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Rnp: a breve potrebbe arrivare un seggio al Senato
Roma, 20 set (Velino) - Tra non molto la Rosa nel pugno potrebbe contare tra le proprie fila anche un senatore. Tutto dipende da cosa deciderà la giunta delle elezioni di Palazzo Madama, che si sta occupando dei ricorsi presentati dalla Rnp in varie regioni dopo le elezioni di aprile. Il senatore dell'Ulivo Roberto Manzione (Dl), relatore della giunta – è notizia di ieri – ha infatti ultimato l’attività istruttoria che riguarda i seggi della regione Piemonte. E a breve, forse già domani o dopodomani quando l’organo tornerà a riunirsi – oggi infatti l’ufficio di presidenza della Giunta si è riunito senza però decidere alcuna data –, dovrà calendarizzare la discussione come richiesto dalla stesso senatore diellino. Il ricorso è nato quando la Rosa nel Pugno per la vittoria alle Politiche 2006 aveva ottenuto 18 deputati e all’incirca con la stessa percentuale di voti nessun senatore. Il motivo è presto detto: la lista è stata esclusa dal computo per la ripartizione dei seggi in tutte le regioni dove non ha raggiunto il tre per cento. Il partito guidato da Boselli e Capezzone contestava però la decisione: la legge – spiegavano nell’esposto presentato alle Corti di Appello – stabilisce uno sbarramento ma si riferisce alla situazione delle regioni in cui la coalizione vincente abbia superato il 55 per cento dei seggi. Nessuno sbarramento invece – dice la legge nell’interpretazione data dalla Rnp – per le situazioni in cui la coalizione vincente abbia superato il 50 per cento e ottenuto in tal modo il premio di maggioranza tale da raggiungere il 55 per cento dei seggi. In questi casi, spiegano, la legge dispone semplicemente la ripartizione proporzionale tra le liste. Ecco perché ai radical-socialisti spetterebbero almeno quattro senatori, e precisamente in Piemonte, Campania, Lazio e Puglia.
Due le ipotesi in campo: o il senatore Manzione chiede di accogliere il ricorso della Rosa nel Pugno oppure chiede di nominare un nuovo organo con il compito di approfondire la questione. Secondo alcuni boatos però l’istanza che riguarda il Piemonte potrebbe essere accolta a una condizione: quella di “scansare” i ricorsi che riguardano le altre Regioni. Una soluzione di compromesso, insomma, per accontentare tutti. A farne le spese – per il Piemonte – sarebbe il “dissidente” Franco Turigliatto di Rifondazione comunista a vantaggio di Ugo Intini, attuale sottosegretario agli Esteri e primo dei non eletti della Regione. Nel caso in cui Intini decidesse di conservare il proprio incarico alla Farnesina - nell'Unione vige la regola non scritta per cui chi ha ruoli di governo non dovrebbe avere seggi parlamentari - a seguire i nomi sono quelli di Marco Pannella (secondo nelle liste delle Regioni “contestate”) e, proprio nel caso del Piemonte, il tesoriere dei Radicali Italiani, Rita Bernardini, terza dei non eletti nella regione. Ma i rapporti “tesi” degli ultimi tempi tra le due anime della Rnp potrebbero convincere il sottosegretario a non rinunciare, se dovesse essergli assegnato, al seggio di Palazzo Madama.(Alessandro Sperandio)20 set 153




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