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Enrico1987
inffalibile?
...domanda che sorge spontanea dopo l'atteggiamento da "Pasdaran" stile Schifani che molti hanno in questo sito nei confronti del governo prodi, del quale anche io ho nel complesso un buon giudizio, ma del quale so criticare gli errori, indubbi dal mio punto di vista, che ci sono stati nelle ultime settimane..
certo che e' fallibile. Personalmente non penso di essere un Pasdaran, tanto e' vero che a suo tempo ho espresso dubbi alcune decisioni prodiane, come ho piu volte criticato alcuni esponenti della maggioranza di centrosinistra.
questo non mi vieta di difendere Prodi quando penso ce ne sia il bisogno, e sul caso telecom penso abbia ragione.
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danny78
quoto totalmente.
Per me solo Prodi e Veltroni tra i grandi politici italiani sono degni di fiducia.
Sono d'accordo. Prodi e Veltroni mi danno fiducia. L'infallibilità è un'altra cosa, ma la consapevolezza che entrambi hanno grandi ideali supportati da una invidiabile rettitudine morale mi conforta.
Poi che c'entra tutti sbagliamo no? Ma un conto è uno che sbaglia in mala fede, altro è chi magari reagisce male perchè assediato, o si sveglia male la mattina.
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Ragioniamo!
Cosa ha fatto di male?
Ero membro e poi preside della facoltà di scienze politiche di Bologna. Un collega poi amico, Beniamino Andreatta, mi presentò
Prodi: lo aveva chiamato da Milano come suo assistente.
Prodi girava sempre con Paolo Onofri e Angelo Tantazzi, che poi fecero una più che meritata carriera. Io mi divertivo a chiamarli
senza cattiveria «i tre bassotti» di Andreatta. Prodi, con il suo viso rotondo dove c’era il sorriso, ma anche una ben controllata
mimica facciale, risultava a tutti assai simpatico. Voglio ora ricordare che Beniamino Andreatta ha dato sempre,
in privato e in pubblico, del lei a Romano, anche quando era ministro della Difesa e Prodi presidente del Consiglio. Me lo ha
confermato poco prima di essere colpito in aula da un ictus che lo ha portato a un grande sonno.
Vincitore del concorso a cattedra, Romano Prodi rimane sul piano accademico un isolato.
Ad una cena del Mulino in onore dell’economista Amartya Sen, Stefano Zamagni chiese a Prodi perché non avesse deciso
di accedere al Dipartimento di economia. La risposta fu dura: «Perché non avrei spazio», lasciando stupito anche Zamagni.
Così il solitario Prodi affittò alcune stanze (la grande sede di Nomisma è posteriore) dove aveva il suo spazio. Avendo un allievo,
Fabio Gobbo, decise di presentarsi come giudice a un concorso nel quale lo impose. Gobbo era un giovane serio, ma allora
non ancora scientificamente all’altezza di una cattedra: questo suscitò le violenti proteste di tutta la corporazione degli economisti.
Alberto Quadrio Curzio, futuro preside della facoltà, preferì mettere tutto a tacere.
Ma la carriera accademica di Romano Prodi era finita. E così preferì fondare un istituto privato di ricerca, come Nomisma, o incarichi tra l’economia e la politica come la presidenza dell’Iri.
La frequentazione con Prodi si diede anche nell’ambito della associazione di cultura e politica il Mulino, della quale entrambi
eravamo soci. Al Mulino talvolta si discuteva il modo con cui Prodi sceglieva i suoi collaboratori.
Fra i soci dell’associazione c’era Umberto Paniccia da tutti stimato per la sua serietà e il suo rigore morale. Dato che lavorava
all’Iri lo segnalammo a Prodi.
Incontrai Paniccia qualche tempo dopo e, interpellato, mi disse sinteticamente che aveva lasciato l’Iri. Nel contempo
Prodi a Roma si accompagna a MassimoPonzellini, che fece una fulminante carriera: dal ’94 al 2002 infatti è stato vicepresidente della Bei, la Banca europea degli investimenti.
Forse Prodi amava i fedeli, seguaci ed obbedienti, come Riccardo Franco Levi, che alla televisione trottella sempre al suo fianco (un tempo si credeva un grande giornalista!). Oggi forse sono il solo in Italia a ritenere che Arturo Parisi non sia un fedele seguace di Romano.
Abbiamo lavorato tanto insieme per non apprezzare la sua intransigenza incapace di piccoli accorgimenti politici.
Per chiudere il capitolo dell’Iri rivelerò due episodi. Per caso ci incontrammo una volta sotto il portone di casa sua (avevo la
macchina posteggiata in un garage di fronte). Lo rimproverai amichevolmente per aver trattato male il mio amico Franco Cingano,
presidente della Banca Commerciale. Mi rispose con arroganza e con durezza percuotendosi il petto: «La Banca Commerciale
è mia», dimenticando che non era un proprietario, ma un semplice amministratore. Arrogante, ma anche in fondo pauroso.
Ritenendo di aver perso la fiducia di Ciriaco De Mita, segretario della «Democrazia cristiana, temeva di essere arrestato.
