Da Repubblica.it
ROMA - Il governo vuole evitare "i ricatti a catena" e che "il marcio venga fuori". Per questo stasera varerà un decreto legge sulle intercettazioni, sul quale "c'è un accordo con i leader dell'opposizione". Lo ha annunciato il presidente del Consiglio Romano Prodi parlando a Vasto alla Festa dell'Italia dei Valori. Il premier, che non prende parte alla seduta pomeridiana del Consiglio dei ministri, ha spiegato che "il decreto verrà fatto im modo che queste cose non vengano usate per un ricatto a catena". "Occorre fare in modo - h aggiunto - che il marcio non dilaghi. Ogni giorno questo fenomeno appare più grande. E' una cosa di dimensioni enormi, la violazione al diritto è impressionante, i contorni di questo fenomeno sono da vedere nei prossimi giorni, ma ha già una dimensione grandissima".
Ad annunciare l'intenzione del governo a procedere a un giro di vite sulle intercettazioni telefoniche era stato stamane il ministro dei rapporti con il parlamento Vannino Chiti. '"Il Consiglio dei ministri - aveva rivelato - si è aggiornato alle 17 e all'ordine del giorno della riunione ci sarà il decreto legge sulle intercettazioni, di cui si sta occupando il ministro Mastella, e poi ci sarà il decreto sugli sfratti su cui si stanno definendo le ultime cose", ha spiegato il ministro per i rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti".
Che il mondo politico sia in allarme lo confermano le tante dichiarazioni pronunciate oggi sull'argomento dalla maggioranza come dall'opposizione. "Ogni tanto in Italia viene fuori un verminaio da sotto il tappeto - ha osservato il ministro della Ricerca scientifica Fabio Mussi - Qualcuno ha tra le mani una massa enorme di informazioni. Il Consiglio dei ministri discuterà nel pomeriggio un provvedimento d'urgenza". "La vicenda - gli ha fatto eco il responsabile dei Trasporti Alessandro Bianchi - è sotto gli occhi di tutti. Ci sono i requisiti di necessità ed urgenza per un decreto legge".
Non ci sarà a palazzo Chigi, perché impegnato negli Stati Uniti, neppure il ministro degli Esteri Massimo D'Alema. Che però da New York ha lanciato comunque un allarme. La vicenda delle intercettazioni legate alla Telecom, ha sottolineato il responsabile della Farnesina, "porta alla luce qualcosa di preoccupante per la vita democratica del nostro Paese". "Spero - ha detto ancora - che si faccia luce".
A chiedere al governo di affrontare lo scottante tema delle intercettazioni è stata anche l'opposizione, per bocca di Claudio Scajola, presidente del Copaco, il comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti. "Non se ne può più - ha commentato Scajola - è chiaro che si deve intervenire in modo autorevole e urgente da parte del governo con i provvedimenti legislativi". "Mi rallegro - ha aggiunto Scajola - che finalmente la magistratura stia facendo chiarezza in un campo in cui il sospetto di zone d'ombra esisteva ormai da molto tempo ed era stato anche segnalato a suo tempo dal garante della Privacy, Rodotà".
C'è stato, ha osservato ancora l'esponente di Forza Italia, "un abuso di intercettazioni raccolte nelle inchieste che ha oltrepassato ogni limite e non sappiamo che uso si è fatto di questo materiale. E adesso scopriamo, scandalo nello scandalo, che una struttura privata che aveva il compito di lavorare per conto della magistratura nelle legittime intercettazioni, ne faceva invece mercato".
E sul giro di vite sulle intercettazione, fa sapere il vicecoordinatore di Forza Italia Fabrizio Cicchitto, maggioranza e opposizione potrebbe trovare un'intesa. "E' un terreno sul quale ci può essere un accordo tra tutte le forze politiche. L'atteggiamento nostro non è pregiudizialmente negativo, anzi è tendenzialmente positivo", ha spiegato. Dello steso tenore le dichiarazioni del capogruppo di An alla Camera Ignazio La Russa. "Si tratta di una vicenda molto oscura e complessa, sulla quale aspettiamo che la magistratura faccia piena luce. Adesso - ha precisato - siamo in attesa che il governo approvi il decreto sulle intercettazioni, che peraltro noi condividiamo. Devo dare atto, anzi, al ministro Chiti che si è voluto informare sulla nostra disponibilità a sostenere il provvedimento".




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