Il Foglio del 22/9/2006
Dai Nanni, rispondi al telefono almeno a Flores. Così si torna tutti in piazza, prima che ci pensi An. L’esortazione del giornale di Giuliano Ferrara in questa divertente riflessione tratta da "Il Foglio" del 22 settembre 2006…
Caro Nanni, in effetti potresti anche rispondere al telefono. Non dico a tutti tutti, ma almeno a Paolo Flores d’Arcais, una volta soltanto, per pochi minuti, perché sta soffrendo molto. La lettera che ha scritto su Micromega (tu non lo compri, comunque esce il 29 settembre) è straziante. Quattordici pagine di lacrime e preghiere. Ti chiede "dove abbiamo sbagliato", visto che non ti fai più trovare, "dove abbiamo peccato" se non ci sono più quei milioni di sinceri democratici pronti a cambiare il paese, e se anzi adesso "i partitocrati del centrosinistra
stanno realizzando – ad abundantiam – proprio tutto ciò contro cui ci sentimmo obbligati a scendere in piazza quando erano all’opposizione".
Dice che questi governanti sono peggio di Berlusconi: "Inciucio a gogo… senza freni né pudori", e ha capito, definitivamente, che nessuno è puro: "Chi più inciucista, quindi più subalterno al berlusconismo, alla destra di regime, che il presunto ‘sinistro’ Bertinotti?", insomma è un disastro, serve un’altra piazza San Giovanni, un’altra piazza Navona, un Palavobis, qualcosa di forte: "La cittadinanza contro le appartenenze, contro le obbedienze identitarie, contro i privilegi corporativi. La libertà per l’eguaglianza e l’eguaglianza per la libertà. L’utopia azionista della democrazia presa sul serio. E su questo, una mobilitazione di massa, non il sogno dei soliti ‘quattro gatti’". Hanno preferito il "particulare" E il problema è proprio questo, i quattro gatti. Ai tempi splendidi di piazza San Giovanni c’erano tre tipi di girotondini: quelli come Paolo Flores e Francesco Pancho Pardi, sincerissimi, democraticissimi, indignatissimi (però adesso Flores non vuole aderire alla nuova associazione di Pancho che dovrebbe sostituire i girotondi, ma Pancho invece diceva di sì, insomma è una questione delicata), poi c’erano quelli come Nanni Moretti, che volevano vincere (e hanno vinto), infine tutti gli altri, quelli aggreganti, carismatici, quelli che se vai tu vengo anch’io così ti racconto del film e comunque Schifani fa orrore. Erano bellissimi, avevano l’entusiasmo di chi fa sega a scuola. Poi Fiorella Mannoia doveva registrare il disco, Roberto Vecchioni doveva andare in Africa, Ottavia Piccolo partiva per la tournée, Isabella Ferrari aveva i bambini con l’influenza, insomma come ha scritto Flores, si sono tutti ritirati "nel ‘particulare’ (spesso serio, oltre che appagante) delle nostre professioni"."Sono piena di lavoro", ha detto Marina Astrologo e così dicono tutti: si fanno negare, accampano depressioni, cambiano numero di telefono, vanno in vacanza ("la nostra colpa è quella di non aver saputo prendere sul serio e valorizzare il potenziale strategico che il carattere concreto, socialmente concreto, delle nostre richieste ‘universali’ portava con sé. Perché questa falsa modestia, foriera di irresponsabilità?"), mentre c’è un sacco da fare, adesso: Telecom, la riforma della giustizia, l’indulto per i ricchi e potenti, la tivù, i cattivi, i malvestiti, i lampadati. Caro Nanni, diglielo tu: tornate, manifestate,
incontratevi, tenetevi per mano, non lasciate soli Paolo Flores e Pancho Pardi, che poi s’ammalano di malinconia e per tristezza si uniscono nelle proteste a Sandro Bondi e Gianni Alemanno. "Due, cento, mille Palavobis, dunque. E intanto uno, al più presto, magari", ha scritto Flores, e davvero non sembra una richiesta meschina. Il film, certo, da protagonista, si sa, dal libro di Sandro Veronesi, sì, però trova il tempo, davvero, prima che le piazze si riempiano di cravatte dai nodi troppo larghi.




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