Alla fine del ’93, dopo dieci ore di interrogatorio da parte del viceprocuratore Antonio Di Pietro (oggi suo alleato!) corse a
chiedere consiglio a Filippo Mancuso, giudice alla Corte di Cassazione. Mancuso gli disse che un consiglio poteva chiederlo
a un avvocato e di ubbidire alla propria coscienza. Pauroso, ma anche vile: un anno e mezzo dopo, quando Mancuso perse i favori della sinistra, l’eroico Prodi lo definì un «cialtrone». Questo risulta dai giornali. Ma per una biografia di Romano Prodi bisognerà parlare di Nomisma e dell’Iri, due capitoli dei quali non posso dare una testimonianza diretta. Per chiudere torniamo al Mulino.
Tra il ’95 e il ’96 in vista delle elezioni Romano Prodi annunciò pubblicamente la sua candidatura:era un fatto del tutto
normale. Non fu certo normale quanto seguì: seppi che Romano Prodi aveva convocato a casa sua il presidente dell’associazione
il Mulino per protestare duramente contro gli articoli miei, di Angelo Panebianco e forse di Ernesto Galli Della Loggia.
Erano articoli pubblicati su diverse testate giornalistiche. Insomma: i soci dell’associazione dovevano fornire la base culturale
del suo partito. Un amico socio del Mulino (se la memoria non mi tradisce Michele Salvati) mi disse di stare attento perché
Romano era un essere vendicativo. L’avvertimento mi lasciò indifferente perché nel campo scientifico il potere di Prodi era
nullo e il Mulino avrebbe continuato a pubblicare i miei libri.
Mi è rimasta una curiosità. Se Massimo D’Alema voleva uno del Mulino, perché non puntare sul suo consigliere Nicola Rossi,
da tutti stimato per la sua preparazione e la sua autonomia scientifica? Prodi sull’economia sa solo recitare battute e su
questo giochiamo le prossime elezioni.
Nicola Matteucci
il Giornale 28 settembre 2005
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Stef@
Volevo ricordare a Enrico, che oggi si chiedeva perchè mai Prodi si fosse permesse di dire qualcosa su Telecom in un 3d che è stato rimosso, che forse Telecom è concessionaria di un SERVIZIO PUBBLICO. Non so se mi spiego.
Forse è qui che ci dividiamo, x me è un'azienda privata è c'è stata una completa invasione di campo di stile verticista e statalista del peggior genere.
Per voi è normale, vabbuò:rolleyes:
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Enrico1987
Forse è qui che ci dividiamo, x me è un'azienda privata è c'è stata una completa invasione di campo di stile verticista e statalista del peggior genere.
Per voi è normale, vabbuò:rolleyes:
ma che invasione? ci vuoi spiegare una volta, con parole tue, in concreto cos'è successo di così abominevole e su che cosa dovrebbe dare spiegazioni Prodi?
p.s. certo che Prodi è fallibile, ci mancherebbe altro... a me basta che sia capace e in buona fede, non sono molti i politici con questi due requisiti
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danny78
certo che e' fallibile. Personalmente non penso di essere un Pasdaran, tanto e' vero che a suo tempo ho espresso dubbi alcune decisioni prodiane, come ho piu volte criticato alcuni esponenti della maggioranza di centrosinistra.
questo non mi vieta di difendere Prodi quando penso ce ne sia il bisogno, e sul caso telecom penso abbia ragione.
veltroni ultimamente che si vada a nascondere che ha ricevuto i tassisti dando contro a bersani che si vergogni
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Lollo avevo già spiegato, poi il thread di critiche a prodi è sparito magicamente... Non rispiego ciò che ho detto(avevo fatto i sei punti di come era andata x me), non ho tempo da perdere con pasdaran e yesman
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Originariamente Scritto da
Enrico1987
Forse è qui che ci dividiamo, x me è un'azienda privata è c'è stata una completa invasione di campo di stile verticista e statalista del peggior genere.
Per voi è normale, vabbuò:rolleyes:
oh ma sei fuori? PER TE è? ma per te cosa? guarda che telecom è servizio pubblico e stop, nn è che per me è servizio pubblico e per te no.
telecom è OGGETTIVAMENTE un servizio pubblico, è assoggettata ad una disciplina particolare, deve garantire prestazioni particolari, nei confronti dei cittadini e degli altri operatori, almeno le cose certe non mettiamole in discussione.
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Originariamente Scritto da
Enrico1987
Lollo avevo già spiegato, poi il thread di critiche a prodi è sparito magicamente... Non rispiego ciò che ho detto(avevo fatto i sei punti di come era andata x me), non ho tempo da perdere con pasdaran e yesman
Le tue argomentazioni hanno la consistenza (e la sostanza) di una mela marcia. Se tu non perdi tempo con gli yesman, io non perdo tempo con gli ignoranti male informati. Te saludi :K
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Lollo87Lp
Prodi sarà quello che è, Enrico invece da un paio di giorni è paranoico. :D
troppa fauna in università:D
comunque, telecome è un'azienda privata che ha in gestione un servizio pubblico che viene fornito tramite una rete di comunicazioni pubblica...