cercando di imporre a Prodi.

    De Gregorio assicura anche che proprio nell'Italia dei Valori ci sono altri deputati e senatori che guardano con interesse alla prospettiva di una grande coalizione anche in Italia. Per il 18 e il 19 è previsto a Napoli il primo appuntamento del movimento: ci saranno oltre 400 delegati già aderenti all'iniziativa per gli italiani nel mondo. Subito dopo si passerà alla costituzione dei sottogruppi parlamentari.

    Si aprono dunque due scenari molto diversi a seconda delle scelte del "nuovo" De Gregorio. Se è vero che il senatore rimarrà saldamente nel centrosinistra, secondo alcune fonti, potrebbe addirittura portare un vantaggio numerico all'Unione sottraendo un senatore alla Cdl. In questo momento, infatti, l'Unione può contare, esclusi i senatori a vita, su 158 senatori contro 156 della Cdl (oltre all'indipendente Pallaro, che non è schierato). Ma il presidente Marini per prassi non vota, dunque il vantaggio si riduce ad un solo parlamentare. Se l'operazione De Gregorio dovesse andare in porto il vantaggio diventerebbe di tre: 159 a 156. A sostegno di questa tesi si fa notare l'incontro svoltosi qualche giorno fa tra De Gregorio e Romano Prodi. Nel caso invece il senatore ex Idv decidesse di tenersi le mani libere è ovvio che i numeri al Senato, per il centrosinistra, diventerebbero risicatissimi.

    Si capisce quindi l'aplomb di Donadi nel commentare la decisione di De Gregorio. Il capo dei deputati dell'Idv nega infatti si tratti di "un abbandono, piuttosto una reciproca presa d'atto del fatto che probabilmente lui ha frainteso le nostre opinioni, due percorsi che non sono compatibili, valori che non ci accomunano a sufficienza".

  9. #9
    Repubblica
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    I mercenari non faranno mai cadere i governi, loro puntano ai 5 anni...

  10. #10
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    Se qualcuno offre un mucchio di soldi ad un parlamentare, può anche succedere che dei 5 anni se ne dimentichi ...

 

 
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