
Originariamente Scritto da
kingzorc
IL MONDO ISLAMICO AL PAPA: 'CORREGGA UN GRANDE ERRORE'
TEHERAN - Sono "un grande errore" le parole pronunciate da Papa Benedetto XVI sull'Islam. Lo ha detto oggi, citato dall'agenzia Irna, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Mohammad Ali Hosseini, invitando il Pontefice a "rivedere e a correggere con rapidità i suoi commenti" al fine di
"prevenire le fiamme del sentimento religioso dei Musulmani". L'Islam "é la religione più bella, la migliore per l'Umanità" e "l'unica via per la salvezza" e deve essere spiegata "molto bene" al mondo perché "nessuno possa darne un'immagine distorta". Lo ha detto il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, citato dall'agenzia Irna, reagendo alle parole di Papa Benedetto XVI.
PRESIDENTE MALAYSIA ESIGE SCUSE
Abdullah Ahmad Badawi,primo ministro della Malaysia, paese a maggioranza musulmana, ha chiesto a papa Benedetto XVI di scusarsi per le parole pronunciate sull'Islam durante il suo viaggio in Germania, e che hanno suscitato un'ondata di indignazione in tutto il mondo musulmano. Lo riferisce l'agenzia ufficiale della Malaysia, Bernama. "Il Papa non deve prendere alla leggera lo scandalo che ha provocato", ha detto Abdullah, che presiede l'Organizzazione della Conferenza islamica, la più grande organizzazione musulmana nel mondo.
BOTTIGLIE INCENDIARIE CONTRO 2 CHIESE NABLUS
Bottiglie incendiarie sono state lanciate questa mattina a Nablus, nel nord della Cisgiordania, contro due chiese: lo hanno riferito fonti della sicurezza palestinese, precisando che non hanno provocato danni. Non ci sono per ora rivendicazioni. Ieri una granata era stata lanciata contro il centro giovanile del chiesa greco-ortodossa di San Porfirio, a Gaza City. L'attacco aveva leggermente danneggiato la porta d'ingresso del centro. Ieri sera alcune migliaia di palestinesi hanno partecipato a una manifestazione indetta da Hamas a Gaza City contro le dichiarazioni del Papa Benedetto XVI, che sono state criticate ieri mattina dal premier islamico palestinese Ismail Haniyeh.
DEPUTATO KUWAIT CHIEDE BLOCCO COSTRUZIONE CHIESE
Un membro del Parlamento del Kuwait ha chiesto al governo di non dare più autorizzazioni per la costruzione di nuove chiese, in rappresaglia al discorso del Papa sull'Islam. Daifallah Buramia, questo il nome del parlamentare, ha invocato una nuova legislazione per "ridurre il numero delle chiese in Kuwait" ed ha definito le parole di Benedetto XVI "un'offesa all'Islam e al suo profeta".
MONTA LA PROTESTA CONTRO LE PAROLE DEL PAPA
IL CAIRO - Monta la protesta nel mondo musulmano che reagisce risentito alle parole di Benedetto XVI sull'islam e si levano dovunque le richieste di scuse dirette del Papa, accusato di avere offeso la religione di oltre un miliardo di fedeli. Dall'Indonesia al Marocco, dal Pakistan all'Egitto, non c'e' Paese musulmano che non abbia reagito con sdegno alle affermazioni del Papa a Ratisbona, in Germania, tre giorni fa.
E non bastano le giustificazioni della Santa sede che ha cercato di gettare acqua sul fuoco, spiegando che non era intenzione del Papa ne' di svolgere uno studio sull'islam ne' di offendere. Nei paesi islamici stupisce anche i commentatori piu' moderati come il Papa possa aver fatto riferimento ad un imperatore bizantino del 14/o secolo, Michele II il Paleologo, secondo il quale Maometto non aveva portato nulla di nuovo, se non 'delle cose cattive e disumane, come la sua direttiva di diffondere per mezzo della spada la fede che egli predicava'.
