
Originariamente Scritto da
tolomeo
Iri, no grazie
Cosa succederebbe se la Cassa depositi e prestiti statalizzasse la rete Telecom
Non indurre in tentazione gli uomini politici. L’acquisto da parte della Cassa depositi e prestiti della rete fissa di Telecom Italia sarebbe molto preoccupante, anche al di là del merito specifico dell’operazione. Dopo avere assaggiato il piacere di mangiarsi la rete fissa di Telecom, chi frenerà il governo e i parlamentari della maggioranza dalla ricerca di altre analoghe operazioni mediante la Cassa, in veste di resuscitata Iri? C’è l’Alitalia, che rischia di dovere chiudere i battenti o di finire in mano estera. Affibbiandola alla Cassa depositi e prestiti, si assicurerebbe alla nazione la sua compagnia di bandiera e se ne salvaguarderebbe la precaria situazione occupazionale. Alitalia perde, ma la Cassa, titolare di redditizie reti fisse, potrebbe permettersi di gestire queste perdite, in attesa di trovare qualche capitalista senza capitali, simpatico alla maggioranza, disposto a fare una società mista. Poi c’è la Rai: è proprio un’impresa di comunicazioni e potrebbe entrare nella Cassa, dando luogo, magari per un solo ramo, a un’altra impresa con qualche gruppo privato. E c’è anche l’Anas, ibrido fra impresa pubblica e autorità di controllo delle autostrade. Spogliata dei compiti di controllo, sarebbe un acquisto ideale per la Cassa depositi e prestiti. E la si potrebbe poi fondere con Autostrade o con qualche altra società proprietaria di tratte a pedaggio. Varie ex municipalizzate potrebbero entrare nella Cassa con un ingegnoso swap fra debiti degli enti locali verso la Cassa e azioni di tali società di proprietà comunale. E le fondazioni bancarie, che hanno attualmente azioni privilegiate della Cassa, potrebbero convertirle in azioni ordinarie, pagando un sovraprezzo di qualche miliardo di euro che darebbe alla Cassa medesima nuove risorse finanziarie per le sue acquisizioni. Si potrebbe pensare alle Poste, accarezzare un progettino proprietario sulle Ferrovie, mettere le mani sulla Snam. Queste sarebbero buone operazioni con cui si potrebbe realizzare la miglior formula Iri, con uno sformato metà lepre e metà cavallo, in cui la lepre sarebbero gli azionisti di minoranza privati
il Foglio