Padova - Importante incarico per l'avvocato Luciano Gasperini. È stato eletto, in seduta plenaria del Parlamento, quale giudice "laico" da affiancare alla Corte Costituzionale nei giudizi d'accusa nei confronti del Presidente della Repubblica. Settantun anni, da oltre quaranta membro del prestigioso foro patavino, cassazionista, Gasperini entrò nella Lega nel 1991. È stato senatore per ben due legislature. È stato capogruppo dei senatori leghisti, presidente federale (sopra Bossi, per intenderci), sottosegretario agli Affari Regionali. Insomma, della Lega è stato tutto. Candidato alla presidenza della Repubblica e secondo dietro a Ciampi, infine membro della Commissione bicamerale sulla riforma della Costituzione. Il nuovo incarico affidato all'avvocato Gasperini rientra nello spirito più profondo della Costituzione repubblicana. Nei giudizi d'accusa che dovessero essere instaurati nei confronti del Capo dello Stato - per alto tradimento o per attentato alla Costituzione, mentre è sollevato da ogni responsabilità per gli atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni - il "processo" è affidato ai giudici ordinari della Corte Costituzionale affiancati da sedici membri eletti dal Parlamento. Uomo tollerante ed equilibrato, l'avvocato Gasperini, quando ha potuto, si è sempre espresso contro le espulsioni e le rotture decise dai dirigenti della Lega. Il padre, cancelliere di Tribunale di Padova, era di origini trentine ed era un democristiano che ammirava sinceramente Alcide De Gasperi, suo conterraneo. E dal padre ha ricevuto in eredità l'equilibrio di giudizio: per esempio con grande franchezza ha ritenuto che D'Alema sia stato un ottimo presidente della Commissione bicamerale. Un autonomista, il cui intelletto trova nutrimento nella passione per la musica - è un mirabile organista - e nella "ragionevolezza" dell'armonia dei contrari.




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una volta tanto che riusciamo a difenderci...
