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  1. #1
    Paolo2005
    Ospite

    Predefinito E la dittatura argentina?

    I soliti merdaioli di sinistra si affannano a ricordare la feroce dittatura cilena del famigerato Augusto Pinochet, Pinocho per amici e nemici. Ma, chissà perché, si ostinano a dimenticare la ben più famigerata dittatura argentina, che imperversò nel paese dal 1976 al 1983 uccidendo, torturando e facendo sparire migliaia di oppositgori. Addirittura durante la Guerra della Falklands i Bananas di sinistra arrivarono a sostenerla, una dittatura fascista, contro una democrazia, la Gran Bretagna, alla quale avevano proditoriamente invaso un territorio che non è mai argentino. Come mai? Sarà mica perché il 90 per cento dell'export alimentare argentino, dalla carne al grano all'olio alla soia andava in URSS?

  2. #2
    federica1980
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    Citazione Originariamente Scritto da Paolo2005 Visualizza Messaggio
    I soliti merdaioli di sinistra si affannano a ricordare la feroce dittatura cilena del famigerato Augusto Pinochet, Pinocho per amici e nemici. Ma, chissà perché, si ostinano a dimenticare la ben più famigerata dittatura argentina, che imperversò nel paese dal 1976 al 1983 uccidendo, torturando e facendo sparire migliaia di oppositgori. Addirittura durante la Guerra della Falklands i Bananas di sinistra arrivarono a sostenerla, una dittatura fascista, contro una democrazia, la Gran Bretagna, alla quale avevano proditoriamente invaso un territorio che non è mai argentino. Come mai? Sarà mica perché il 90 per cento dell'export alimentare argentino, dalla carne al grano all'olio alla soia andava in URSS?
    Hai ragione anche io ho notato che la dittatura argentina non viene quasi mai ricordata: eppure i desaparecidos non sono certo stati pochi, la differenza con il Cile e' stata davvero minima.

  3. #3
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    Bravo Paolo2005, ce ne sono tanti di questi esempi, io comunque ti do ragione su sta cosa.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da federica1980 Visualizza Messaggio
    Hai ragione anche io ho notato che la dittatura argentina non viene quasi mai ricordata: eppure i desaparecidos non sono certo stati pochi, la differenza con il Cile e' stata davvero minima.
    Noti molto male come il fenomeno da baraccone che sta sopra di te. La dittatura militare argentina era dichiaratamente anticomunista ed ha falciato soprattutto i rivoluzionari comunisti ed i peronisti ed ha praticamente decimato una delle organizzazioni extraparlamentari comuniste del Sud America. Non parlo certo dei pietosi partiti comunisti ufficiali appecoronati all'imperialismo "della convivenza pacifica" dell'Unione Sovietica ma ai guerriglieri e combattenti dell'ERP. L'ERP era un movimento rivoluzionario che oscillava tra il foquismo, il castrismo e elementi trockisti. Per questo non ea certo ben visto dall'imperialismo sovietico. Assieme al MIR cileno, ai Tupamaros in Uruguay e all'esercito di liberazione nazionale boliviano creò la JCR la junta coordinadora revolucionaria. L'ERP fu distrutto dalla dittatura argentina.
    Ed ora un pò di storia vera e non campata per aria dal fenomeno parastatale Paolo 2005 e vediamo i rapporti tra giunta militare argentina e Stati Uniti con particolare riferimento a Leopoldo Galtieri.

