E' inutile crearsi illusioni con ie chimere di un qualsiasi ottimismo: noi oggi ci troviamo alla fine di un ciclo. Già da secoli, prima insensibilmente, poi col moto di una massa che frana, processi molteplici hanno distrutto in Occidente ogni ordinamento normale e legittimo degli uomini, hanno falsato ogni più aita concezione del vivere, dell'agire, del conoscere e dei combattere. E il moto di questa caduta, la sua velocità, la sua vertigine è stata chiamata «progresso». E al « progresso » furono innalzati inni e ci si illuse che questa civiltà — civiltà di materia e di macchine — fosse la civiltà per eccellenza, quella a cui tutta la storia del mondo era preordinata: finché le conseguenze ultime di tutto questo processo furono tali da imporre, in alcuni, un risveglio.
Julius Evola
Condivido tutto tranne la parte in rosso. Credo che l'inizio della fine per l'Europa sia coinciso con la riforma e che il processo di decomposizione abbia cominicato a "volare" dopo la rivoluzione francese e tutti i rivolgimenti del XIX Secolo. Dunque mai avrebbero potuto fermare il "processo" delle forze come quella fascizta che fu agiografica nei confronti della rivoluzione francese.
Solo una grande cotroriforma cattolica avrebbe potuto slavare l'Europa, ma ornai non c'è nulla da fare. In fondo è acnche giusto che altri popoli, xon fedi diversi prendano il nsotro posto, la nostra epoca è finita. Noi siamo vecchi, grassi, la natura favorusce i giovani, chi ha vogia di lottare.




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