In parlamento la paura serpeggia senza distinzione di bandiere e prestissimo avremo una nuova legge che probabilmente prevederà persino punizioni corporali per i giornalisti che pubblicheranno il contenuto di intercettazioni non legali.

Tratto da un articolo di "La stampa di oggi"

Mauro Fabris, lancia il grido d’allarme di un Palazzo che si sente spiato. La notizia della struttura parallela che in Telecom intercettava il Gotha del Paese ha messo mezza classe politica in allarme e l’altra metà sta buona solo perché ancora è ignara. «Si tratta di un’enormità - grida Fabris -. Peggio dello scandalo Sifar, quasi un colpo di Stato. Dobbiamo dare subito una risposta per non fare la parte degli scemi. Bisogna varare un provvedimento che levi la pelle a chi pubblica intercettazioni. E’ un problema che riguarda tutti. Pensate se uno di questi deputati si ritrova domani su un giornale la trascrizione delle telefonate con le sue troie: è rovinato. Domani Clemente porterà in Consiglio dei ministri il testo di un provvedimento. Speriamo che venga trasformato in un decreto legge.
E si sa, con 14000 Euro al mese di t....ie in parlamento ne debbono girare tante