    Leopoldo Fortunato Galtieri Castelli (nato il 15 luglio1926 a Caseros, in provincia di Buenos Aires; morto il 12 gennaio2003 a Buenos Aires), fu uno dei militari argentini che cospirarono contro il presidente Isabel Martínez de Perón e che parteciparono al colpo di stato del 1976. Galtieri faceva parte della junta militare di governo diretta dal generale Jorge Rafael Videla, che sospese le garanzie costituzionali, dissolse le associazioni politiche e sindacali e mise in atto un meccanismo di repressione senza precedenti. Fu dittatore e presidente del paese dal 22 dicembre1981 al 18 giugno1982.
    Galtieri era il figlio di una coppia di lavoratori argentini discendenti, a loro volta, da poveri immigranti italiani. Nel 1943, all'età di 17 anni, si arruolò all'accademia militare argentina per studiare come ufficiale nel ramo dell'ingegneria civile. Sette anni più tardi, grazie alla sua abilità, si era conquistato il grado di ingegnere combattente, e nel 1975, dopo più di 25 anni di servizio nell'esercito, era infine divenuto comandante dei corpi d'ingegneria argentini.
    Fu un fervente sostenitore del colpo di stato militare del 24 marzo1976, quando Jorge Rafael Videla prese il potere in Argentina rovesciando il presidente in carica Isabel Perón. Galtieri fu uno stretto collaboratore di Videla e si distinse per la dura repressione messa in atto durante il golpe, che gli permise di conquistare la sua fiducia, valendogli l'ascesa al titolo di maggiore generale nel 1977, e di generale supremo nel 1980.
    Durante il governo della junta militare il parlamento e i sindacati furono sospesi, i partiti politici e i governi provinciali vennero vietati, e furono abolite tutte le garanzie costituzionali e sindacali, dando inizio a quella che sarà poi ricordata come la guerra sporca. Decine di migliaia di persone furono ritenute appartenenti all'ala sinistra "sovversiva", fatte arrestare, torturare, e "sparire" dalla società. Torture ed esecuzioni di massa erano all'ordine del giorno. L'economia, già malridotta prima del colpo di stato, recuperò per un breve periodo, quindi si deteriorò ulteriormente.
    All'inizio del 1981 Galtieri visitò gli Stati Uniti d'America e fu ricevuto molto calorosamente dall'amministrazione Reagan, che vedeva nel suo regime un baluardo dell'anticomunismo. Il consigliere della sicurezza nazionale (National Security Advisor) Richard Allen lo descrisse come "maestoso generale" (majestic general).
    Il 29 marzo1981 Videla fu deposto dai militari del suo stesso regime, e sostituito da Roberto Eduardo Viola, il quale continuò il regime terroristico del suo predecessore, deponendo però tutti i suoi vecchi collaboratori, tra cui anche Leopoldo Galtieri, allontanato dalla politica a tempo indeterminato. Il governo Viola non mantenne però le promesse fatte e pagò poco i soldati, causando la ribellione dei militari e la deposizione di Viola stesso, che il 22 dicembre1981 venne definitivamente sconfitto e sostituito da Leopoldo Galtieri, autoproclamatosi presidente a vita dell'Argentina, con poteri assoluti e la facoltà di scegliersi un successore.
    Dal marzo 1982 Galtieri incrementò ulteriormente la ferocia del regime, e molte altre migliaia di persone furono uccise; i militari torturavano le persone in qualunque posto le trovassero: nei garage, nei bagni e persino nelle case. Le vittime tra il dicembre 1981 e il giugno 1982 furono all'incirca 9000 secondo i calcoli più modesti, mentre altre 30000 furono uccise durante la dittatura di Videla.
    Galtieri mantenne il diretto controllo dell'esercito e non nominò un nuovo generale supremo. Tentò di riparare l'economia riducendo le spese pubbliche e vendendo fuori dal paese tutte le restanti industrie ancora di proprietà dello stato, comprimendo la riserva monetaria e congelando gli stipendi. Istituì riforme politiche limitate che portarono a forti espressioni di dissenso e dimostrazioni anti-junta, ben presto divenute manifestazioni comuni di chi auspicava un ritorno alla democrazia.
    Tra il marzo e l'aprile 1982 in Argentina si susseguirono 5 manifestazioni (di cui 3 organizzate dai familiari dei desaparecidos), tutte represse nel sangue; la popolarità di Galtieri diminuiva inesorabilmente, mentre l'inflazione saliva alle stelle e il PIL scendeva all'11,45%. Per calmare gli animi e riconquistare consensi tra la popolazione, Galtieri, il 26 marzo dello stesso anno, decise di dare il via all'Operación Rosario, che prevedeva l'invasione delle Isole Falkland (chiamate Isole Malvinas dagli argentini). I militari argentini, guidati dall'ammiraglio Jorge Anaya, diedero inizio all'invasione il 2 aprile1982, e in poco tempo vinsero la blanda resistenza dei 1800 isolani nativi delle Falkland.