Parole che sono state lette dai musulmani come una conferma dell'idea comune fra i cristiani, e contestata dalla gran parte degli islamici, che l'islam ai suoi albori si sia diffuso con la forza delle armi. 'Il Papa non ha detto nulla di nuovo, le sue opinioni rappresentano quelle del cristianesimo... ma che lo affermi cosi' e' un problema', afferma Emad Gad, ricercatore del Centro di studi strategici di al Ahram al Cairo, secondo il quale Benedetto XVI 'non si scusera' mai, perche' era esattamente quello che voleva dire'. Il Corano accetta il concetto di jihad (guerra santa) ma ci sono opinioni molto diverse tra i musulmani su quando e come debba essere condotta, alcuni sostengono che sia solo un mezzo di difesa in caso di attacco e che mai l'islam ha imposto con le armi la conversione. Gad mette in guardia che la reazione degli arabi e' sempre lenta 'ma potrebbe degenerare', come e' accaduto per le caricature di Maometto, pubblicate nel settembre 2005 da un giornale danese, che hanno scatenato violente proteste all'inizio di quest'anno.
Dal gran mufti di Turchia, dove il Papa e' atteso a novembre, ai leader sciiti del Libano e sunniti dell'Iraq e del Cairo e' un'unica richiesta di scuse, chiare e dirette per fugare i timori che il nuovo Pontefice sia per lo scontro e 'non per il dialogo, come Giovanni Paolo II', come ha detto al Cairo il presidente della commissione per il dialogo interreligioso del Consiglio supremo islamico Ali Samman. E' 'un precedente pericoloso davanti al quale non si puo' tacere', ha detto il Consiglio degli ulema (sunniti) iracheno, invitando il Vaticano 'a ritirare queste affermazioni irresponsabili'. Il parlamento pakistano ha formalmente chiesto le scuse del Papa e le assemblee degli altri Paesi musulmani probabilmente ne seguiranno l'esempio, se non altro per non sentirsi accusare di non essere buoni musulmani. Il mufti di Siria ha espresso la speranza che il discorso sia stato male riportato. E lo sheikh di al Azhar al Cairo, Mohamed Sayed Tantawi, la massima autorita' religiosa sunnita, in un comunicato si e' definito 'estremamente indignato' dalle dichiarazioni 'ostili all'islam e a Maometto'. 'Ignoranza dell'islam' e' la critica che viene sollevata da piu' parti a Benedetto XVI. E non e' la peggiore.
'Il Papa si unisce all'alleanza sionista-americana contro l'islam', scrive il principale quotidiano islamico marocchino Attajdid. Il discorso del Papa rischia solo di inasprire i gia' difficili rapporti tra Occidente e Oriente, e' l'opinione comune nei Paesi musulmani, dove gia' e' forte il risentimento per le guerre in Afghanistan, Iraq, Cecenia e Libano. Il governo egiziano, tendenzialmente laico e filo occidentale, ha manifestato apertamente le sue preoccupazioni: 'Queste parole (del Papa), se vere, rischiano di infiammare gli appelli a uno scontro di civilta' ', ha detto il ministro degli Esteri Ahmed Aboul Gheit, dall'Avana dove si trova per il vertice dei Non Allineati. Sui siti Internet islamici, la rabbia si sfoga in insulti. Sul sito Tajdid, uno che si firma 'giovane di al Jazira', pubblica un ritratto del Papa con tratti da Satana e chiede la sua morte. Ai commenti e' spesso affiancato un ritratto di Ayman al Zarqawi (il leader di al Qaida ucciso in Iraq) e di Osama bin Laden, 'difensori dell'islam'. 'Il Papa ha rivelato il suo volto con parole di odio per l'islam... proseguendo l'attacco al nostro profeta cominciato con le caricature', afferma un intervento, mentre molti altri ricordano le crociate.