    Galtieri dichiarò le "Malvinas" una provincia dell'Argentina. Come previsto, gran parte della popolazione sembrò entusiasta di questo successo e le manifestazioni anti-junta furono sostituite da quelle patriottiche in suo favore. Ma le isole Falkland erano sempre state sotto la sovranità britannica e la Gran Bretagna e molti altri paesi in tutto il mondo condannarono l'annessione. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite approvò la Risoluzione 502, che faceva appello al ritiro immediato delle truppe argentine e all'immediata cessazione delle ostilità.
    Galtieri, come molti osservatori, pensava che le forze armate del Regno Unito non sarebbero state in grado (perché troppo lontane o prive dei mezzi necessari) di contrastare il suo esercito. Tuttavia il Regno Unito era deciso a riconquistare le Falkland.
    L'amministrazione repubblicana di Ronald Reagan adottò un atteggiamento ambiguo, diviso tra la lealtà verso il tradizionale alleato britannico e i rapporti con il governo argentino (Stati Uniti e Argentina erano entrambi firmatari del "Rio Pact", che vincola i paesi membri alla reciproca assistenza). In marzo, il segretario di stato Alexander Haig, attraverso l'ambasciatore in Argentina, ammonì il governo del paese sudamericano a non dare il via all'invasione. Ronald Reagan richiese assicurazioni a Galtieri che non sarebbero state invase le isole e offrì l'opera mediatoria del vice presidente George H. W. Bush, ma la proposta venne rifiutata. L'amministrazione era divisa: Haig, il segretario alla difesa Caspar Weinberger e il vice segretario di stato per gli affari politici Lawrence Eagleburger erano favorevoli ad un deciso appoggio al Regno Unito, temendo che una posizione diversa avrebbe minato i rapporti tra i paesi NATO. Thomas Enders, vice segretario di stato per l'America Latina e Jeane Kirkpatrick, ambasciatrice all'ONU e avversaria di Haig, sostenevano al contrario che il supporto a Londra avrebbe minato l'impegno anticomunista in Sud America. Reagan disse di non capire la contesa "per quella sperduta terra ghiacciata", ma sostenne blandamente la posizione di Haig. Il segretario di stato intraprese una missione tra Londra e Buenos Aires, ma alla fine del mese di aprile, Reagan accusò l'Argentina del fallimento dei negoziati, dichiarò l'appoggio statunitense alla Gran Bretagna ed impose sanzioni economiche al paese sudamericano.
    Alla fermezza di Margaret Thatcher sulla vicenda delle isole Falkland può dunque essere attribuita parte del merito della caduta della dittatura militare in Argentina e del ritorno della democrazia in quel Paese.
    In seguito alle continue pressioni diplomatiche e a trattative infruttuose, il Regno Unito, con l'appoggio di USA e Nuova Zelanda, decise dunque di riprendersi le isole. La Guerra delle Falkland durò circa due mesi; un migliore addestramento e (in misura minore) un equipaggiamento superiore, servirono a controbilanciare il grande vantaggio numerico e geografico dell'Argentina: vi erano infatti oltre 10.000 soldati argentini nelle Falkland e il grosso del contingente britannico si trovava a 13.000 Km dalla zona di guerra. Come risultato i morti inglesi furono appena 255 e quelli argentini ben 632.
    Nel giugno 1982, Port Stanley fu riconquistato e, nonostante le promesse di mitigamento della persecuzione degli oppositori, nessuno era più disposto ad ascoltare Galtieri che, il 18 giugno1982, fu costretto a dare le dimissioni, dopo 6 mesi di sanguinaria dittatura.
    Venne sostituito da Reynaldo Bignone, che in un primo momento si proclamò presidente a vita e continuò a perseguitare i propri oppositori, ma in seguito alle proteste dell'opposizione, nel 1983, fu costretto a permettere lo svolgersi di libere elezioni. Bignone perse nettamente e al suo posto venne eletto il radicale cinquantaseienne Raul Alfonsin.

    A luta continua

  5. #5
    Vittima del kali yuga
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    fu una dittatura feroce, ma peggio del comunismo e delle sue stragi, no

  6. #6
    Paolo2005
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    Citazione Originariamente Scritto da stuart mill Visualizza Messaggio
    fu una dittatura feroce, ma peggio del comunismo e delle sue stragi, no
    Spiegalo ai Bananas di sinistra come quel fenomeno da baraccone che si firma Sandinista ignorando i danni che la dittatura sandinista di Daniel Ortega ha fatto al Nicaragua.

  7. #7
    Vittima del kali yuga
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    Spiegalo ai Bananas di sinistra come quel fenomeno da baraccone che si firma Sandinista ignorando i danni che la dittatura sandinista di Daniel Ortega ha fatto al Nicaragua.
    non ho tempo a sufficienza per sconfiggere i dogmi parareligiosi

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Paolo2005 Visualizza Messaggio
    Spiegalo ai Bananas di sinistra come quel fenomeno da baraccone che si firma Sandinista ignorando i danni che la dittatura sandinista di Daniel Ortega ha fatto al Nicaragua.
    Vai a studiare è ora. Smettila di giocare con i soldatini.
    I sandinisti hanno vinto le elezioni, quando le hanno perse si sono fatti da parte. Rispondi al post sui rapporti tra Galtieri e i paladini supereroi statunitensi piuttosto o non hai tempo che sei troppo occupato a scrivere le tue memorie di guerra?
    Noto che trovi sempre ottima compagnia ovunque tu vada.
    E non sono di sinitra. Le finte logiche dialettiche destra/sinistra le lascio a chi ci vuol credere.
    "Diooooooo ci si arrapa con i marinessss".
    Ciao Rambo. Aprici un post sulle tue azioni di guerra.

    A luta continua

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da stuart mill Visualizza Messaggio
    non ho tempo a sufficienza per sconfiggere i dogmi parareligiosi
    Non sono dogmi, è storia:
    Nel 1986, la Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja dichiara gli Stati Uniti colpevoli di <<uso illegale della forza>> (che nella terminologia giuridico internazionale equivale a terrorismo) nei confronti dello stato del Nicaragua.

    La storia del Nicaragua è fondamentale per comprendere i metodi della politica estera del paese più potente al mondo, sotto l'apetto economico e militare, durante l'epoca reaganiana.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_del_Nicaragua
    .....
    1927 I sostenitori del Partito Liberale (tra i quali Augusto Cesar Sandino[1]) avevano imbracciato le armi contro il governo del Partito Conservatore che, secondo loro deteneva il potere illegalmente. Sandino o, come venne soprannominato, "il generale degli uomini liberi", si rifiutò di accettare la pace offerta e iniziò una lotta di guerriglia che durò fino al 1932.

    scheda (e storia) di Nicaragua di peacereporter.net
    http://www.peacereporter.net/dettagl...5&menu_aree=92
    ...
    L'influenza nordamericana si fece di anno in anno più incombente, tanto che causò violente ondate di insofferenza che costrinsero i marines a lasciare il Paese (1925) per tornarvi l'anno seguente, provocando una vera e propria guerriglia. Nel 1928 nuove elezioni portarono alla presidenza un liberale, Josè Maria Moncada, e l'opposizione alla presenza militare Usa si fece più forte. Un altro leader liberale, Augusto Cesar Sandino, continuò a combatterla fino al completo ritiro di ogni contingente (1933). Ma Washington non si arrese e continuò a influire sulla politica e gli interessi del Nicaragua attraverso il capo della Guardia Nazionale, Anastasio Somoza, il quale fece uccidere Sandino e prese il controllo del Paese, mantenendolo per un ventennio. Instaurò un regime repressivo nell'interesse della sua famiglia e di Washington. Nel '56 morì, ucciso dal guerrigliero sandinista Rigoberto López Pérez, e fu succeduto dal figlio Luis Somoza Debayle, mentre il fratello prese le redini della Guardia Nazionale.



    http://en.wikipedia.org/wiki/Sandini...beration_Front
    ..Nel 1984, i Sandinisti hanno vinto con una grande maggioranza di voti popolari. Nelle elezioni seguenti -- tenute nel 1990 -- i Sandinistas hanno perso il mandato e sono diventati il primo partito di opposizione del Nicaragua.

    Durante questo periodo il FSLN ha affrontato un'insurrezione dei Contras, elementi significativi dei quali erano gli eserciti organizzati, addestrati e sostenuti dagli Stati Uniti e dal relativo cliente, la dittatura militare che era l'Argentina.
    ....
    http://en.wikipedia.org/wiki/Argenti...unist_Alliance


    Aperta e costante intromissione degli Stati Uniti nella politica nicaraguense
    http://www.itanica.org/modules.php?n...rticle&sid=198
    La politica di intromissione da parte degli Stati Uniti in Nicaragua non è certo una novità.
    Subito dopo la vittoria elettorale del Frente Sandinista (Fsln) nelle Elezioni municipali del 2004, l'amministrazione Bush ha rimosso l'ambasciatrice Barbara Moore, "colpevole" di non essere riuscita ad unire la destra nicaraguense in funzione antisandinista e di non aver rotto l'unità del Partido Liberal Constitucionalista (Plc) intorno alla figura dell'ex Presidente Arnoldo Alemàn, sul quale pende una condanna a vent'anni di carcere.
    .......

  10. #10
    email non funzionante
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    Citazione Originariamente Scritto da Paolo2005 Visualizza Messaggio
    Spiegalo ai Bananas di sinistra come quel fenomeno da baraccone che si firma Sandinista ignorando i danni che la dittatura sandinista di Daniel Ortega ha fatto al Nicaragua.
    detto da un amico di milosevic è tutto un dire...

 

 
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